Le elezioni in Israele del 27 ottobre 2026 potrebbero porre fine al lungo mandato del primo ministro Benjamin Netanyahu, ma i suoi principali avversari hanno delineato cambiamenti limitati alla politica nei confronti dei palestinesi nella Cisgiordania occupata.

Punti chiave

  • Gadi Eisenkot, possibile successore di Netanyahu, ha promesso misure più severe contro la violenza dei coloni, ma non sostiene la creazione di uno Stato palestinese.
  • I gruppi israeliani contrari agli insediamenti affermano che dal 2023 almeno 127 comunità palestinesi dedite alla pastorizia hanno lasciato le proprie terre.
  • Esponenti dell’opposizione si sono impegnati a smantellare alcuni avamposti, ma non gli insediamenti legalizzati dal governo di Netanyahu.

Le elezioni in Israele e la Cisgiordania

Gli avversari di Netanyahu hanno promesso di contrastare i coloni violenti e rimuovere alcuni avamposti, illegali secondo la legge israeliana. Non hanno proposto di evacuare gli oltre 100 nuovi insediamenti legalizzati dal suo governo, tra cui 44 che in precedenza erano avamposti.

La maggior parte della comunità internazionale considera illegali gli insediamenti israeliani e un ostacolo alla soluzione dei due Stati. Israele afferma che lo status futuro della Cisgiordania dovrebbe essere deciso attraverso negoziati.

L’approccio proposto da Eisenkot

Eisenkot, generale in pensione e centrista, spera di formare una coalizione con altri tre partiti. Si è impegnato a conferire maggiori poteri alle truppe israeliane e alla polizia di frontiera per reprimere la violenza dei coloni.

Si oppone alla creazione di uno Stato palestinese, ma è favorevole a un’autonomia palestinese limitata nel 40% della Cisgiordania amministrato dall’Autorità Palestinese. Consentirebbe l’espansione degli insediamenti nel restante 60%, sottoposto al controllo militare diretto di Israele.

Alcuni potenziali alleati di coalizione si oppongono agli insediamenti e hanno sostenuto la soluzione dei due Stati, ma hanno accettato di accantonare queste posizioni per cercare di rimuovere Netanyahu.

Sfollamenti e avamposti dei coloni

Sotto Netanyahu, i coloni hanno istituito oltre 250 campi in tutta la Cisgiordania, in particolare nelle aree in cui le comunità palestinesi dedite alla pastorizia vivono da decenni. Il ricercatore Dror Etkes afferma che gli avamposti hanno consentito ai coloni di acquisire il controllo effettivo di circa un quinto del territorio.

I dati raccolti dall’organizzazione di Etkes, Kerem Navot, e dal gruppo israeliano contrario agli insediamenti B’Tselem indicano che dal 2023 almeno 127 comunità palestinesi dedite alla pastorizia sono state costrette ad abbandonare le proprie terre.

Mairav Zonszein, analista dell’International Crisis Group, ha affermato che, nel migliore dei casi, un nuovo governo potrebbe rallentare l’accelerazione delle azioni israeliane nei territori occupati.

Prossima tappa

Gli israeliani voteranno il 27 ottobre; in seguito, i partiti cercheranno di formare una coalizione di governo.

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