I prezzi del petrolio sono saliti il 23 ottobre 2026, prolungando il rally della seduta precedente, mentre gli attacchi degli Houthi in Arabia Saudita hanno accresciuto le preoccupazioni per le forniture energetiche e le rotte marittime. I futures sul Brent hanno guadagnato 50 centesimi, pari allo 0,45%, a 114,02 dollari al barile, mentre il West Texas Intermediate statunitense è salito di 40 centesimi, pari allo 0,42%, a 100 dollari.
Punti chiave
- Il Brent ha proseguito la sua avanzata dopo un rialzo del 4% giovedì, che lo ha portato ai massimi da cinque mesi.
- Gli scontri tra Arabia Saudita e Houthi hanno riportato al centro dell’attenzione i rischi per il traffico marittimo nel Mar Rosso.
- Goldman Sachs ha delineato scenari condizionati per i prezzi del petrolio, compresi tra circa 80 e 120 dollari al barile.
Indice
- I prezzi del petrolio salgono, ma gli andamenti settimanali divergono
- Gli scontri in Arabia Saudita riportano al centro dell’attenzione le rotte marittime
- Gli analisti delineano possibili scenari condizionati per il greggio
- Conclusione
I prezzi del petrolio salgono, ma gli andamenti settimanali divergono
I rialzi di venerdì hanno lasciato i due benchmark su percorsi settimanali diversi. Il Brent si avviava verso il terzo aumento settimanale consecutivo, mentre il WTI restava diretto verso una perdita settimanale che avrebbe interrotto una serie positiva di due settimane.
I prezzi indicati erano una rilevazione nelle prime ore di venerdì, non i prezzi di chiusura. Il prezzo di regolamento del Brent di giovedì era il più alto dal 4 maggio, a sottolineare l’entità del recente movimento senza però stabilire dove si sarebbero attestati i due benchmark alla fine della settimana.
| Voce | Dettagli |
|---|---|
| Andamento settimanale del Brent | Diretto verso il terzo rialzo settimanale consecutivo. |
| Andamento settimanale del WTI | Diretto verso una perdita dopo due settimane di rialzi. |
| Scenario di escalation di Goldman Sachs | Il petrolio potrebbe raggiungere 120 dollari al barile se gli attacchi alle navi si intensificassero. |
| Scenario di normalizzazione delle esportazioni di Goldman Sachs | Il petrolio potrebbe avvicinarsi agli 80 dollari al barile se si tornasse ai normali livelli di esportazione. |
Gli scontri in Arabia Saudita riportano al centro dell’attenzione le rotte marittime
Giovedì Saudi Aramco ha ordinato l’evacuazione della propria sede a Dhahran, mentre si intensificavano gli scontri tra l’Arabia Saudita e gli Houthi, con base nello Yemen. Il gruppo, allineato all’Iran, avanzava verso Bab el-Mandeb nel contesto degli scontri con la coalizione guidata dall’Arabia Saudita, che sostiene il governo yemenita riconosciuto a livello internazionale.
La spiegazione dell’Agenzia statunitense per l’informazione sull’energia sul collo di bottiglia marittimo di Bab el-Mandeb descrive come lo stretto colleghi il Mar Rosso al Golfo di Aden e al Mar Arabico. La sua analisi dell’agosto 2019 spiega che una chiusura potrebbe costringere le petroliere dirette al Canale di Suez o all’oleodotto SUMED a circumnavigare l’Africa meridionale, aumentando i tempi di transito e i costi di trasporto.
Questa configurazione geografica aiuta a spiegare la sensibilità del mercato alle minacce nella zona dello stretto. Gli ultimi sviluppi hanno aumentato il rischio di interruzioni; le informazioni fornite, tuttavia, non attestano una perdita quantificata della produzione o delle esportazioni di petrolio.
Gli analisti delineano possibili scenari condizionati per il greggio
Daan Struyven, co-responsabile della ricerca globale sulle materie prime di Goldman Sachs, ha affermato che i recenti attacchi hanno messo in luce come le interruzioni del traffico marittimo possano diffondersi e intensificarsi. La banca ha delineato uno scenario in cui il petrolio potrebbe raggiungere i 120 dollari al barile se gli attacchi alle navi in Medio Oriente dovessero intensificarsi. Un ritorno ai normali livelli di esportazione potrebbe invece riportare i prezzi verso gli 80 dollari.
Queste cifre descrivono esiti alternativi, non un’unica previsione di prezzo. Goldman Sachs prevede inoltre un aumento dei prezzi del gas naturale e dei carburanti raffinati, con shock dell’offerta che avrebbero su questi mercati un impatto maggiore rispetto a quello sul greggio.
Gli analisti di JPMorgan hanno affermato che l’evoluzione del conflitto resta difficile da modellizzare e che una chiara strategia di uscita è difficile da individuare. Separatamente, la Russia ha dichiarato di essere pronta a riprendere a novembre i colloqui con l’Ucraina mediati dagli Stati Uniti. Il presidente ucraino Volodymyr Zelenskiy ha espresso la speranza che i colloqui si tengano all’inizio di novembre, ma la tempistica resta ipotetica.
Conclusione
Il prossimo appuntamento per il mercato è il prezzo di regolamento di venerdì, che determinerà se il Brent prolungherà la sua serie di rialzi settimanali e se il WTI chiuderà in negativo la settimana. Ulteriori sviluppi che incidano sulle forniture saudite e sul traffico marittimo nel Mar Rosso restano centrali per gli scenari condizionati descritti dagli analisti.
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