Le norme lettoni sulla tokenizzazione potrebbero essere introdotte nella prima metà del 2027, con gli immobili commerciali come possibile prima applicazione e le obbligazioni governative anch’esse al vaglio. Tuttavia, al 26 ottobre 2026, la valutazione giuridica è ancora incompleta: la tabella di marcia è un obiettivo ministeriale, non un quadro normativo approvato né una data di lancio confermata.

Punti chiave

  • Una valutazione giuridica prevista entro il 1° ottobre è ancora incompleta.
  • Gli immobili commerciali e le obbligazioni governative sono possibili applicazioni, non lanci annunciati.
  • Il nuovo governo dovrà decidere come portare avanti il quadro normativo proposto.

Le norme lettoni sulla tokenizzazione dipendono ancora dai lavori giuridici

Il ministro dell’Economia Viktors Valainis ha illustrato l’ambizione alla conferenza fintech UN:BLOCK di Riga. Il suo ministero sta lavorando con la banca centrale, il ministero delle Finanze e i rappresentanti del settore a un quadro normativo pensato per attrarre investimenti.

«Se tutto procederà senza intoppi, penso che l’anno prossimo, nella prima metà dell’anno prossimo, avremo già la regolamentazione», ha dichiarato Valainis.

Il piano d’azione del governo prevedeva entro il 1° ottobre una valutazione delle modifiche legislative necessarie per tokenizzare gli immobili e altri beni. Valainis ha affermato che il lavoro era «ancora in corso». Non sono state individuate norme definitive né una data di entrata in vigore confermata.

Non è quindi ancora possibile confrontare le modifiche proposte con un regime sostitutivo definito. Restano da chiarire quali leggi vigenti andrebbero modificate, come verrebbero riconosciuti i diritti tokenizzati e quali garanzie disciplinerebbero l’emissione e la negoziazione.

Proprietari e investitori immobiliari attendono chiarezza sui diritti

Valainis ha descritto gli immobili commerciali come un «buon punto di partenza». La tokenizzazione crea rappresentazioni basate su blockchain di beni o diritti, ma la struttura giuridica di un token è importante: potrebbe rappresentare una partecipazione in una società veicolo proprietaria di un immobile oppure un diritto contrattuale, anziché la proprietà diretta di un edificio.

Per i potenziali emittenti, investitori e fornitori di servizi, le questioni ancora aperte riguardano i registri di proprietà, la custodia, i trasferimenti, i requisiti di ammissibilità degli investitori e la tutela dei diritti dei titolari. Un registro su blockchain, da solo, non costituisce un diritto immobiliare azionabile né garantisce che una partecipazione possa essere venduta.

Anche i controlli antiriciclaggio rientrano nei lavori preparatori. Valainis ha dichiarato che il governo voleva comprendere i rischi prima di introdurre i prodotti. Non ha indicato singoli partner commerciali né quantificato i potenziali benefici economici dell’iniziativa.

Le obbligazioni governative sono una priorità, non un piano di emissione

La tokenizzazione delle obbligazioni governative lettoni è anch’essa tra le priorità del ministro, ma non sono state annunciate date di emissione, dimensioni delle operazioni o piattaforme. La sua ipotesi che l’attività possa iniziare all’inizio del 2027 non chiariva se si riferisse a un progetto pilota, a una prima emissione o a una più ampia disponibilità commerciale.

Esiste un precedente europeo: la prima obbligazione digitale della Slovenia è stata emessa il 25 luglio 2024, per un importo nominale di EUR 30 milioni, nell’ambito del programma di sperimentazione della Banca centrale europea per il regolamento in moneta di banca centrale all’ingrosso. Questa operazione conclusa illustra un possibile modello, ma non determina la preparazione giuridica né la tabella di marcia della Lettonia.

La continuità politica resta un’altra variabile, mentre la Lettonia forma una nuova amministrazione. Valainis prevede che l’iniziativa rimanga all’ordine del giorno, ma i prossimi passi dipendono da ulteriori lavori giuridici e dalle decisioni del nuovo governo.

Prossima tappa

La prossima tappa è il completamento della valutazione giuridica, seguito da chiarimenti del nuovo governo sull’ambito e sul percorso legislativo di eventuali norme proposte.

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