I prezzi del petrolio sono saliti nelle prime contrattazioni del 22 ottobre 2026, dopo che nuovi attacchi degli Houthi in Arabia Saudita hanno indotto gli Stati Uniti a ordinare ad alcuni diplomatici e ai loro familiari di lasciare le proprie sedi nel regno. L’escalation ha riportato al centro dell’attenzione la sicurezza delle infrastrutture energetiche del Golfo e delle rotte marittime.
Punti chiave
- Il Brent è salito a 110,11 dollari al barile, mentre il greggio statunitense ha raggiunto 98,12 dollari nelle prime contrattazioni.
- Gli attacchi contro obiettivi sauditi e il traffico marittimo regionale hanno acuito i timori sulle rotte di approvvigionamento del petrolio.
- Gli Stati Uniti hanno proposto uno scambio temporaneo di un massimo di 315.000 barili dalle proprie riserve di petrolio da riscaldamento.
Indice
- I prezzi del petrolio salgono dopo una seduta precedente contenuta
- Gli attacchi in Arabia Saudita acuiscono i timori sul traffico marittimo nel Golfo
- Le scorte statunitensi delineano un quadro contrastante dell’offerta
- Lo scambio di petrolio da riscaldamento mira a colmare una carenza temporanea di offerta
- Conclusione
I prezzi del petrolio salgono dopo una seduta precedente contenuta
I future sul greggio Brent hanno guadagnato 1,29 dollari, pari all’1,2%, raggiungendo 110,11 dollari al barile alle 00:34 GMT del 22 ottobre. Il greggio statunitense West Texas Intermediate è salito di 97 centesimi, pari all’1%, a 98,12 dollari.
I rialzi seguono una seduta più tranquilla il 21 ottobre, quando il Brent ha chiuso pressoché invariato e il WTI ha perso 67 centesimi. I dati di giovedì rappresentavano una rilevazione nelle prime fasi della seduta, non i prezzi di chiusura.
| Voce | Dettagli |
|---|---|
| Scorte di greggio statunitensi | In calo di 3,06 milioni di barili, a 412,5 milioni; gli analisti si aspettavano una diminuzione di 820.000 barili. |
| Scorte statunitensi di distillati | In aumento di 1,68 milioni di barili, a 104,3 milioni; gli analisti si aspettavano una diminuzione di 1,16 milioni di barili. |
| Sedi dello scambio di petrolio da riscaldamento | Siti di stoccaggio delle riserve a South Portland, Maine; Boston, Massachusetts; e New Haven, Connecticut. |
Gli attacchi in Arabia Saudita acuiscono i timori sul traffico marittimo nel Golfo
Il 21 ottobre gli Houthi yemeniti, allineati con l’Iran, hanno colpito diversi obiettivi. Un attacco a un aeroporto civile a Dammam ha ucciso almeno una persona e ne ha ferite otto, mentre un attacco con droni contro un giacimento petrolifero saudita ha ucciso due persone.
Funzionari statunitensi hanno affermato che il Dipartimento di Stato prevedeva inoltre di ritirare i familiari da diverse altre missioni americane nella regione. Questo piano di ritiro più ampio era distinto dall’ordine di partenza riguardante le sedi in Arabia Saudita.
I dati di Kpler hanno mostrato almeno 18 attacchi contro navi nelle due settimane precedenti. Gli analisti di LSEG hanno avvertito che l’Iran stava prendendo di mira petroliere anche oltre lo Stretto di Hormuz, estendendo le operazioni al Golfo di Oman e minacciando i carichi di greggio e i trasferimenti da nave a nave.
I rischi riguardavano non soltanto singoli impianti petroliferi, ma anche le navi e i trasferimenti utilizzati per movimentare le forniture regionali. Gli attacchi e gli avvertimenti sul traffico marittimo, tuttavia, non hanno quantificato le perdite di produzione di greggio.
Le scorte statunitensi delineano un quadro contrastante dell’offerta
I dati dell’Energy Information Administration statunitense, pubblicati il 21 ottobre, hanno mostrato un calo delle scorte di greggio superiore alle attese, ma un aumento inatteso dei distillati, che comprendono il diesel e il combustibile per riscaldamento.
La distinzione è importante: una diminuzione delle scorte di greggio non significa necessariamente che stiano calando anche le scorte di carburanti raffinati. Nei dati settimanali più recenti, le due categorie si sono mosse in direzioni opposte.
Lo scambio di petrolio da riscaldamento mira a colmare una carenza temporanea di offerta
Lo scambio dalle riserve di petrolio da riscaldamento del Nord-est del Dipartimento dell’Energia, annunciato il 21 ottobre, mette a disposizione fino a 315.000 barili di distillato a bassissimo tenore di zolfo per far fronte alle interruzioni delle forniture di carburante. Si tratta di un prestito temporaneo, non di una vendita definitiva: i beneficiari dovranno restituire lo stesso volume, oltre a un premio.
Il dipartimento ha dichiarato che le riserve saranno ricostituite prima della stagione di riscaldamento 2027–2028. Le offerte dovranno essere presentate entro le 11:00 ora centrale del 27 ottobre 2026; i trasferimenti o le consegne di carburante dovranno essere completati entro il 13 novembre.
Conclusione
I prezzi del petrolio sono saliti mentre gli attacchi acuivano i timori sulle forniture del Golfo; i dati sulle scorte statunitensi hanno invece evidenziato andamenti diversi per il greggio e i carburanti raffinati. Il prossimo passaggio confermato nella risposta relativa al petrolio da riscaldamento è la scadenza del 27 ottobre per la presentazione delle offerte sullo scambio dalle riserve.
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