I titoli cinesi dell’IA hanno subito una brusca inversione di tendenza: l’indice STAR50 della Cina continentale, composto da società di IA e semiconduttori, ha perso il 40% in meno di quattro mesi, al 27 ottobre 2026. La svendita ha cancellato circa 480 miliardi di dollari di valore di mercato e interrotto un rally biennale delle azioni cinesi.
Punti chiave
- L’ampio indice delle blue chip cinesi ha perso circa il 20% dai massimi di giugno.
- Gli operatori hanno citato valutazioni elevate, imposte da pagare e possibili restrizioni sulle attrezzature cinesi per i centri dati, ma non hanno individuato un’unica causa evidente delle vendite.
- Diversi importanti produttori di chip e società di robotica hanno registrato forti ribassi dei prezzi azionari.
I titoli cinesi dell’IA arretrano dopo un rally prolungato
Il calo segue un rally iniziato dopo che le promesse di stimolo economico della Cina hanno contribuito a sostenere le azioni. L’inversione di tendenza ha inoltre messo in discussione l’obiettivo di Pechino di promuovere un mercato azionario più stabile, capace di attrarre il risparmio delle famiglie.
Goldman Sachs stima che i titoli dell’IA rappresentino il 42% della capitalizzazione di mercato cinese e il 57% del controvalore degli scambi delle azioni A quotate nella Cina continentale e delle azioni H quotate a Hong Kong. Questa presenza fa sì che un calo del settore possa incidere su un’ampia platea di investitori.
Tra i ribassi, produttori di chip e titoli della robotica
Le azioni di Unitree, produttore di robot, si sono dimezzate da quando hanno iniziato a essere scambiate in agosto. Il produttore di chip CXMT ha perso più di un quarto del proprio valore nell’ultimo mese, mentre MetaX Integrated Circuits e Moore Threads Technology si sono entrambe dimezzate da luglio.
I produttori di componenti ottici Zhongji Innolight ed Eoptolink Technology hanno perso circa il 60% dai rispettivi massimi di giugno e luglio. Washington si è avviata verso il divieto per queste società di fornire i centri dati statunitensi.
Gli investitori valutano le valutazioni e la raccolta di capitali
Lo STAR50 rimane a circa 100 volte gli utili degli ultimi dodici mesi, in calo rispetto a un massimo di quasi 250. Gli operatori hanno indicato tra i fattori alla base della svendita le valutazioni elevate, le imposte da pagare e la minaccia di divieti statunitensi o di altri Paesi sulle attrezzature cinesi destinate ai centri dati; non è emersa un’unica causa evidente delle vendite.
Hong Hao, direttore degli investimenti di Lotus Asset Management, ha affermato che la flessione fermerà i piani di quotazione di molte società. Alcuni investitori vedono comunque delle opportunità: all’inizio di ottobre Goldman Sachs ha inserito Innolight e CXMT in un elenco aggiornato di titoli cinesi dell’IA raccomandati.
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