A ottobre 2026, Cina e Russia hanno concordato di ampliare la cooperazione nel trasporto marittimo nell’Artico, includendo il traffico merci, i servizi portuali e la costruzione di navi polari, mentre l’Unione europea persegue una strategia volta a rafforzare la propria presenza nella regione.

Punti chiave

  • La Russia controlla i permessi e i diritti di transito sulla Rotta del Mare del Nord, mentre la Cina contribuisce con merci, navi e capacità industriale.
  • La strategia dell’UE prevede più capacità rompighiaccio, sorveglianza marittima e infrastrutture, ma l’Europa dispone di una leva limitata sul corridoio.
  • Il traffico merci in transito lungo l’intera rotta ha raggiunto, secondo le stime, 3,7 milioni di tonnellate alla fine di settembre 2026, superando il totale della stagione di navigazione 2025.

Perché il trasporto marittimo nell’Artico è importante

L’accordo tra Mosca e Pechino è seguito all’annuncio di una nuova strategia dell’UE per l’Artico. La Russia controlla la Rotta del Mare del Nord, compresi i permessi, i diritti di transito e una flotta di rompighiaccio a propulsione nucleare, mentre la Cina mette a disposizione capacità commerciali e industriali, ha dichiarato Alicia Garcia-Herrero, capo economista per l’Asia-Pacifico, il Medio Oriente e l’Africa presso Natixis CIB.

La rotta offre una possibile alternativa per i collegamenti tra Asia ed Europa. Fertmax FZCO stima che il viaggio potrebbe durare da 18 a 22 giorni attraverso la Rotta del Mare del Nord, rispetto ai 28-35 giorni attraverso Suez.

Lo strategist David Roche ha affermato che la rotta è importante per le spedizioni di energia russe verso la Cina e potrebbe aumentare la dipendenza della Russia dagli acquirenti cinesi, mentre il Paese compensa la perdita dei mercati europei del gas.

L’Europa valuta una risposta

La strategia dell’UE prevede di ampliare la capacità rompighiaccio europea, rafforzare la sorveglianza marittima e sviluppare infrastrutture che colleghino le reti commerciali dell’Artico ai mercati europei. Propone inoltre un centro per la sicurezza marittima e una maggiore protezione dei cavi sottomarini.

Garcia-Herrero ha affermato che l’Europa dispone di una leva in quanto mercato di destinazione, ma la limitata capacità rompighiaccio e le infrastrutture artiche ne riducono la capacità di contrastare la partnership. Daejin Lee, ex responsabile globale della ricerca presso Fertmax FZCO, ha affermato che le complicazioni legate a sanzioni, assicurazioni e conformità rendono la rotta meno attraente per gli operatori occidentali che per le società cinesi.

Il traffico cresce, ma restano ostacoli

Nel 2025 la Rotta del Mare del Nord ha trasportato 37,02 milioni di tonnellate di merci. Di queste, soltanto 3,2 milioni di tonnellate hanno riguardato navi che hanno percorso l’intera rotta, anziché spedizioni con origine o destinazione nell’Artico russo, secondo il Centre for High North Logistics.

Alla fine di settembre 2026, il centro aveva registrato 104 viaggi confermati in transito lungo l’intera rotta, per un carico stimato di 3,7 milioni di tonnellate, più dei 3,2 milioni di tonnellate registrati nell’intera stagione di navigazione 2025.

Gran parte del traffico attuale è costituita da petrolio russo, gas naturale liquefatto e altre materie prime. I ghiacci limitano la navigazione per gran parte dell’anno, mentre le navi specializzate, i premi assicurativi e i diritti di transito russi possono annullare i risparmi derivanti da viaggi più brevi.

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