Le azioni Berkshire hanno chiuso il 16 ottobre 2026 ai livelli più alti da quando Warren Buffett ha annunciato, nel maggio 2025, il suo piano di lasciare la carica di amministratore delegato. Entrambe le classi di azioni hanno terminato la seduta a circa l’1,4% dai rispettivi record di chiusura, proseguendo una ripresa che ha coinciso con nuove attività di investimento sotto la guida dell’amministratore delegato Greg Abel.
Punti chiave
- Il 16 ottobre entrambe le classi di azioni Berkshire hanno guadagnato oltre l’1%, chiudendo vicino ai massimi storici.
- Le azioni di classe B hanno ridotto a 6 punti percentuali il divario di performance da inizio anno rispetto all’S&P 500.
- Bending Spoons ha annunciato un ulteriore investimento di 330 milioni di dollari da parte di Berkshire, subordinato alle consuete condizioni di closing.
Indice
- Le azioni Berkshire si avvicinano ai massimi precedenti alla successione
- Riacquisti e investimenti mettono al lavoro la liquidità
- L’operazione con Bending Spoons amplia un’insolita partecipazione tecnologica
- Conclusione
Le azioni Berkshire si avvicinano ai massimi precedenti alla successione
Venerdì le azioni di classe A hanno chiuso a 798.000 dollari, contro il massimo storico di chiusura di 809.350 dollari. Le azioni di classe B hanno chiuso a 532,02 dollari, rispetto al record di 539,80 dollari. Entrambi i record sono stati raggiunti subito prima dell’annuncio della successione di Buffett, nel maggio 2025.
Nei circa tre mesi successivi le azioni hanno perso oltre il 14%, prima di toccare un minimo post-annuncio nell’agosto 2025. La ripresa è stata discontinua: il calo del 15 ottobre ha interrotto una serie di 10 sedute consecutive in rialzo, durante le quali le azioni avevano guadagnato circa il 5%, prima del rimbalzo di venerdì.
La ripresa ha inoltre ridotto la sottoperformance relativa di Berkshire. Fino al 16 ottobre 2026, le azioni di classe B erano in ritardo di 6 punti percentuali rispetto all’S&P 500 da inizio anno, contro un divario negativo di 17,5 punti percentuali al 1° giugno. I prezzi vicini ai record non significavano quindi che Berkshire avesse recuperato il terreno perso rispetto all’indice di riferimento.
| Voce | Dettagli |
|---|---|
| Nuove azioni da emettere | 10 milioni di azioni ordinarie |
| Prezzo del collocamento privato | 33 dollari per azione |
| Quota risultante dichiarata | 4%, secondo quanto annunciato da Bending Spoons |
| Stato dell’operazione | Subordinata alle consuete condizioni di closing |
Riacquisti e investimenti mettono al lavoro la liquidità
Nel secondo trimestre del 2026 Berkshire ha riacquistato azioni proprie per 4,5 miliardi di dollari. Al 30 giugno, il saldo di cassa dichiarato era di 365,5 miliardi di dollari, in calo dell’8% rispetto al 31 marzo: anche dopo i riacquisti, restavano quindi disponibili risorse considerevoli.
Il più recente annuncio di investimento costituisce un altro esempio dell’impiego del capitale sotto la guida di Abel. Da solo, tuttavia, non dimostra perché le azioni Berkshire siano salite: la ripresa del prezzo del titolo e le singole decisioni di investimento sono sviluppi distinti.
L’operazione con Bending Spoons amplia un’insolita partecipazione tecnologica
Nel suo annuncio di investimento del 14 ottobre, Bending Spoons ha dichiarato che Berkshire investirà ulteriori 330 milioni di dollari tramite un collocamento privato, dopo un investimento di 600 milioni di dollari in occasione della sua offerta pubblica iniziale nel luglio 2026. I due impegni ammontano complessivamente a 930 milioni di dollari.
L’azienda tecnologica italiana acquisisce attività digitali e ne ristruttura le operazioni, reinvestendo i proventi in ulteriori acquisizioni. Tra le sue attività figurano AOL, Evernote e Vimeo. Bending Spoons ha dichiarato che i nuovi fondi miglioreranno la sua flessibilità finanziaria e la capacità di perseguire acquisizioni.
Il 16 ottobre le azioni Bending Spoons hanno chiuso a 47,07 dollari, circa il 42,6% in più rispetto al prezzo del collocamento. Tale confronto indica un premio del prezzo di mercato rispetto al prezzo di sottoscrizione concordato, non un profitto realizzato da Berkshire; l’annuncio precisava che il closing restava subordinato alle consuete condizioni.
L’annuncio non specificava quante azioni Berkshire avesse acquistato in occasione dell’IPO né indicava chi, all’interno di Berkshire, avesse preso la decisione di investimento. La quota del 4% dichiarata dalla società è quindi più attendibile delle stime basate su un prezzo d’acquisto ipotizzato per l’IPO.
Conclusione
La ripresa di Berkshire ha portato entrambe le classi di azioni vicino ai record, pur lasciando un divario da inizio anno rispetto all’S&P 500. La prossima comunicazione sul portafoglio, prevista a novembre e relativa alle partecipazioni al 30 settembre, potrebbe chiarire la posizione in Bending Spoons acquisita a luglio, ma non includerebbe il collocamento di ottobre appena annunciato.
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