La rupia indiana ha chiuso la settimana del 23 ottobre 2026 pressoché invariata, dopo che l’aumento dei prezzi del petrolio ha cancellato i guadagni iniziali. Venerdì la valuta ha chiuso a 94,9400 per dollaro USA, in calo dello 0,1% nella seduta: le preoccupazioni per i costi energetici hanno prevalso sul sollievo derivante dall’affievolirsi delle aspettative di ulteriori rialzi dei tassi d’interesse statunitensi.

Punti chiave

  • La rupia si è indebolita per la seconda seduta consecutiva, lasciando pressoché invariata la performance settimanale.
  • Il Brent, vicino a 114 dollari al barile, ha accresciuto le preoccupazioni sui costi dell’energia importata dall’India.
  • I flussi legati alle IPO e le misure della RBI avevano sostenuto la valuta prima della ripresa della domanda di dollari da parte degli importatori.

Indice

La rupia indiana inverte i guadagni di inizio settimana

Il calo di venerdì ha fatto seguito a una svalutazione dello 0,4% giovedì. La valuta ha aperto leggermente più forte, ma ha perso terreno nelle prime contrattazioni, proseguendo l’inversione dopo aver toccato il giorno precedente il livello più alto delle ultime sei settimane.

Gli operatori valutari hanno indicato tra i precedenti fattori di sostegno i flussi residui legati all’offerta pubblica iniziale di Jio Platforms e la chiusura delle posizioni lunghe sul dollaro dopo le più recenti misure sui cambi adottate dalla Reserve Bank of India. In seguito, gli importatori hanno intensificato gli acquisti di dollari.

Qui i tassi di cambio sono espressi in rupie per dollaro USA: un valore più alto indica una rupia più debole. La chiusura della settimana pressoché invariata cela quindi un’inversione significativa nel corso del periodo.

VoceDettagli
Tasso di apertura di venerdì94,79 rupie per dollaro USA
Minimo intraday di venerdì94,9725 rupie per dollaro USA
Massimo delle ultime sei settimane di giovedì94,30 rupie per dollaro USA

L’aumento dei prezzi del petrolio prevale sul sollievo sui tassi d’interesse

Il Brent si è attestato intorno a 114 dollari al barile dopo aver toccato il massimo da oltre cinque mesi ed era avviato a registrare il terzo rialzo settimanale consecutivo. Gli attacchi in Arabia Saudita da parte degli Houthi dello Yemen hanno accresciuto i timori di ulteriori interruzioni delle forniture energetiche regionali.

Le specifiche del contratto futures sul Brent di ICE descrivono un contratto da 1.000 barili, quotato in dollari e centesimi statunitensi, con possibilità di regolamento in contanti. Queste condizioni contrattuali illustrano il funzionamento del benchmark, ma non verificano il prezzo di mercato più recente.

I prezzi elevati dell’energia hanno accresciuto le preoccupazioni per l’inflazione, la fattura delle importazioni dell’India e il conto corrente. Queste pressioni hanno prevalso sul temporaneo beneficio iniziale per la valuta dovuto alla minore probabilità di un altro rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve.

Le probabilità di un rialzo dei tassi della Fed implicite nei prezzi di mercato erano scese a una cifra, rispetto a un massimo del 70% registrato un mese prima. Al contempo, le preoccupazioni per le valutazioni eccessive dell’intelligenza artificiale si sono accompagnate a vendite sui mercati azionari e a una maggiore domanda di Treasury statunitensi, considerati beni rifugio.

Il sostegno della RBI si confronta con una sfida più ampia legata al petrolio

Apoorva Javadekar, capo economista di Shriram Research, ha definito le recenti misure valutarie della RBI strumenti di stabilizzazione a breve termine. A suo giudizio, non erano sufficienti a modificare le prospettive ribassiste di medio termine per la rupia.

Si tratta della valutazione di un economista, non di un esito politico annunciato. Le contrattazioni della settimana hanno mostrato che flussi valutari favorevoli e minori aspettative sui tassi statunitensi possono coesistere con nuove pressioni dovute al petrolio e alla domanda di dollari da parte degli importatori.

Conclusione

La rupia ha chiuso la settimana dopo aver cancellato i guadagni iniziali. Dopo la chiusura di venerdì, i prezzi del petrolio e la domanda di dollari da parte degli importatori restano i fattori immediati da monitorare, insieme alla tenuta del sostegno dei flussi legati alle IPO.

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