Il presidente della Federal Reserve, Kevin Warsh, ha lasciato aperta la direzione della politica della Fed il 16 ottobre 2026, rifiutandosi di anticipare una decisione in vista della riunione di ottobre della banca centrale. Le sue dichiarazioni sono arrivate dopo dati di settembre sui prezzi al consumo e alla produzione negli Stati Uniti superiori alle attese.

Punti chiave

  • Warsh ha affermato che non intende pregiudicare le restanti riunioni della Fed nel 2026.
  • L’inflazione alla produzione di settembre ha raggiunto il 6,3% su base annua, superando le previsioni del 5,5%.
  • La benzina ha determinato oltre la metà dell’aumento mensile dei prezzi al consumo a settembre.

Indice

Politica della Fed: Warsh evita di prendere impegni prima della riunione di ottobre

Nel corso di un colloquio a Bangkok con Kristalina Georgieva, direttrice generale del Fondo monetario internazionale, Warsh non ha anticipato quale sarà la prossima mossa della Fed, nel suo ultimo intervento pubblico prima della riunione di ottobre.

«Non credo sia opportuno dire ora cosa potrei fare nelle riunioni che restano da qui alla fine dell’anno», ha dichiarato Warsh, aggiungendo che non intende «pregiudicare le riunioni».

Ha inoltre descritto una «stretta sincronizzata della politica monetaria nella maggior parte delle aree del mondo», affermando che nella lotta globale agli aumenti dei prezzi non ci sono «passeggeri clandestini». Questa osservazione descriveva il contesto internazionale della politica monetaria, senza annunciare una decisione sui tassi d’interesse statunitensi.

VoceDettagli
AbitazioneI prezzi sono aumentati dello 0,4% a settembre e del 3,2% negli ultimi 12 mesi.
AlimentariI prezzi sono rimasti invariati a settembre e sono aumentati del 2,5% negli ultimi 12 mesi.
EnergiaI prezzi sono aumentati del 20,4% nei 12 mesi terminati a settembre.

L’inflazione di settembre aumenta nelle principali misure complessive

Il comunicato sui prezzi al consumo di settembre del Bureau of Labor Statistics ha mostrato un aumento dell’inflazione annua al 3,7%, dal 3,4% di agosto. Il dato di settembre ha superato le previsioni del 3,6%, mentre l’aumento mensile destagionalizzato ha accelerato allo 0,6% dallo 0,4%.

Nel corso del mese, i prezzi della benzina sono aumentati del 9,1%, rappresentando oltre la metà dell’incremento complessivo mensile. I prezzi dell’energia sono saliti del 5,2%, facendo di questa categoria un fattore importante dell’accelerazione dell’indice generale.

L’inflazione al netto di alimentari ed energia è stata meno volatile: questa misura di fondo è aumentata dello 0,3% a settembre, allo stesso ritmo mensile di agosto. L’incremento annuo è tuttavia salito al 2,6% dal 2,4%. La distinzione è rilevante perché l’accelerazione dell’indice generale è stata fortemente influenzata dall’energia, mentre gli aumenti dei prezzi al di fuori di alimentari ed energia sono proseguiti.

Separatamente, i prezzi alla produzione sono aumentati del 6,3% rispetto a un anno prima, contro previsioni del 5,5%. Entrambi i dati principali hanno quindi superato le aspettative, ma nessuno dei due determina la decisione della Fed. Il rifiuto di Warsh di prendere impegni lascia ancora incerto l’esito della riunione di ottobre.

Conclusione

La prossima tappa sul fronte della politica monetaria è la riunione di ottobre della Fed, per la quale Warsh non ha anticipato alcun impegno. Il prossimo rapporto sull’inflazione al consumo, relativo a ottobre, è previsto per il 10 novembre 2026.

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