Il 15 ottobre 2026, la Corte Suprema indiana ha confermato una decisione dell’Alta Corte di Bombay che annullava la svalutazione permanente di obbligazioni Yes Bank per un valore di ₹8,415 crore. La corte ha respinto i ricorsi presentati da Yes Bank, dalla Reserve Bank of India e dall’Unione indiana.

Punti chiave

  • La corte ha stabilito che l’amministratore della banca aveva ecceduto i propri poteri quando aveva disposto la svalutazione nel marzo 2020.
  • Il piano definitivo di ricostruzione non includeva una clausola di svalutazione presente nella bozza.
  • La corte ha inoltre osservato che Yes Bank aveva venduto direttamente gli strumenti a investitori individuali, in violazione del quadro normativo applicabile.

Perché è stata annullata la svalutazione delle obbligazioni Yes Bank

Le obbligazioni aggiuntive di classe 1, o AT-1, sono state emesse in due tranche: ₹3,000 crore nel dicembre 2016 e ₹5,415 crore nell’ottobre 2017.

Dopo l’imposizione di una moratoria su Yes Bank il 5 marzo 2020, la RBI ha sciolto il consiglio di amministrazione e nominato Prashant Kumar amministratore. Una bozza del piano di ricostruzione, pubblicata il giorno seguente, includeva una clausola di svalutazione permanente, che però è stata omessa dal piano definitivo notificato il 13 marzo. Kumar ha disposto la svalutazione il 14 marzo.

La Corte Suprema ha stabilito che l’omissione era intenzionale e che Kumar aveva erroneamente ritenuto di conservare il potere di svalutare le obbligazioni. Ha concluso che il suo intervento eccedeva i poteri previsti dalla circolare quadro applicabile, letta congiuntamente al piano definitivo.

La corte distingue i poteri della banca da quelli dell’autorità di regolamentazione

La corte ha distinto il presupposto contrattuale della banca dal presupposto regolamentare di non sostenibilità della RBI, stabilendo che l’amministratore non poteva assumere il ruolo regolamentare della banca centrale.

Ha definito discutibile la gestione della vicenda da parte della RBI, dell’amministratore e di Yes Bank e ha affermato che si sarebbe potuto evitare un rischio non necessario per gli investitori.

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