I prezzi del petrolio si sono attestati ai massimi da sei mesi il 30 ottobre 2026, con i futures sul greggio Brent con scadenza a dicembre che hanno chiuso a 117,64 dollari al barile. Il Brent ha guadagnato il 13,6% a ottobre, mentre il West Texas Intermediate statunitense è salito del 15,2%, con gli operatori intenti a valutare i rischi per le forniture dal Medio Oriente.

Punti chiave

  • Venerdì il Brent con scadenza a dicembre è salito del 2,4%, mentre il WTI ha guadagnato il 2,08%.
  • Secondo le autorità marittime britanniche, il 29 ottobre un proiettile non identificato ha colpito una petroliera in uscita dallo Stretto di Hormuz.
  • Goldman Sachs ha delineato diversi scenari di prezzo in funzione degli attacchi alle navi e del ripristino delle esportazioni.

I prezzi del petrolio chiudono ottobre in rialzo

Il 30 ottobre i futures sul Brent con scadenza a dicembre sono saliti di 2,76 dollari, attestandosi a 117,64 dollari al barile, dopo aver toccato quota 118 dollari durante la seduta. Il contratto di gennaio, più attivamente negoziato, ha guadagnato 2,63 dollari, raggiungendo quota 113,43 dollari.

I futures sul WTI sono saliti di 2,12 dollari, chiudendo a 104,12 dollari al barile. I rialzi sono avvenuti in un contesto di timori per una possibile escalation della guerra in Iran, sebbene i movimenti dei prezzi non dimostrino che un singolo sviluppo ne sia stato la causa.

L'incidente alla petroliera riporta in primo piano i rischi per la navigazione

UK Maritime Trade Operations ha dichiarato che il 29 ottobre un proiettile non identificato ha colpito una petroliera mentre completava il viaggio in uscita dallo Stretto di Hormuz. I produttori avevano ripreso il transito dei carichi attraverso lo stretto, ma l'incidente ha messo in evidenza i persistenti rischi per la sicurezza.

La U.S. Energy Information Administration include i colli di bottiglia nel transito del petrolio mondiale nelle proprie analisi internazionali sull'energia.

Il presidente Donald Trump ha indicato che gli attacchi aerei statunitensi su Teheran potrebbero riprendere dopo le elezioni di metà mandato del 3 novembre. Intanto, il 30 ottobre mediatori del Qatar sono tornati a Teheran nell'ambito degli sforzi per raggiungere un accordo tra Washington e Teheran, ha dichiarato un funzionario informato sui colloqui.

Goldman Sachs delinea scenari di prezzo

Goldman Sachs ha stimato che il petrolio potrebbe raggiungere i 120 dollari al barile se gli attacchi alle navi in Medio Oriente si intensificassero, oppure scendere verso gli 80 dollari se le esportazioni tornassero alla normalità. Si tratta di scenari condizionati, non di esiti confermati.

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