Al 30 ottobre 2026, i metalli preziosi erano in calo: l’oro aveva raggiunto un minimo da inizio anno di 3.880 $, mentre l’argento era sceso sotto i 50 $, al livello più basso dal novembre 2025.

Punti chiave

  • L’oro ha raggiunto il livello più basso riportato nel 2026, mentre l’argento è sceso al minimo dal novembre 2025.
  • I prezzi riportati non indicavano un’unità di misura né un orario preciso di rilevazione.

I metalli preziosi in calo tra le incertezze sulle politiche monetarie

I ribassi si sono verificati in un contesto di vendite di titoli tecnologici e di aspettative di ulteriori rialzi dei tassi d’interesse statunitensi. Tra le pressioni sul mercato sono stati citati anche il rafforzamento del dollaro USA e gli elevati costi energetici, sebbene i soli movimenti dei prezzi non consentano di stabilirne le cause.

I valori riportati per oro e argento sono prezzi in dollari, ma la fonte disponibile non specificava l’unità di misura, l’orario esatto di rilevazione né l’entità dei ribassi.

Le banche centrali valutano i rischi d’inflazione

La Federal Reserve ha aumentato di un quarto di punto percentuale l’intervallo obiettivo, portandolo al 3.75%–4%, nel suo comunicato di politica monetaria del 16 settembre, affermando che l’inflazione restava elevata. La decisione precede la notizia sui metalli del 30 ottobre e non determina l’esito di eventuali riunioni successive.

Il 29 ottobre la Banca centrale europea ha mantenuto al 2.50% il tasso sui depositi. Ha dichiarato che avrebbe deciso la politica monetaria riunione per riunione, senza impegnarsi in anticipo su un particolare percorso dei tassi.

Prossima tappa

La pubblicazione dell’indice PMI manifatturiero ISM degli Stati Uniti era prevista per il 2 novembre.

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