La strategia di riacquisto di VEF continua a dipendere dai proventi delle future dismissioni di partecipazioni, ha dichiarato il management durante la conference call sui risultati del terzo trimestre 2026. La società d’investimento ha registrato un calo trimestrale del valore patrimoniale netto di circa l’1%, poiché i progressi operativi delle società in portafoglio sono stati compensati dalla contrazione dei multipli di valutazione e dai venti contrari valutari.
Punti chiave
- Il management dà priorità ai riacquisti per ridurre lo sconto sul NAV, ma non ha definito un quadro formale in assenza di proventi da dismissioni.
- La performance del portafoglio ha aggiunto 10 milioni di dollari alle partecipazioni valutate con modelli, compensati da 10 milioni di dollari di contrazione dei multipli e da 3 milioni di dollari di perdite valutarie.
- Creditas ha registrato una crescita annua dei prestiti del 26% e una crescita dei ricavi del 30%, mentre la metodologia di valutazione potrebbe cambiare nel Q4 o nel Q1.
Indice
- La strategia di riacquisto di VEF attende liquidità
- I progressi operativi non bastano a sostenere il NAV trimestrale
- La crescita di Creditas si confronta con un contesto di valutazione più difficile
- Abhi si prepara a una possibile quotazione
- Conclusione
La strategia di riacquisto di VEF attende liquidità
L’amministratore delegato David Nangle ha descritto una sequenza di allocazione del capitale che prevede prima le dismissioni, poi il rimborso del debito e infine il riacquisto di azioni. Ha sottolineato che i riacquisti richiedono disponibilità liquide in bilancio, spiegando perché VEF non abbia ancora annunciato un quadro formale.
Nangle si è detto fiducioso che nei prossimi 12-18 mesi si concretizzeranno ulteriori dismissioni, ma ha evitato di prevederne i tempi a causa della volatilità dei mercati. I riacquisti rappresentano quindi una priorità dichiarata, non un programma finanziato con una tempistica definita.
VEF ha rimborsato le obbligazioni in essere e le ha sostituite con una linea di credito revolving, descritta come più flessibile e meno costosa, con un tasso d’interesse inferiore.
I progressi operativi non bastano a sostenere il NAV trimestrale
Il direttore degli investimenti Alexis Kamoudos ha dichiarato che il NAV è sceso di circa l’1% rispetto al trimestre precedente. Tra le partecipazioni che rappresentano il 29% del portafoglio e sono valutate con modelli, la performance delle attività sottostanti ha contribuito per 10 milioni di dollari, ma la riduzione dei multipli delle società comparabili quotate ha sottratto lo stesso importo. Il rafforzamento del dollaro ha causato un’ulteriore riduzione di 3 milioni di dollari.
Il restante 71% delle partecipazioni, valutato sulla base delle transazioni più recenti, è rimasto invariato, poiché nel trimestre non si sono verificate nuove transazioni. La liquidità aziendale è diminuita di 1 milione di dollari per effetto delle spese operative e dei pagamenti delle cedole, mentre gli effetti di conversione valutaria su obbligazioni e liquidità si sono compensati, con un saldo netto pari a zero.
La valutazione di Confio è stata ridotta di 5,1 milioni di dollari, riflettendo un indebolimento del peso del 3% rispetto al dollaro e multipli inferiori per le società fintech comparabili sensibili ai tassi. Il management ha attribuito la svalutazione ai fattori valutari e ai confronti di mercato, non ai fondamentali, segnalando al contempo un trimestre più solido nelle attività di capitale circolante e carte di credito.
La crescita di Creditas si confronta con un contesto di valutazione più difficile
Creditas, la maggiore partecipazione di VEF, ha registrato una crescita annua dei prestiti del 26% e una crescita dei ricavi del 30%, segnando il nono trimestre consecutivo di accelerazione.
La valutazione contabile resta legata al round Serie G da 108 milioni di dollari concluso a dicembre. Nangle ha affermato che il passaggio dall’ultima valutazione basata sul round di finanziamento a un approccio fondato su modelli si verificherebbe logicamente nel Q4 o nel Q1, previa discussione con i revisori.
Una solida performance operativa non garantisce una valutazione più alta. Nangle ha dichiarato che il calo dei multipli delle società fintech comparabili ha costituito un fattore sfavorevole e ha citato una simulazione che mostrava un’oscillazione del 25% nella valutazione di Creditas tra il momento immediatamente precedente alla fine del trimestre e due giorni dopo, in un contesto di volatilità legata alle elezioni brasiliane.
Abhi si prepara a una possibile quotazione
Abhi ha superato i 100 milioni di dollari di ricavi ricorrenti annuali e sta pianificando un’IPO della propria attività pakistana redditizia. VEF ha perfezionato il proprio approccio alla valutazione per includere un multiplo al netto delle imposte accanto a un multiplo dei ricavi.
Nangle ha inoltre delineato una possibile struttura di lungo periodo in cui una società in portafoglio si quota, VEF cede una parte della propria partecipazione e mantiene una quota rilevante in una società quotata. L’ha presentata come una possibile futura via per ottenere liquidità, non come un’operazione concordata.
Conclusione
Il trimestre di VEF ha messo in evidenza la distanza tra la crescita del portafoglio e le valutazioni riportate. Il passo successivo preferito è restituire capitale attraverso i riacquisti, ma la loro attuazione resta subordinata all’incasso dei proventi delle dismissioni.
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