Le azioni statunitensi hanno recuperato le perdite iniziali e chiuso in rialzo il 15 ottobre 2026, mentre la pressione di vendita sui titoli legati all’intelligenza artificiale si attenuava nonostante la forte accelerazione dell’inflazione all’ingrosso. Il Dow Jones Industrial Average ha sovraperformato il Nasdaq, a forte componente tecnologica, che ha terminato la seduta appena sopra la parità dopo una giornata difficile sui mercati asiatici.
Punti principali
- Il Dow ha guadagnato l’1,1%, mentre S&P 500 e Nasdaq hanno registrato rialzi più contenuti.
- CoreWeave è rimbalzata del 6% dopo aver perso oltre il 15% nella seduta precedente.
- A settembre i prezzi alla produzione sono aumentati del 6,3% rispetto a un anno prima, segnando il maggiore incremento annuo da dicembre 2022.
Indice dei contenuti
- Le azioni statunitensi recuperano mentre si attenua la pressione sui titoli legati all’IA
- L’inflazione alla produzione accelera, ma i rendimenti dei Treasury si attenuano
- Le perdite in Asia si contrappongono ai rialzi in Europa
- I benchmark petroliferi divergono mentre il dollaro si indebolisce
- Conclusione
Le azioni statunitensi recuperano mentre si attenua la pressione sui titoli legati all’IA
Wall Street ha aperto sotto pressione dopo le forti perdite dei mercati azionari asiatici e il calo di quasi il 2% del Nasdaq il 14 ottobre. Le preoccupazioni sui rischi associati ai consistenti investimenti nell’intelligenza artificiale avevano penalizzato i titoli tecnologici.
Il recupero di CoreWeave ha contribuito a stabilizzare il sentiment. Il gestore di data center è salito del 6% dopo che Jensen Huang, amministratore delegato di Nvidia, si è detto ottimista sulle sue prospettive, in seguito a un calo superiore al 15% mercoledì.
Anche i titoli dei semiconduttori hanno recuperato dai livelli più bassi, sebbene l’indice dei semiconduttori di Philadelphia abbia comunque chiuso in calo. Il divario tra il rialzo più marcato del Dow e il lieve guadagno del Nasdaq ha mostrato che il recupero è stato disomogeneo, anziché configurarsi come un ampio rally tecnologico.
| Voce | Dettagli |
|---|---|
| Dow Jones Industrial Average | Ha chiuso a 52,177.69, in rialzo dell’1,1% il 15 ottobre 2026. |
| S&P 500 | Ha chiuso a 7,744.06, in rialzo dello 0,3%. |
| Nasdaq Composite | Ha chiuso a 26,713.03, in rialzo dello 0,1%. |
| Kospi | Ha chiuso a 5,554.22, in calo del 7,6%. |
| Nikkei 225 | Ha chiuso a 64,425.95, in calo del 4,9%. |
L’inflazione alla produzione accelera, ma i rendimenti dei Treasury si attenuano
Il comunicato dell’Ufficio di statistica del lavoro sui prezzi alla produzione di settembre 2026 ha mostrato un aumento dei prezzi della domanda finale dell’1,3% rispetto ad agosto e del 6,3% rispetto a un anno prima. Si è trattato dei maggiori incrementi mensile e annuo, rispettivamente, da marzo 2022 e dicembre 2022.
L’energia ha contribuito in misura significativa: a settembre i prezzi dell’energia della domanda finale sono balzati del 10,8%, mentre quelli della benzina sono aumentati del 20,3%. L’inflazione, tuttavia, non si è limitata all’energia. I prezzi al netto di alimentari, energia e servizi commerciali sono saliti dello 0,5% nel mese e del 5,0% nell’arco di 12 mesi.
I rendimenti dei Treasury sono comunque arretrati. Tom Cahill di Ventura Wealth Management ha affermato che il movimento suggeriva che gli investitori intravedessero l’opportunità di spostare parte del denaro dalle azioni alle obbligazioni. La flessione dei rendimenti ha coinciso con il recupero del mercato azionario, ma non ha cancellato i dati sull’inflazione più elevati.
Le perdite in Asia si contrappongono ai rialzi in Europa
Il Kospi della Corea del Sud è sceso di oltre l’8% nel corso delle contrattazioni, determinando una breve sospensione degli scambi, prima di ridurre le perdite alla chiusura. Anche il Nikkei giapponese ha subito una forte flessione, mentre le preoccupazioni legate alla tecnologia si diffondevano nella regione.
I mercati europei hanno chiuso in rialzo: il FTSE 100 di Londra ha guadagnato l’1,1%, il CAC 40 di Parigi è salito dello 0,8% e il DAX di Francoforte ha registrato un rialzo dello 0,3%. La divergenza tra le regioni ha sottolineato le diverse modalità con cui i mercati hanno assorbito la svendita dei titoli tecnologici.
I benchmark petroliferi divergono mentre il dollaro si indebolisce
Il greggio West Texas Intermediate è salito del 3,0%, a 97,97 $ al barile, dopo un forte calo delle scorte commerciali statunitensi. Il Brent ha seguito la direzione opposta, scendendo dello 0,1%, a 105,92 $ al barile.
Il dollaro si è indebolito rispetto a euro, sterlina e yen. L’euro è salito a 1,1213 $ da 1,1157 $ di mercoledì, mentre la sterlina è avanzata a 1,3274 $ da 1,3193 $.
Conclusione
Il rimbalzo del 15 ottobre ha lasciato i titoli tecnologici indietro rispetto al Dow, nonostante un certo sollievo dalle vendite legate all’IA. Il prossimo aggiornamento programmato sui prezzi alla produzione, relativo a ottobre, è previsto per il 13 novembre alle 8:30 ET.
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