I prodotti di carne vegetale venduti in India hanno mostrato una biodisponibilità delle proteine superiore a quella del pollo convenzionale nei test di digestione in laboratorio, secondo uno studio congiunto del CSIR-IHBT e del Good Food Institute India.
Punti chiave
- I ricercatori hanno testato cinque prodotti commerciali di carne vegetale confrontandoli con le controparti convenzionali.
- I risultati si basano su simulazioni di laboratorio della digestione umana, non su misurazioni effettuate sulle persone.
- Lo studio ha esaminato anche l’impatto della lavorazione sulla disponibilità delle proteine nei legumi e nei miglio.
I risultati sulla carne vegetale variavano da prodotto a prodotto
I ricercatori hanno confrontato kebab seekh, polpette e nuggets di carne vegetale cotti con i corrispondenti prodotti convenzionali a base di pollo. Entrambi i kebab vegetali e entrambe le polpette hanno registrato una biodisponibilità delle proteine superiore a quella delle rispettive controparti di pollo, così come i nuggets vegetali.
Lo studio ha utilizzato simulazioni di laboratorio della digestione per stimare la quantità di proteine potenzialmente disponibile per l’assorbimento. Questi risultati non devono essere interpretati come misurazioni dirette dell’assorbimento nelle persone.
Secondo lo studio, la cottura ha aumentato o preservato le proteine biodisponibili in quattro dei cinque prodotti vegetali, mentre le ha ridotte in alcune opzioni convenzionali.
| Prodotto | Dettagli |
|---|---|
| Kebab seekh | Vegetali: biodisponibilità delle proteine del 81% e 86%; pollo convenzionale: 39%. |
| Polpette | Vegetali: 57% e 58%; pollo convenzionale: 21%. |
| Nuggets | Vegetali: 61%; nuggets di pollo: 43%. |
Anche la lavorazione ha influito su legumi e miglio
Nei test sulle colture autoctone, la cottura a pressione ha quasi quadruplicato le proteine biodisponibili nei fagioli dall’occhio e le ha aumentate nei ceci. La fermentazione le ha più che triplicate nei fagioli mung, mentre il miglio ha risposto positivamente alla germinazione e alla fermentazione.
Padma Ishwarya, coautrice dello studio e ricercatrice senior presso GFI India, ha affermato che prove più solide sulla qualità delle proteine potrebbero orientare lo sviluppo dei prodotti e le future valutazioni nutrizionali. Sudesh Kumar Yadav, direttore del CSIR-IHBT, ha dichiarato che l’India importa la maggior parte dei suoi concentrati e isolati di proteine vegetali, pur essendo un importante produttore di legumi e miglio.
La quantità di proteine indicata sulle etichette alimentari non mostra quanta parte di tali proteine sarà disponibile per essere utilizzata dall’organismo. Lo studio ha preso in considerazione anche fattori quali la digeribilità e la composizione degli amminoacidi essenziali.
Leggi altre notizie
Avvertenza
Questo articolo di FinanceVelix fornisce informazioni di carattere generale e non costituisce una consulenza personalizzata in materia finanziaria, di investimenti, legale o fiscale. I prezzi di mercato, i tassi di interesse e le condizioni economiche possono cambiare; gli investimenti comportano un rischio di perdita. I fatti riflettono le informazioni disponibili al momento della pubblicazione e possono cambiare. Verifica autonomamente le informazioni importanti e, se necessario, consulta un professionista qualificato. La menzione di un’attività, di una società o di un servizio non costituisce un’approvazione.





Commenti
Sii rispettoso. Niente spam, furti d'identità o credenziali private. I normali post e commenti appaiono immediatamente; i link sospetti vengono trattenuti per la revisione.
Attendi…