I trasferimenti cross-chain hanno guadagnato terreno nel secondo trimestre del 2026: Chainlink ha registrato un volume trimestrale di 4,90 miliardi di dollari tramite il suo Cross-Chain Interoperability Protocol, o CCIP, in aumento del 353% su base annua. L’espansione si è verificata mentre gli exploit dei bridge continuavano a mettere in luce i rischi legati al trasferimento di asset digitali tra reti blockchain.

Punti chiave

  • Chainlink ha segnalato che nel Q2 2026 un valore di token superiore a 7 miliardi di dollari è migrato verso l’infrastruttura CCIP.
  • I trasferimenti burn-and-mint possono evitare i pool di token wrapped, ma la verifica cross-chain resta una dipendenza per la sicurezza.
  • La piattaforma di garanzie pianificata da DTCC illustra la domanda istituzionale, con il lancio previsto nel Q4 2026.

Indice

Trasferimenti cross-chain: volume e migrazioni misurano fenomeni diversi

La rassegna dell’ecosistema Chainlink relativa al Q2 2026 ha riportato sia un aumento dell’attività di trasferimento sia progetti che hanno adottato CCIP come infrastruttura cross-chain. Questi dati descrivono sviluppi diversi: il volume trimestrale misura i trasferimenti elaborati, mentre il valore dei token migrati indica gli asset trasferiti sull’infrastruttura del protocollo.

Nella sua rassegna trimestrale dell’attività di CCIP, pubblicata il 24 luglio 2026, Chainlink ha riportato un volume di trasferimenti pari a 4,90 miliardi di dollari e un valore di token cross-chain superiore a 7 miliardi di dollari migrato nel corso del trimestre. Nessuno dei due dati rappresenta ricavi di Chainlink.

La società ha inoltre dichiarato che nel Q2 sono stati aggiunti 84 token al proprio standard Cross-Chain Token. Lo standard fornisce agli emittenti un quadro per rendere i propri asset disponibili su più reti, anziché mantenerne versioni separate e non collegate.

VoceDettagli
MantleChainlink ha indicato che nel Q2 2026 oltre 2,5 miliardi di dollari in MNT sono migrati a CCIP.
KelpDAOLa rassegna trimestrale ha indicato la migrazione di 1,5 miliardi di dollari in rsETH dopo un exploit di un provider legacy.
Lombard FinanceLa rassegna ha indicato l’adozione di CCIP per proteggere asset Bitcoin per oltre 1 miliardo di dollari.
KrakenLa rassegna ha trattato oltre 330 milioni di dollari in kBTC e i futuri Kraken Wrapped Assets.

Perché il modello burn-and-mint non è privo di rischi

I bridge tradizionali lock-and-mint custodiscono token su una blockchain ed emettono rappresentazioni wrapped su un’altra. Questi pool bloccati possono diventare obiettivi concentrati per gli aggressori che sfruttano vulnerabilità negli smart contract o chiavi compromesse.

Un meccanismo burn-and-mint, invece, distrugge i token sulla chain di origine e ne crea una quantità equivalente sulla chain di destinazione. Per gli asset che utilizzano questo modello, si evita la specifica esposizione derivante da un pool di token originali bloccati. Resta comunque necessario affidarsi al sistema di messaggistica e verifica cross-chain.

PeckShield ha segnalato perdite per 328,6 milioni di dollari in otto incidenti legati ai bridge nei primi cinque mesi del 2026. Il materiale di partenza indica che l’exploit di KelpDAO di aprile ha rappresentato la maggior parte del totale. In seguito, Chainlink ha incluso KelpDAO tra i progetti migrati a CCIP dopo un exploit che ha coinvolto un provider di bridging legacy.

La distinzione pratica è tra ridurre una superficie di attacco ed eliminare del tutto il rischio cross-chain. Il solo standard di trasferimento dei token non dimostra che ogni implementazione o asset supportato presenti le stesse caratteristiche di sicurezza.

I progetti istituzionali vanno oltre il bridging dei token

Anche le istituzioni finanziarie utilizzano la connettività blockchain per i flussi operativi relativi a garanzie, dati e regolamento. Non tutti questi casi d’uso vanno considerati trasferimenti cross-chain di token già completati.

Il 12 maggio 2026, DTCC ha annunciato che la sua Collateral AppChain avrebbe integrato Chainlink Runtime Environment e lo standard di dati di Chainlink. Il sistema pianificato è concepito per supportare flussi operativi sulle garanzie quasi in tempo reale, attivi 24 ore su 24, attraverso mercati e blockchain.

DTCC ha dichiarato che la piattaforma dovrebbe entrare in funzione nel Q4 2026. Si tratta di una previsione di lancio, non della conferma che il servizio sia operativo. L’uso di strumenti di orchestrazione e dati si differenzia inoltre dalla scelta di un emittente di token di adottare CCIP per trasferire asset tra reti.

Conclusione

I dati del Q2 mostrano un uso in espansione dell’infrastruttura cross-chain, non la scomparsa dei rischi dei bridge. La prossima tappa istituzionale in programma è il lancio previsto della Collateral AppChain di DTCC nel Q4 2026; la conferma della disponibilità in produzione distinguerebbe il piano da un servizio già operativo.

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