I preparativi per la fusione di Kone includono potenziali cessioni di asset per un valore di 4–5 miliardi di euro, mentre il produttore finlandese di ascensori cerca l’approvazione dell’Unione europea per la combinazione con la tedesca TK Elevator. Al 26 ottobre 2026, Kone sta richiedendo offerte preliminari per un pacchetto di cessioni in Europa che esclude le attività in Spagna e Portogallo, che le società intendono mantenere.
Punti chiave
- Le potenziali cessioni restano subordinate ai negoziati con le autorità di regolamentazione dell’UE.
- L’accordo di aprile ha valutato TK Elevator 29,4 miliardi di euro sulla base dell’enterprise value.
- Kone continua a puntare a risparmi annui per 700 milioni di euro: si tratta di benefici attesi, non di risultati già conseguiti.
Indice
- Le misure correttive per la fusione di Kone sono ancora in fase di negoziazione
- L’accordo combina attività regionali complementari
- Obiettivo di risparmio e completamento restano subordinati a condizioni
- Conclusione
Le misure correttive per la fusione di Kone sono ancora in fase di negoziazione
Kone si sta preparando a cedere parti delle attività europee di TK Elevator per rispondere alle preoccupazioni delle autorità di regolamentazione. Sta raccogliendo offerte preliminari per un pacchetto più ridotto di asset, che lascia fuori dal perimetro della vendita proposta le attività in Spagna e Portogallo.
La portata definitiva delle cessioni dipenderà dai negoziati con le autorità di regolamentazione dell’UE. La richiesta di offerte non significa che siano stati selezionati acquirenti, che le cessioni degli asset siano state concordate o che sia stata ottenuta l’approvazione normativa.
La distinzione è importante per la configurazione finale del gruppo combinato: le attività mantenute dopo le eventuali cessioni richieste determineranno la sua presenza in Europa. Il pacchetto proposto rappresenta quindi una posizione negoziale, non un esito definito.
| Voce | Dettagli |
|---|---|
| Servizi e ammodernamento | Circa il 65% delle vendite annue illustrative del gruppo combinato. |
| Utile operativo rettificato | Oltre 2,7 miliardi di euro di EBIT rettificato illustrativo del gruppo combinato, escluse le sinergie. |
| Portafoglio di manutenzione | Circa 3,2 milioni di unità nel gruppo combinato illustrativo. |
L’accordo combina attività regionali complementari
L’annuncio delle società relativo alla combinazione del 29 aprile ha delineato un’operazione in contanti e azioni tra Kone e il consorzio guidato da Advent e Cinven, proprietario di TK Elevator. Ha attribuito a TK Elevator un enterprise value di 29,4 miliardi di euro, senza descrivere tale cifra come prezzo di acquisto del capitale proprio.
La combinazione proposta riunisce i punti di forza di Kone in Asia e la presenza di TK Elevator negli Stati Uniti. Le società hanno illustrato le dimensioni del gruppo combinato sulla base di vendite annue pari a circa 20,5 miliardi di euro per i rispettivi ultimi esercizi finanziari; tale cifra non rappresenta un risultato dei ricavi post-fusione.
I servizi e l’ammodernamento sarebbero centrali per il gruppo. L’annuncio di aprile ha delineato il seguente profilo operativo illustrativo, prima del completamento dell’operazione.
Obiettivo di risparmio e completamento restano subordinati a condizioni
Kone ha ribadito l’obiettivo di risparmi annui per 700 milioni di euro. L’annuncio originario li descriveva come sinergie annuali stimate a regime, attese principalmente da reti di assistenza più dense, ricerca e sviluppo combinati, ottimizzazione delle piattaforme, efficienze negli acquisti e risparmi amministrativi.
L’annuncio di aprile indicava che il completamento non sarebbe avvenuto prima del secondo trimestre del 2027, subordinatamente alle approvazioni normative e all’approvazione degli azionisti di Kone. La fiducia della dirigenza nell’ottenere il via libera non elimina tali condizioni.
Conclusione
Il prossimo aspetto da seguire nella fusione di Kone è il pacchetto definitivo di cessioni negoziato con le autorità di regolamentazione dell’UE, in particolare se le società potranno mantenere le attività in Spagna e Portogallo. Né il perimetro delle cessioni né l’autorizzazione normativa sono stati definiti.
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