Secondo i dati di Grid-India, a settembre 2026 la frequenza della rete elettrica indiana è rimasta entro l’intervallo operativo prescritto per il 68,81% del tempo, in calo rispetto al 77,14% di agosto. La flessione segnala squilibri più frequenti tra l’offerta e il consumo di elettricità, anche se non costituisce di per sé una prova di un imminente collasso della rete.
Punti chiave
- La frequenza è rimasta al di sotto dell’intervallo operativo per il 15,68% del tempo a settembre e al di sopra per il 15,51%.
- Il minimo del 21 ottobre è rimasto al di sopra della prima soglia per il distacco automatico del carico.
- Un programma governativo offre sostegno per l’accumulo a batteria, mentre esponenti del settore hanno sollevato interrogativi sugli interventi di emergenza e sulla limitazione della produzione.
La frequenza della rete elettrica indiana oltre i limiti operativi
La rete elettrica indiana opera a una frequenza nominale di 50 hertz. Il Codice indiano della rete elettrica stabilisce un intervallo operativo di 49,9–50,05 Hz. La frequenza è rimasta entro tale intervallo per il 78,33% del tempo a settembre 2025, rispetto al 68,81% un anno dopo.
In genere, un calo della frequenza indica che la domanda supera la generazione, mentre un aumento segnala il contrario. Scostamenti ripetuti o prolungati riducono il margine disponibile per assorbire un ulteriore shock, come il distacco di un’unità di generazione o un aumento inatteso della domanda.
I profili giornalieri di ottobre non hanno mostrato un chiaro miglioramento. Il 21 ottobre la frequenza è rimasta fuori dall’intervallo prescritto per un totale di cinque ore e 43 minuti; una rilevazione istantanea è scesa a 49,485 Hz alle 16:56.
Accumulo e risposta alle emergenze
Il minimo del 21 ottobre è rimasto al di sopra di 49,4 Hz, la soglia alla quale il primo stadio del distacco dei carichi in sottofrequenza è progettato per disconnettere automaticamente le linee designate.
L’accumulo a batteria è una possibile fonte di flessibilità. Il programma Green Energy Corridor-III mette a disposizione 6.000 crore di rupie a sostegno di sistemi di accumulo di energia a batteria da 50 gigawattora, e gli Stati affiancano sempre più spesso sistemi di accumulo ai progetti rinnovabili.
SR Narasimhan, ex presidente e amministratore delegato di Grid-India, ha sostenuto che gli operatori dovrebbero poter adottare le necessarie misure di emergenza, compreso il distacco dei carichi, senza essere ingiustamente incolpati. Ha inoltre invocato previsioni accurate e risorse flessibili adeguate.
Ramesh Muthya, veterano del settore eolico, ha sottolineato che i produttori di energia rinnovabile dovrebbero ricevere un indennizzo quando la loro produzione viene limitata. Ha osservato che, a differenza dei produttori di energia da carbone soggetti a tariffe in due componenti, in genere i produttori rinnovabili non ricevono un pagamento separato per i costi fissi quando non possono produrre.
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