Secondo le stime di UBS Global Research illustrate il 26 ottobre 2026, la spesa per l’IA di sei grandi hyperscaler potrebbe ammontare complessivamente a 7.700 miliardi di dollari tra il 2026 e il 2030. La questione centrale è se tale investimento possa generare profitti sufficienti: UBS calcola che per ottenere un rendimento del 15% sul capitale investito entro il 2031 servirebbero circa 1.000 miliardi di dollari di utili aggiuntivi prima degli interessi e delle imposte.

Punti chiave

  • Secondo UBS, 6.800 miliardi di dollari dell’investimento previsto supererebbero il livello annuo delle spese in conto capitale delle società prima dell’IA.
  • Con gli attuali margini cloud, gli utili aggiuntivi obiettivo richiederebbero circa 3.400 miliardi di dollari di ricavi incrementali.
  • I guadagni di produttività potrebbero sostenere la domanda, ma i fornitori di infrastrutture devono riuscire a catturare una quota sufficiente di tale valore economico per giustificare il loro investimento.

Indice

La spesa per l’IA cambia l’equazione dei rendimenti

La previsione descrive uno scenario d’investimento, non una spesa già effettuata né un impegno collettivo annunciato dalle sei società. Analogamente, il requisito di 1.000 miliardi di dollari di utili è un calcolo basato sull’ipotesi di un rendimento del 15%, non un utile comunicato né una previsione delle società.

Storicamente, gli hyperscaler hanno ottenuto rendimenti ante imposte superiori al 40% da attività relativamente poco intensive in capitale, come software, social media e commercio elettronico. La costruzione di infrastrutture per l’IA rende le loro attività più intensive in capitale. UBS prevede che questo cambiamento ridurrà il rendimento sul capitale investito di 20–25 punti percentuali.

Anche considerando rendimenti inferiori, l’asticella degli utili resta elevata. L’EBIT aggiuntivo stimato è leggermente inferiore al doppio dell’EBIT aggregato attuale del gruppo. Il fabbisogno di ricavi pari a 3.400 miliardi di dollari dipende inoltre dagli attuali margini cloud; non è un obiettivo di vendita fisso e indipendente dalla redditività futura.

Nel suo separato commento del 21 ottobre sulla redditività dell’IA e sui rischi legati allo sviluppo delle infrastrutture, UBS ha affermato che i mercati valuteranno i rendimenti degli investimenti degli hyperscaler insieme ai rischi di finanziamento e di esecuzione. Quel commento inquadra il più ampio scrutinio, ma non stabilisce le stime di spesa e utili.

VoceDettagli
Economia globale di riferimento nel 2031Circa 136.000 miliardi di dollari senza un impulso legato all’IA, secondo l’ipotesi di crescita storica di UBS.
Incremento annuo della produttività dello 0,5%Scenario UBS: PIL globale superiore di circa 3.000 miliardi di dollari rispetto al riferimento entro il 2031.
Incremento annuo della produttività dell’1%Scenario UBS: PIL globale superiore di circa 7.000 miliardi di dollari rispetto al riferimento entro il 2031.
Incremento annuo della produttività dell’1,5%Scenario UBS: PIL globale superiore di circa 10.000 miliardi di dollari rispetto al riferimento entro il 2031.

I guadagni economici non garantiscono profitti aziendali

UBS individua due condizioni per ottenere rendimenti adeguati: l’IA deve produrre autentici miglioramenti della produttività e le società che forniscono la tecnologia devono riuscire a monetizzare una quota significativa di tali guadagni.

La banca stima che l’economia nominale globale, attualmente pari a circa 110.000 miliardi di dollari, potrebbe raggiungere approssimativamente 136.000 miliardi di dollari entro il 2031, mantenendo il ritmo di crescita dell’ultimo decennio e senza un ulteriore impulso dell’IA. Gli scenari di produttività mostrano come l’IA potrebbe ampliare ulteriormente questa base economica.

Ma una maggiore produzione economica non si traduce automaticamente in ricavi per i proprietari delle infrastrutture. UBS traccia un parallelo con gli investimenti nelle telecomunicazioni e nelle reti via cavo dell’era delle dot-com, quando notevoli benefici andarono alle imprese che operavano sulle reti, anziché soltanto alle società che le finanziavano.

Secondo UBS, gli hyperscaler hanno più possibilità di catturare valore nelle diverse attività aziendali rispetto agli operatori di telecomunicazioni soggetti a regolamentazione o titolari di licenze. Si tratta di un potenziale vantaggio, non della prova che i ricavi necessari si siano già concretizzati.

La pressione sul credito e l’offerta di elettricità restano vincoli

Sunil Tirumalai, stratega di UBS per i mercati emergenti, ha messo in guardia dal considerare la pressione sui debitori neocloud come CoreWeave una prova del cedimento del più ampio ciclo d’investimenti. UBS stima che i neocloud rappresentino solo il 5%–7% delle spese in conto capitale previste per i data center di IA nei prossimi quattro-cinque anni.

La banca ha affermato che l’aumento dei rendimenti dei Treasury statunitensi spiega quasi interamente l’incremento dei rendimenti obbligazionari degli hyperscaler nel 2026. Ritiene che le tensioni sul credito siano concentrate tra gli emittenti considerati dotati di bilanci più deboli o di passività potenziali significative, anziché essere diffuse uniformemente in tutto il settore.

L’elettricità costituisce un altro rischio di esecuzione. Il team globale di UBS dedicato ai semiconduttori ritiene che sia possibile garantire energia sufficiente per i data center pianificati, ma tale valutazione dipende da una legislazione favorevole, da un’esecuzione senza intoppi e dall’assenza di ritardi nell’aggiunta di capacità alla rete o fuori rete.

Conclusione

La prova per la spesa nell’IA non consiste semplicemente nel verificare se la tecnologia espande la produzione economica, ma nel capire se i fornitori di infrastrutture riescano a catturare ricavi e profitti sufficienti. Con la stagione dei risultati del terzo trimestre in corso, le comunicazioni degli hyperscaler su investimenti, monetizzazione e finanziamento costituiscono il prossimo punto di verifica per valutare tale divario.

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