Le azioni indiane hanno registrato un brusco calo nelle prime contrattazioni di giovedì 22 ottobre, penalizzate dall’aumento dei prezzi del greggio e dalle nuove tensioni in Asia occidentale. Il Nifty 50 ha perso l’1,01%, scendendo a 22.580,45, mentre alle 9:35 il Sensex cedeva 691,03 punti, pari allo 0,94%, a quota 73.018,66.

Punti chiave

  • Tra i titoli del Nifty 50, solo Eternal e Infosys erano in rialzo nella rilevazione riportata delle prime contrattazioni.
  • Il greggio Brent è salito dell’1,72% a 110,69 dollari al barile.
  • La flessione è seguita agli acquisti istituzionali di mercoledì, mentre gli analisti hanno indicato gli elevati prezzi del petrolio e i rendimenti dei Treasury statunitensi come fattori avversi.

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Il calo del Nifty si accentua dopo un’apertura debole

Entrambi gli indici di riferimento hanno ampliato le perdite dopo aver aperto sotto i livelli di chiusura di mercoledì. Il Nifty ha aperto a 22.687,75, rispetto alla chiusura precedente di 22.811,35. Il Sensex ha aperto a 73.343,33, in calo rispetto a 73.709,69.

Coal India ha guidato i ribassi del Nifty, perdendo il 2,82% a ₹396. Power Grid Corporation è scesa del 2,58%, Nestle India ha perso il 2,55%, BEL è arretrata del 2,40% e Hindalco Industries ha ceduto il 2,37%.

Eternal è salita dell’1,90% a ₹318,30, mentre Infosys ha guadagnato lo 0,09% a ₹1.169,05. Il settore IT era salito del 2,88% nella seduta precedente, ma i titoli chimici, metallurgici, automobilistici, immobiliari e della difesa sono rimasti sotto pressione.

Petrolio e rendimenti obbligazionari pesano sul sentiment

Il Brent è stato scambiato a 110,69 dollari al barile, in rialzo dell’1,72%, mentre il WTI è salito dell’1,41% a 98,52 dollari. Sul Multi Commodity Exchange indiano, i futures sul greggio con scadenza a novembre sono avanzati dell’1,47% a ₹9.343 e i contratti di dicembre hanno guadagnato l’1,41% a ₹9.195.

Gli Stati Uniti hanno ordinato ai propri diplomatici di lasciare l’Arabia Saudita. Il rendimento dei Treasury statunitensi a 10 anni era al 5,123%.

Dr. V K Vijayakumar, chief investment strategist di Geojit Investments, ha affermato che gli elevati prezzi del greggio e gli alti rendimenti obbligazionari statunitensi stavano favorendo posizioni ribassiste allo scoperto. Hariselvan Radhakrishnan, fondatore e CEO di HST Wealth, ha avvertito che, in assenza di cali significativi di entrambi gli indicatori, gli acquisti dopo le perdite iniziali potrebbero restare tattici, anziché segnare un’inversione duratura.

La debolezza regionale segue i rialzi di Wall Street

Anche i mercati asiatici hanno arretrato nella rilevazione riportata: il KOSPI della Corea del Sud ha perso il 2,1%, l’Hang Seng di Hong Kong il 2% e il Nikkei 225 giapponese lo 0,7%, scendendo sotto quota 64.000.

La debolezza si è contrapposta alla seduta di mercoledì negli Stati Uniti, quando l’S&P 500 è salito dello 0,58%, il Dow dello 0,69% e il Nasdaq dell’1,05%. I futures sulle azioni statunitensi erano comunque in calo prima dell’apertura di giovedì.

Gli acquisti istituzionali non riescono a fermare le vendite

Mercoledì gli investitori istituzionali esteri hanno acquistato azioni indiane per un saldo netto di ₹1.022 crore, mentre gli investitori istituzionali nazionali hanno effettuato acquisti netti per ₹1.614 crore. Anche la rupia si è rafforzata per l’ottava seduta consecutiva, guadagnando 47 paise e chiudendo a 94,46, il massimo da quattro mesi.

Mercoledì i titoli a minore capitalizzazione si erano già indeboliti: il Nifty Midcap 100 ha perso l’1,60%, raggiungendo il minimo da sei mesi, e il Nifty Smallcap 100 è sceso del 2,40%, toccando il minimo da quattro mesi.

Nel corso della seduta di giovedì erano attesi i risultati di società tra cui Adani Enterprises, Colgate, Havells, HPCL e Swiggy.

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