Al 26 ottobre 2026, i servizi satellitari in India erano ancora in attesa: gli operatori autorizzati aspettavano il nulla osta di sicurezza e il Cabinet non aveva ancora approvato la proposta di canone per l’uso dello spettro.

Punti chiave

  • Tre operatori dispongono di licenze, ma ciascuno deve soddisfare le condizioni di sicurezza prima di avviare le attività.
  • Ad agosto, l’agenzia indiana per le autorizzazioni spaziali ha respinto la richiesta di nulla osta di Starlink per motivi di sicurezza.
  • La proposta prevede un canone per lo spettro del 5%, ridotto per i servizi in determinate aree remote, ma non ha ancora ricevuto l’approvazione del Cabinet.

I servizi satellitari in India devono superare i controlli di sicurezza

Il ministro delle Comunicazioni Jyotirao Scindia ha dichiarato che tre soggetti hanno ricevuto le licenze e potranno avviare le attività una volta soddisfatte individualmente le condizioni di sicurezza. L’Indian National Space Promotion and Authorisation Centre, o IN-SPACe, ha respinto la richiesta di nulla osta di Starlink nell’agosto 2026 per motivi di sicurezza.

Elon Musk, proprietario di SpaceX, ha sostenuto che l’India favorisse i gruppi imprenditoriali nazionali. Concorrenti e responsabili politici hanno respinto questa ricostruzione, indicando invece considerazioni di sicurezza. Reliance Industries ha dichiarato che tutti gli operatori devono servire la popolazione in India e rispettarne le leggi.

La proposta sui prezzi dello spettro è ancora in sospeso

Nel 2024, il governo ha preferito l’assegnazione amministrativa dello spettro satellitare alle aste richieste dagli operatori di telecomunicazioni terrestri. È stata respinta la richiesta delle società di telecomunicazioni di introdurre una tariffa urbana di ₹500 per utente dei servizi satellitari.

La Digital Communications Commission ha proposto un canone per l’uso dello spettro pari al 5% dei ricavi lordi rettificati, con una riduzione di un punto percentuale per i servizi nelle aree difficili da raggiungere e nelle zone di frontiera remote notificate dal governo. La proposta attende l’approvazione del Cabinet; non è stata indicata alcuna data di entrata in vigore.

Come gli operatori valutano il mercato

Tarun Chitkara, vicepresidente per gli affari normativi di Airtel, ha dichiarato che la connettività satellitare diretta ai dispositivi potrebbe aiutare l’1% della popolazione che non riesce ad accedere ai servizi terrestri per ragioni geografiche o commerciali, integrando così le reti esistenti.

Anche i costi potrebbero influire sull’adozione: nel 2025, il piano annuale di Starlink era proposto a ₹2,15,600, con velocità di 50–200 Mbps.

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