L’utile diluito per azione di Western Alliance è salito a 2,45 dollari nel terzo trimestre del 2026, in aumento del 7,5% rispetto a un anno prima, sostenuto dalla crescita del margine di interesse. La banca ha riportato un utile netto di 277,2 milioni di dollari per il trimestre conclusosi il 30 settembre, in aumento del 6,4% su base annua. Gli indicatori creditizi sono migliorati rispetto al trimestre precedente, mentre l’aumento delle spese operative e le perdite sui titoli hanno attenuato i progressi.

Punti chiave

  • Il margine di interesse è aumentato del 7,6% su base annua, raggiungendo 807,6 milioni di dollari.
  • I prestiti non produttivi sono diminuiti e le riserve coprivano il 118% dei prestiti non produttivi.
  • La banca ha riacquistato azioni per 92,1 milioni di dollari, mentre il coefficiente patrimoniale common equity tier 1 è sceso al 10,9%.

Indice

Gli utili di Western Alliance migliorano grazie alla crescita dei proventi da interessi

I risultati finanziari del terzo trimestre 2026 della società, pubblicati il 19 ottobre prima della conference call sui risultati del 20 ottobre, hanno evidenziato un aumento dell’utile diluito per azione, passato da 2,28 dollari un anno prima e da 2,36 dollari nel secondo trimestre. L’utile netto è salito rispettivamente da 260,5 milioni e 268,8 milioni di dollari.

Il margine di interesse è aumentato di 10,7 milioni di dollari, pari all’1,3%, rispetto al secondo trimestre. Western Alliance ha attribuito il miglioramento sequenziale principalmente ai rendimenti più elevati delle attività fruttifere e all’aumento dei saldi medi dei prestiti, parzialmente compensati da variazioni di altre voci di bilancio e dei costi di raccolta.

Il margine di interesse netto ha raggiunto il 3,57%, rispetto al 3,53% sia del trimestre precedente sia del terzo trimestre del 2025. Sono aumentati anche i proventi non da interessi, favoriti su base sequenziale dalle plusvalenze sulle vendite di titoli d’investimento, sebbene i ricavi dell’attività di credito ipotecario siano diminuiti.

VoceDettagli
Attività totali al 30 settembre98,1 miliardi di dollari, in calo dello 0,6% rispetto al 30 giugno
Prestiti detenuti per investimento in rapporto ai depositi75,3%, rispetto al 74,4% al 30 giugno
Finanziamenti a fine trimestre5,6 miliardi di dollari, in calo di 623 milioni rispetto al trimestre precedente
Dividendi in contanti sulle azioni ordinarie pagati45,7 milioni di dollari, ovvero 0,42 dollari per azione

La riduzione dei costi sui depositi non compensa l’aumento più ampio delle spese

Le spese non da interessi sono aumentate a 595,1 milioni di dollari, rispetto ai 583,3 milioni del secondo trimestre e ai 544,4 milioni di un anno prima. Stipendi e benefit per i dipendenti hanno rappresentato il principale fattore di entrambi gli aumenti.

I costi dei depositi contabilizzati tra le spese non da interessi sono diminuiti di 13,8 milioni di dollari su base sequenziale, in seguito alla riduzione dei saldi medi dei depositi legati ai tassi di remunerazione dei crediti sugli utili. L’amministratore delegato Kenneth A. Vecchione ha dichiarato che le iniziative di ottimizzazione dei depositi hanno riguardato complessivamente 4,5 miliardi di dollari negli ultimi due trimestri.

La riduzione di tali costi sui depositi ha sostenuto gli utili, ma non significa che le spese complessive siano diminuite. Il coefficiente di efficienza riportato dalla banca è salito marginalmente al 58,1% dal 58,0% del secondo trimestre, indicando che le spese hanno assorbito una quota leggermente maggiore dei ricavi.

Il credito migliora, i prestiti crescono e i depositi restano pressoché invariati

I prestiti detenuti per investimento hanno raggiunto 61,5 miliardi di dollari, in aumento di 600 milioni rispetto al 30 giugno. I depositi sono rimasti pressoché invariati a 81,8 miliardi di dollari, con una flessione sequenziale di 119 milioni, poiché la crescita dei depositi dell’attività di banca commerciale ha in larga misura compensato le iniziative di ottimizzazione della banca.

I prestiti non produttivi sono diminuiti di 77 milioni di dollari, pari a circa il 14%, e rappresentavano lo 0,79% dei prestiti erogati e detenuti per investimento, in calo dallo 0,92%. Il tasso annualizzato di cancellazioni nette è sceso allo 0,30% dallo 0,37%, pur restando superiore allo 0,22% registrato un anno prima.

Western Alliance ha contabilizzato un accantonamento per perdite su crediti di 80 milioni di dollari. Il fondo rettificativo per perdite su crediti è salito allo 0,93% dei prestiti erogati e detenuti per investimento, rispetto allo 0,89% del secondo trimestre, e la copertura dei prestiti non produttivi è aumentata al 118% dal 96%.

Proseguono i riacquisti, mentre le perdite sui titoli riducono il patrimonio netto

Nel trimestre Western Alliance ha riacquistato 1,15 milioni di azioni per 92,1 milioni di dollari. Dall’avvio del programma, i riacquisti sono ammontati complessivamente a 212,5 milioni di dollari, a fronte di un’autorizzazione di 300 milioni.

Il patrimonio netto totale è tuttavia sceso a 7,9 miliardi di dollari dagli 8,1 miliardi del 30 giugno. La banca ha citato le perdite non realizzate sui titoli associate all’aumento dei tassi d’interesse, i riacquisti e i dividendi, parzialmente compensati dall’utile trimestrale. Il coefficiente patrimoniale common equity tier 1 è sceso dal 11,0% al 10,9%.

Conclusione

Western Alliance ha registrato un utile trimestrale più elevato e una maggiore copertura creditizia, ma i costi operativi hanno continuato a salire e il patrimonio netto è diminuito. Gli ulteriori riacquisti nell’ambito dell’autorizzazione esistente restano un aspetto da monitorare insieme alla posizione patrimoniale della banca.

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