L’esposizione all’S&P 500 equiponderato ha sovraperformato i fondi di grandi società tecnologiche e di semiconduttori nella settimana terminata il 16 ottobre 2026, ma non ha raggiunto un nuovo massimo di prezzo. L’Invesco S&P 500 Equal Weight ETF, o RSP, ha chiuso venerdì a $214.09, in calo dello 0.42% nella seduta ma in rialzo dello 0.49% nella settimana. Il prezzo di chiusura è rimasto inferiore del 3.90% alla chiusura del 14 agosto.

Punti chiave

  • RSP ha guadagnato nella settimana, mentre SPY, QQQ e il VanEck Semiconductor ETF hanno registrato un calo.
  • Il fondo equiponderato ha quasi azzerato il vantaggio di SPY da inizio anno in termini di rendimento del prezzo, senza raggiungere il massimo di agosto.
  • Le sorprese positive sugli utili delle prime trimestrali sono state frequenti ma modeste; ha comunicato i risultati solo il 9% delle società dell’S&P 500.

Indice

L’S&P 500 equiponderato guadagna nella settimana, ma non raggiunge un nuovo massimo

RSP ha perso $0.91 rispetto alla chiusura di giovedì, pari a $215.00. Anche il massimo intraday di venerdì, pari a $216.295, è rimasto sotto $222.77, il prezzo di chiusura del 14 agosto e la chiusura più alta nella serie storica Nasdaq disponibile, che inizia il 1° ottobre 2025.

Il confronto settimanale ha raccontato una storia diversa. Rispetto alla chiusura del 9 ottobre, RSP è salito, mentre lo State Street SPDR S&P 500 ETF Trust, o SPY, è sceso dell’1.97%. L’Invesco QQQ Trust ha perso il 5.52% e il VanEck Semiconductor ETF, o SMH, il 10.53%.

La ponderazione equiponderata riduce l’influenza delle società più grandi rispetto a un portafoglio ponderato per capitalizzazione di mercato. La divergenza della settimana ha quindi evidenziato una performance relativa più forte al di fuori delle maggiori società, non un nuovo record assoluto di prezzo per il fondo equiponderato.

VoceDettagli
RSP — S&P 500 equiponderatoChiusura del 16 ottobre: $214.09; variazione del prezzo rispetto al 9 ottobre: +0.49%.
SPY — S&P 500 ponderato per capitalizzazioneChiusura del 16 ottobre: $763.25; variazione del prezzo rispetto al 9 ottobre: −1.97%.
QQQ — Invesco QQQ TrustChiusura del 16 ottobre: $709.80; variazione del prezzo rispetto al 9 ottobre: −5.52%.
SMH — VanEck Semiconductor ETFChiusura del 16 ottobre: $539.79; variazione del prezzo rispetto al 9 ottobre: −10.53%.

Il vantaggio di SPY da inizio anno si è ridotto a 0,17 punti percentuali

Al 16 ottobre, il rendimento del prezzo di SPY dal 31 dicembre 2025 era dell’11.93%, rispetto all’11.76% di RSP. Il divario si era ridotto nettamente rispetto al 7 ottobre, quando i guadagni corrispondenti erano del 13.98% e del 9.94%, con una differenza di 4,04 punti percentuali.

Queste cifre rappresentano i rendimenti dei prezzi degli ETF, non i rendimenti totali comprensivi delle distribuzioni. Mostrano che l’equiponderazione ha quasi colmato il divario durante la svendita dei fondi tecnologici e di semiconduttori, mentre SPY ha mantenuto un lieve vantaggio da inizio anno.

La performance relativa e i livelli assoluti dei prezzi rispondono a domande diverse. RSP potrebbe colmare il divario di performance residuo registrando perdite inferiori a quelle di SPY, senza per questo recuperare il proprio massimo di chiusura di agosto.

Le sorprese positive delle prime trimestrali sono state frequenti ma modeste

L’aggiornamento di FactSet sulla stagione degli utili del 16 ottobre ha mostrato che l’84% delle società dell’S&P 500 che avevano comunicato i risultati del terzo trimestre aveva superato le stime dell’utile per azione. Il dato ha superato la media quinquennale del 78%, ma solo il 9% dei componenti dell’indice — circa 45 società — aveva presentato i risultati.

L’entità delle sorprese positive è stata meno impressionante della loro frequenza. Gli utili aggregati hanno superato le stime del 2.6%, rispetto a una media quinquennale del 7.5% e a una media decennale dell’8.0%. FactSet ha avvertito che queste medie storiche si riferiscono a intere stagioni di rendicontazione, a differenza del piccolo campione attuale.

La crescita blended degli utili del terzo trimestre, che combina i risultati comunicati con le stime per le società che devono ancora presentare i propri dati, è scesa al 29.0% dal 29.4% della settimana precedente. FactSet ha indicato nelle revisioni al ribasso del settore sanitario il principale fattore della riduzione settimanale, parzialmente compensato dalle revisioni al rialzo del settore energetico.

I dati sugli utili non descrivevano quindi una stagione uniformemente più forte: un numero di società superiore al consueto ha superato le stime, ma con scarti più contenuti, mentre la stima complessiva della crescita è diminuita. Inoltre, non dimostrano che vi sia una relazione causale con i movimenti settimanali dei prezzi degli ETF.

Conclusione

La settimana terminata il 16 ottobre ha segnato un notevole miglioramento relativo per l’equiponderazione, ma non un nuovo massimo di prezzo per RSP. La successiva verifica dei risultati societari era prevista per la settimana del 19 ottobre, quando avrebbero dovuto presentare i risultati 79 società dell’S&P 500, ampliando il campione alla base del tasso iniziale di sorprese positive e delle stime di crescita.

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