I prezzi del petrolio sono scesi il 27 ottobre 2026, con i future sul greggio Brent a 114,80 dollari al barile e il West Texas Intermediate statunitense a 100,88 dollari, mentre le discussioni diplomatiche sul conflitto in Medio Oriente si svolgevano in concomitanza con il protrarsi degli attacchi e l’incertezza sulle forniture.

Punti chiave

  • I future sul Brent sono scesi di 1,01 dollari al barile, mentre il West Texas Intermediate è calato di 99 centesimi.
  • Arabia Saudita, Turchia e Pakistan hanno tenuto colloqui con funzionari iraniani a Teheran il 26 ottobre.
  • Goldman Sachs ha delineato scenari di rialzo e ribasso dei prezzi del petrolio, a seconda dei rischi per i trasporti marittimi e delle esportazioni.

I prezzi del petrolio arretrano mentre proseguono i colloqui

Il Brent è rimasto vicino al livello più alto da aprile, dopo essere salito sopra i 117 dollari al barile la settimana precedente in seguito agli attacchi iraniani contro petroliere nei pressi dello Stretto di Hormuz. Il 26 ottobre ha nuovamente toccato quota 117 dollari.

L’Arabia Saudita ha dichiarato che la visita a Teheran mirava ad aprire canali negoziali e a impedire un’ulteriore escalation militare. I media di Stato iraniani hanno riferito che i quattro Paesi hanno concordato di proseguire le discussioni su pace e sicurezza.

I colloqui hanno offerto una possibile via per allentare le tensioni, ma gli attacchi sono proseguiti. Gli Houthi hanno dichiarato di aver preso di mira un aeroporto e impianti petroliferi in Arabia Saudita il 24 ottobre. Il giorno successivo, l’Arabia Saudita ha dichiarato di aver intercettato altri missili e droni.

Rischi per i trasporti marittimi e scenari sui prezzi

Prima dell’inizio della guerra, a febbraio, lo Stretto di Hormuz era attraversato da circa un quinto delle forniture energetiche mondiali. Gli Houthi hanno inoltre rivendicato attacchi contro le stazioni di pompaggio dell’oleodotto Est-Ovest dell’Arabia Saudita, sebbene il Paese non avesse confermato tali attacchi.

Daan Struyven, co-responsabile della ricerca globale sulle materie prime di Goldman Sachs, ha affermato che i recenti attacchi hanno mostrato come le interruzioni dei trasporti marittimi possano propagarsi e intensificarsi. La banca ha delineato uno scenario in cui il petrolio potrebbe salire a 120 dollari al barile se gli attacchi alle navi in Medio Oriente dovessero intensificarsi, oppure scendere verso gli 80 dollari se le esportazioni tornassero ai livelli normali.

Separatamente, il ministero dell’Ambiente degli Emirati Arabi Uniti ha dichiarato di aver rilevato una fuoriuscita di petrolio da una petroliera al largo di Umm Al Quwain. La causa non era stata resa nota e le autorità non avevano identificato la nave.

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