Il 19 ottobre 2026 AbbVie ha annunciato che lo studio ABBV-466 ha riportato tassi di remissione endoscopica più elevati rispetto a ciascuna delle terapie che lo compongono, somministrate da sole, nei pazienti con malattia di Crohn da moderata a grave. I risultati dello studio di Fase 2a TARGET-CD hanno mostrato un divario terapeutico più ampio a 24 settimane rispetto a 12 settimane, ma il trattamento a doppio bersaglio resta sperimentale.
Punti chiave
- ABBV-466 ha ottenuto tassi di remissione endoscopica più elevati rispetto a entrambe le monoterapie alle settimane 12 e 24.
- Lo studio, condotto su 300 pazienti, ha incluso una popolazione sottoposta a trattamenti precedenti intensivi: il 75% non aveva risposto ad almeno una terapia avanzata.
- I tassi di eventi avversi gravi sono risultati simili nei diversi gruppi, ma le autorità regolatorie non hanno stabilito la sicurezza o l’efficacia di ABBV-466.
Indice
- Lo studio ABBV-466 mostra un divario di remissione in aumento
- Il disegno dello studio e i trattamenti precedenti sono importanti
- Il doppio bersaglio aggiunge una seconda via, mentre la sicurezza è ancora oggetto di studio
- Conclusione
Lo studio ABBV-466 mostra un divario di remissione in aumento
Nell’annuncio dei risultati dello studio TARGET-CD di Fase 2a, AbbVie ha riferito che alla settimana 12 ABBV-466 ha raggiunto l’endpoint primario della remissione endoscopica più spesso rispetto a risankizumab o trosunilimab somministrati da soli. La differenza è aumentata alla settimana 24.
Alla settimana 24, il tasso di remissione con ABBV-466 superava quello di risankizumab di 18,1 punti percentuali e quello di trosunilimab di 20,5 punti percentuali. Si tratta di differenze osservate in uno studio in fase iniziale, non di una conclusione regolatoria consolidata di superiorità.
L’endpoint misurava l’infiammazione e i danni intestinali usando il Simple Endoscopic Score for Crohn’s Disease. La remissione richiedeva un punteggio pari o inferiore a quattro, senza che alcuna singola variabile superasse uno, e non si basava soltanto sul miglioramento dei sintomi.
| Voce | Dettagli |
|---|---|
| ABBV-466 | 106 pazienti; remissione endoscopica: 30,2% alla settimana 12 e 40,5% alla settimana 24. |
| Risankizumab da solo | 94 pazienti; remissione endoscopica: 21,3% alla settimana 12 e 22,4% alla settimana 24. |
| Trosunilimab da solo | 100 pazienti; remissione endoscopica: 18,0% alla settimana 12 e 20,0% alla settimana 24. |
Il disegno dello studio e i trattamenti precedenti sono importanti
TARGET-CD è uno studio di piattaforma di Fase 2a in corso, in aperto e con prosecuzione del trattamento assegnato. I pazienti sono stati randomizzati in rapporto 1:1:1 a ricevere per 24 settimane ABBV-466, risankizumab o trosunilimab. Il disegno in aperto implica che l’assegnazione dei trattamenti non fosse in cieco.
Dei 300 partecipanti, il 75% non aveva risposto ad almeno una terapia avanzata e il 25% non aveva risposto a tre o più. Tra i trattamenti precedenti non efficaci figuravano una terapia anti-IL-23 nel 9,3% dei pazienti e un inibitore JAK nel 12%. Il restante 25% non era mai stato trattato con farmaci biologici.
Questi percorsi terapeutici costituiscono un contesto importante: i risultati includono pazienti la cui malattia era persistita nonostante precedenti trattamenti avanzati, e non soltanto pazienti che iniziavano la prima terapia biologica.
Il doppio bersaglio aggiunge una seconda via, mentre la sicurezza è ancora oggetto di studio
ABBV-466 combina risankizumab, che inibisce IL-23 p19, con trosunilimab, che inibisce l’integrina α4β7. L’approccio mira a ridurre la segnalazione infiammatoria limitando al contempo il traffico delle cellule immunitarie verso l’intestino.
Secondo AbbVie, le analisi dell’espressione genica hanno mostrato riparazione epiteliale e ripristino della barriera alla settimana 12, seguiti alla settimana 24 da rimodellamento tissutale e cambiamenti metabolici generalmente assenti con ciascuna monoterapia. Questi risultati molecolari sono distinti dall’endpoint clinico di remissione.
Eventi avversi gravi si sono verificati nel 10,4% del gruppo ABBV-466, rispetto al 9,6% con risankizumab e al 9,0% con trosunilimab. La sicurezza è stata valutata fino alla settimana 24. Tassi osservati simili in questo studio non dimostrano un’equivalenza in termini di sicurezza, e le autorità regolatorie non hanno stabilito la sicurezza e l’efficacia di ABBV-466.
Conclusione
TARGET-CD è ancora in corso ed è il programma confermato da seguire. I risultati forniscono un primo segnale clinico a sostegno dell’approccio a doppio bersaglio di AbbVie, ma l’annuncio non ha indicato una data per uno studio successivo di fase avanzata né per la presentazione di una domanda regolatoria.
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