La notifica che ordina all’attore Imran Khan di lasciare l’India entro il 28 ottobre 2026 è stata impugnata presso l’Alta Corte di Bombay. Il tribunale ha rinviato l’udienza sul suo ricorso alle 15:00 del 27 ottobre.
Punti chiave
- Con il ricorso Khan chiede l’annullamento della notifica del 14 ottobre e una protezione da eventuali misure coercitive durante la pendenza del procedimento.
- Il suo team ha dichiarato che le autorità per l’immigrazione hanno successivamente emesso una notifica distinta chiedendo perché la sua registrazione come cittadino indiano residente all’estero (OCI) non dovesse essere revocata.
La notifica a Imran Khan impugnata per motivi procedurali
Secondo quanto riportato nel ricorso, il Mumbai Foreigners Regional Registration Officer ha emesso la notifica che gli intimava di lasciare l’India il 14 ottobre e Khan l’ha ricevuta il giorno successivo. Il ricorso sostiene che la notifica non specificava quali disposizioni dell’Immigration and Foreigners Act, 2025, avrebbe violato, né forniva dettagli sul materiale probatorio su cui si erano basate le autorità.
Khan sostiene inoltre di non aver ricevuto una notifica con cui gli si chiedeva di fornire spiegazioni né la possibilità di essere ascoltato prima dell’emissione dell’ordine. Chiede che siano resi noti gli atti alla base dell’ordine e una protezione provvisoria contro misure quali l’allontanamento, l’espulsione o provvedimenti che incidano sulla sua registrazione OCI.
La controversia segue un raduno di ottobre
Il team di Khan ha dichiarato che le autorità hanno concluso che il cittadino statunitense aveva partecipato a una protesta. L’attore contesta questa ricostruzione e afferma di essere stato brevemente fermato dalla polizia il 10 ottobre nei pressi di August Kranti Maidan e Nana Chowk, a Mumbai. Il suo team ha dichiarato che non era né un organizzatore né un partecipante.
Il suo team ha dichiarato che, dopo la presentazione del ricorso, l’ufficiale responsabile della registrazione ha emesso una notifica dettagliata con cui gli chiedeva di spiegare perché la sua registrazione OCI non dovesse essere revocata a causa della sua presenza al raduno. Nel ricorso si afferma che Khan ha lo status OCI dal 2006 e vive in India da quando aveva circa due anni.
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