I prezzi del petrolio sono saliti venerdì 30 ottobre 2026, con il greggio Brent in aumento del 2,5% a 118 dollari al barile e il West Texas Intermediate statunitense in rialzo del 2,30% a 104 dollari. I guadagni si sono verificati mentre i mercati valutavano i rischi per i trasporti marittimi e la possibilità di ulteriori azioni militari statunitensi contro l’Iran.
Punti chiave
- A ottobre il Brent era salito del 12%, raggiungendo il massimo degli ultimi sei mesi.
- Goldman Sachs ha delineato scenari per il prezzo del petrolio a 120 e 80 dollari al barile, a seconda degli attacchi ai trasporti marittimi e delle esportazioni.
I prezzi del petrolio salgono mentre i rischi per l’offerta restano al centro dell’attenzione
Le variazioni dei prezzi si sono verificate in un contesto di incertezza sulle forniture energetiche del Medio Oriente. Il presidente Donald Trump aveva indicato che gli attacchi aerei statunitensi su Teheran potrebbero riprendere dopo le elezioni di metà mandato della settimana successiva. Le variazioni dei prezzi non dimostrano che un singolo sviluppo abbia causato i rialzi.
I flussi petroliferi attraverso lo Stretto di Hormuz si erano ripresi, ma le scorte ridotte e le forniture limitate di prodotti raffinati restavano al centro dell’attenzione. La UK Maritime Trade Operations ha dichiarato che un proiettile non identificato ha colpito una petroliera giovedì 29 ottobre, mentre completava il passaggio in uscita dallo stretto.
Dati sui trasporti marittimi e attacchi
La coalizione guidata dall’Arabia Saudita che combatte gli Houthi in Yemen ha dichiarato di aver intercettato un missile balistico diretto verso la regione orientale dell’Arabia Saudita nelle prime ore del 29 ottobre. Gli Houthi hanno inoltre affermato di aver preso di mira la raffineria petrolifera di Ras Tanura; le autorità saudite non avevano confermato immediatamente l’attacco segnalato.
Monitorare i flussi attraverso lo Stretto di Hormuz può essere difficile. La metodologia dell’EIA per il monitoraggio delle petroliere segnala che, dalla fine di febbraio 2026, i segnali delle navi sono diventati particolarmente inaffidabili in quella zona e che le stime vengono spesso riviste.
Goldman Sachs delinea scenari di prezzo
Goldman Sachs ha previsto che il petrolio potrebbe salire a 120 dollari al barile se gli attacchi alle navi in Medio Oriente dovessero intensificarsi, oppure scendere verso gli 80 dollari se le esportazioni tornassero ai livelli normali. Si tratta di scenari condizionati, non di esiti di prezzo confermati.
Daan Struyven, co-responsabile della ricerca globale sulle materie prime della banca, ha affermato che i recenti attacchi mostrano come le interruzioni dei trasporti marittimi possano propagarsi e intensificarsi. La banca prevedeva inoltre un aumento dei prezzi del gas naturale e dei carburanti raffinati.
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