I futures sul Brent si sono attestati a 116,72 $ al barile il 23 ottobre 2026, al livello di chiusura più alto dal 29 aprile, mentre gli attacchi alle infrastrutture energetiche saudite hanno accresciuto i timori sulle forniture petrolifere dal Golfo. Venerdì il benchmark è salito di 3,55 $, pari al 3,14%, e ha guadagnato circa il 6% nell’arco della settimana.

Punti chiave

  • Il Brent ha registrato il livello di chiusura più alto da aprile; il WTI ha chiuso a 103,27 $ al barile.
  • L’affermazione dell’Iran secondo cui sarebbero state colpite sette petroliere non è stata verificata ed è distinta dai due attacchi confermati dall’UKMTO.
  • Le misure di emergenza sul petrolio e la riunione della Federal Reserve del 27–28 ottobre sono i prossimi sviluppi di politica economica in calendario.

Indice

Il Brent sale mentre le infrastrutture saudite finiscono sotto attacco

Durante la seduta di venerdì il Brent è salito sopra i 117 $, prima di chiudere al di sotto di tale livello. Il benchmark statunitense West Texas Intermediate ha chiuso a 103,27 $ al barile, in rialzo del 3,8% nella giornata e del 2,3% nella settimana.

Gli attacchi degli Houthi sostenuti dall’Iran in Arabia Saudita hanno incluso colpi contro infrastrutture energetiche. Saudi Aramco ha ordinato l’evacuazione della propria sede centrale di Dhahran il 22 ottobre, mentre i combattimenti si intensificavano.

«I timori di interruzioni delle forniture hanno spinto i prezzi al rialzo», ha dichiarato Adam Turnquist, chief cross-asset strategist di LPL Financial. La preoccupazione riguardava possibili ulteriori interruzioni, non la prova che le spedizioni di petrolio si fossero fermate in tutta la regione.

VoceDettagli
Previsione EIA sul Brent nel quarto trimestre 2026In media 105 $ al barile, 14 $ in più rispetto alla stima di settembre.
Previsione HSBC sul Brent per l’intero 202690 $ al barile, in aumento rispetto agli 80 $.
Scenario HSBC di flussi limitatiIl Brent potrebbe raggiungere i 120 $ se una situazione di stallo mantenesse limitati i flussi; si tratta di uno scenario condizionale, non della previsione annuale di HSBC.

Per le notizie sulle petroliere occorre distinguere tra segnalazioni e conferme

Le Guardie rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato che quattro petroliere erano state colpite durante trasferimenti da nave a nave nel Golfo settentrionale e che altre tre erano state messe fuori uso da mine a ovest dello Stretto di Hormuz. Nessuno dei sette incidenti rivendicati era stato confermato in modo indipendente. L’UK Maritime Trade Operations aveva invece confermato separatamente due attacchi contro petroliere nel corso della settimana.

Andrew Lipow, presidente di Lipow Oil Associates, ha affermato che i flussi in uscita da Hormuz erano aumentati, avvertendo però che la situazione «potrebbe cambiare da un momento all’altro». L’aumento dei prezzi insieme a flussi più elevati indica timori di future interruzioni, non la prova di un blocco delle forniture già in atto in tutta la regione.

Le autorità degli Emirati Arabi Uniti hanno inoltre segnalato una fuoriuscita di petrolio da una petroliera non identificata al largo di Umm Al Quwain. Le informazioni disponibili non hanno accertato la causa della fuoriuscita.

Le misure di emergenza sulle forniture accompagnano prospettive di prezzo più elevate

Il Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti ha autorizzato uno scambio di emergenza fino a 400.000 barili dalla Riserva strategica di petrolio a favore della raffineria Lake Charles di Phillips 66. Tale autorizzazione non va considerata una conferma che l’intero volume fosse già stato consegnato.

L’agenzia tedesca per le scorte, EBV, ha messo in vendita diesel, gasolio da riscaldamento e greggio nella sua prima cessione da quando, all’inizio di ottobre, il G7 ha concordato il rilascio di scorte.

Le previsioni pubblicate riguardano periodi e scenari diversi. La media del quarto trimestre dell’US Energy Information Administration non è direttamente comparabile con la previsione HSBC per l’intero anno o con il suo scenario condizionale a 120 $.

La riunione della Fed aggiunge una tappa di politica economica già in calendario

Il calendario ufficiale delle riunioni del FOMC della Federal Reserve indica che la prossima riunione si terrà il 27–28 ottobre 2026. Il calendario conferma le date, non una decisione sui tassi né eventuali effetti successivi sui prezzi del petrolio.

Per il mercato petrolifero, la questione immediata resta se ulteriori attacchi si tradurranno in perdite confermate di produzione o esportazioni. Le variazioni nei movimenti effettivi delle petroliere fornirebbero una misura delle interruzioni più affidabile rispetto alle segnalazioni non verificate degli incidenti.

Conclusione

Il Brent ha chiuso il 23 ottobre vicino al livello più alto degli ultimi sei mesi, mentre ulteriori interruzioni delle forniture restano un rischio e non un blocco regionale confermato. La riunione della Fed del 27–28 ottobre è la prossima tappa di politica economica già in calendario; gli aggiornamenti verificati su traffico marittimo ed esportazioni contribuiranno a chiarire il quadro delle forniture effettive.

Leggi altre notizie

Altre notizie di FinanceVelix

Avvertenza

Questo articolo di FinanceVelix fornisce informazioni generali e non costituisce consulenza finanziaria, d’investimento, legale o fiscale personalizzata. I prezzi di mercato, i tassi d’interesse e le condizioni economiche possono cambiare; gli investimenti comportano un rischio di perdita. I fatti rispecchiano le informazioni disponibili al momento della pubblicazione e possono cambiare. Verificate autonomamente le informazioni importanti e, se necessario, consultate un professionista qualificato. La menzione di un’attività, di una società o di un servizio non costituisce un’approvazione.