La divisione nella politica della RBI riguarda meno l’aumento dei tassi d’interesse di ottobre che l’impegno a proseguire la stretta. I verbali pubblicati mercoledì mostrano che il governatore Sanjay Malhotra propende per un percorso dipendente dai dati, mentre altri funzionari chiedono un intervento tempestivo contro l’inflazione in espansione e due membri esterni si oppongono a un orientamento più restrittivo, secondo quanto riportato da BusinessLine il 22 ottobre.
Punti chiave
- In ottobre la RBI ha portato il tasso di riferimento al 5,5%, per la prima volta in quasi quattro anni.
- La vicegovernatrice Poonam Gupta ha sostenuto che i responsabili della politica monetaria non dovrebbero attendere prove definitive dell’ampliamento delle pressioni inflazionistiche.
- I membri esterni Nagesh Kumar e Ram Singh si sono opposti all’orientamento restrittivo, citando l’incertezza geopolitica e commerciale.
Indice
- La divisione nella politica della RBI distingue la flessibilità dall’impegno
- I membri esterni mettono in guardia sui costi per la domanda
- La persistenza dell’inflazione resta la prova centrale
- Conclusione
La divisione nella politica della RBI distingue la flessibilità dall’impegno
Malhotra ha affermato che entità e durata della stretta dipenderanno dall’evoluzione della crescita e dell’inflazione. Proponendo il passaggio da un orientamento neutrale a uno di restrizione calibrata, ha delineato un quadro che esclude tagli nel breve termine, ma lascia ai responsabili della politica monetaria la possibilità sia di aumentare i tassi sia di fare una pausa.
Questo approccio è seguito alla decisione presa all’inizio del mese dal comitato di politica monetaria composto da sei membri di portare il tasso di riferimento al 5,5%. L’aumento ha segnato un’inversione rispetto al ciclo di allentamento guidato da Malhotra lo scorso anno.
Gupta e il direttore esecutivo Indranil Bhattacharyya hanno sostenuto con maggiore forza la necessità di prevenire l’inflazione. Gupta ha richiamato l’attenzione sugli effetti ritardati della politica monetaria, argomentando che non si dovrebbero attendere prove conclusive della diffusione delle pressioni sui prezzi. Ha affermato che potrebbe essere necessario un ulteriore aumento per ancorare le aspettative d’inflazione, mentre tempi ed entità dipenderanno dai dati in arrivo.
I membri esterni mettono in guardia sui costi per la domanda
Kumar e Singh si sono opposti al passaggio a un orientamento restrittivo, sostenendo che l’elevata incertezza geopolitica e commerciale giustificasse il mantenimento di una politica neutrale. Le loro obiezioni riguardavano l’orientamento, non costituivano un’opposizione all’aumento dei tassi di ottobre.
Singh ha inoltre avvertito che le aspettative di significativi aumenti dei tassi potrebbero indebolire i consumi e gli investimenti privati e gravare sui piani di spesa in conto capitale delle imprese. Queste preoccupazioni evidenziano il disaccordo in seno al comitato su come bilanciare i rischi d’inflazione con i possibili effetti sulla domanda.
La persistenza dell’inflazione resta la prova centrale
La crescita dei prezzi al consumo ha raggiunto a settembre il massimo degli ultimi quasi due anni, avvicinandosi al limite superiore della fascia di tolleranza della RBI, pari al 2%–6%. Le previsioni della banca centrale indicano che l’inflazione resterà nei prossimi mesi su livelli vicini a quelli attuali.
Gli economisti di Goldman Sachs hanno affermato che la loro analisi proprietaria dei verbali basata sul testo li ha giudicati più restrittivi rispetto alla dichiarazione di politica monetaria di Malhotra. Hanno evidenziato la preoccupazione dei membri che gli shock dell’offerta possano tradursi in un’inflazione più persistente attraverso effetti di secondo impatto.
I verbali lasciano quindi condizionato il futuro percorso dei tassi: il comitato deve valutare se la diffusione iniziale delle pressioni sui prezzi diventi persistente, anziché considerare già decisi ulteriori aumenti.
Conclusione
I verbali rivelano un disaccordo sull’intensità e sulla durata dell’impegno alla stretta, non un calendario confermato di ulteriori rialzi. L’ampiezza della diffusione dell’inflazione resta un elemento centrale per le prossime decisioni della RBI.
Leggi altre notizie
Avvertenza
Questo articolo di FinanceVelix fornisce informazioni di carattere generale e non costituisce consulenza finanziaria, d’investimento, legale o fiscale personalizzata. I prezzi di mercato, i tassi d’interesse e le condizioni economiche possono cambiare; gli investimenti comportano il rischio di perdita. I fatti riflettono le informazioni disponibili al momento della pubblicazione e potrebbero cambiare. Verificate autonomamente le informazioni importanti e, quando necessario, rivolgetevi a un professionista qualificato. La menzione di un’attività, di una società o di un servizio non costituisce un’approvazione.




