L’accesso alla DeFi nel Regno Unito tramite piattaforme regolamentate è al centro di un disaccordo politico in vista dell’ampliamento del regime britannico per le cripto-attività, previsto per il 25 ottobre 2027. In un articolo di opinione del 22 ottobre 2026, Katie Harries, responsabile delle politiche europee di Coinbase, ha avvertito che i requisiti di esecuzione potrebbero di fatto impedire tali collegamenti. La posizione pubblicata dalla Financial Conduct Authority descrive una vigilanza caso per caso e l’intenzione di fornire indicazioni, anziché un esplicito divieto generalizzato.

Punti chiave

  • Harries sostiene che i requisiti di negoziazione presso sedi autorizzate potrebbero impedire alle piattaforme regolamentate di collegare i clienti ai protocolli decentralizzati.
  • La FCA afferma che le sue regole si applicano alle società DeFi con un’entità di controllo identificabile e prevede di fornire indicazioni specifiche.
  • Il perimetro normativo più ampio per le cripto-attività dovrebbe estendersi il 25 ottobre 2027.

Indice

Perché l’accesso alla DeFi nel Regno Unito è controverso

Il dibattito riguarda i punti di accesso regolamentati alla finanza decentralizzata, non la possibilità per le persone di utilizzare direttamente protocolli aperti. La DeFi si avvale di software per supportare attività quali prestiti, finanziamenti e negoziazione, senza che una banca o un intermediario tradizionale gestisca la transazione.

Harries sostiene che l’obbligo per le piattaforme regolamentate di eseguire gli ordini dei clienti esclusivamente presso sedi autorizzate dalla FCA crei un ostacolo pratico: un protocollo decentralizzato potrebbe non avere una persona o un’entità in grado di ottenere l’autorizzazione. A suo avviso, applicare i requisiti di negoziazione centralizzata a queste integrazioni potrebbe equivalere a un divieto di fatto.

Si tratta di un avvertimento politico da parte di una dirigente di Coinbase, non di un esito normativo già stabilito. Harries riconosce che nessuna norma vieta esplicitamente alle società di offrire integrazioni con la DeFi.

VoceDettagli
Negoziazione e intermediazioneRientrano nella dichiarazione di politica della FCA sulle attività regolamentate in cripto-attività.
Prestiti e finanziamentiLa FCA mantiene tutele per i clienti al dettaglio, tra cui informative, consenso e verifiche di adeguatezza.
CustodiaI requisiti di salvaguardia riguardano i diritti di proprietà, la tenuta dei registri, le riconciliazioni e la gestione delle chiavi private.
StakingIl quadro normativo comprende informative, condizioni contrattuali, consenso dei clienti e tenuta dei registri.

Cosa ha confermato la FCA

La panoramica della FCA sulla politica relativa al regime per le cripto-attività presenta le norme definitive e le indicazioni per le attività regolamentate. Dichiara che il regime si basa su regolamenti approvati dal Parlamento il 4 febbraio 2026 e che l’intero ambito delle attività regolamentate si estenderà a partire dal 25 ottobre 2027.

Per quanto riguarda la DeFi, l’autorità afferma che le sue norme e indicazioni si applicano quando è presente un’entità di controllo identificabile, in linea con il perimetro definito dal Tesoro. Valuterà l’ambito caso per caso e consulterà gli interessati su indicazioni specifiche, compresi indicatori oggettivi di decentralizzazione.

La FCA indica inoltre la resilienza operativa e la criminalità finanziaria come ambiti da trattare nelle indicazioni, affermando al contempo di voler evitare norme eccessivamente prescrittive che potrebbero ostacolare l’innovazione. Ciò chiarisce l’approccio dichiarato dall’autorità, ma non risolve ogni questione su come un intermediario autorizzato possa collegare i clienti a un protocollo decentralizzato.

L’alternativa proposta: vigilare sul punto di accesso

Harries propone di concentrare gli obblighi sulla piattaforma regolamentata che fornisce l’accesso. Tali società potrebbero spiegare ai clienti quando escono da un ambiente regolamentato, ottenere il loro consenso, valutare determinati protocolli e segnalare incidenti e utilizzo alle autorità di vigilanza.

La sua argomentazione affronta tre preoccupazioni emerse nel dibattito: il rischio che i clienti fraintendano le tutele di cui dispongono, che le società utilizzino le integrazioni per eludere gli obblighi e i rischi legati alla criminalità finanziaria o alla resilienza del mercato. Sostiene che escludere i punti di accesso regolamentati potrebbe invece spingere l’attività al di fuori della visibilità pratica della FCA.

Queste misure rappresentano l’approccio da lei proposto, non requisiti confermati per tutte le integrazioni DeFi. La distinzione pratica è tra vigilare sulla condotta di un intermediario e stabilire se il protocollo sottostante stesso rientri nel perimetro normativo.

Conclusione

Il prossimo passaggio politico da seguire è la consultazione pianificata dalla FCA sulle indicazioni specifiche per la DeFi. Il modo in cui tratterà l’ambito di applicazione e le responsabilità degli intermediari contribuirà a chiarire le questioni di accesso sollevate da Harries in vista dell’ampliamento previsto per ottobre 2027.

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