Le utility nordiche hanno ampliato l’uso dei dati di rete, ma trasformare gli insight in azioni di routine resta una sfida, secondo i risultati dell’indagine pubblicati da Itron il 19 ottobre 2026. Tra gli intervistati in Svezia, Norvegia e Finlandia, il 60% ha indicato la mancanza di automazione come un ostacolo alle decisioni basate sui dati, anche se la maggior parte ha dichiarato di utilizzare i dati dei sistemi di misurazione avanzati nei flussi di lavoro operativi.
Punti chiave
- L’automazione è stata la barriera citata più frequentemente per le decisioni basate sui dati, davanti all’integrazione tecnica e alla qualità dei dati.
- L’87% ha dichiarato che importanti investimenti nei dati avevano consentito almeno due utilizzi aggiuntivi oltre allo scopo originario.
- L’analisi dei dati nel cloud ha guidato le priorità degli intervistati per i prossimi tre anni, di stretta misura davanti al supporto alle decisioni dei dirigenti e all’integrazione aziendale.
Indice
- Le utility nordiche hanno bisogno di collegamenti più solidi tra insight e azione
- Gli investimenti esistenti consentono più utilizzi operativi
- Le pressioni sulla rete determinano le prossime priorità di investimento
- Che cosa comprende l’indagine
- Conclusione
Le utility nordiche hanno bisogno di collegamenti più solidi tra insight e azione
L’indagine evidenzia un divario tra la disponibilità di informazioni utili e la capacità di agire sistematicamente sulla loro base. Il 42% degli intervistati nordici ha descritto l’utilizzo dei dati delle infrastrutture di misurazione avanzate come pienamente integrato e scalabile, mentre un altro 44% ha dichiarato che tali dati supportavano le decisioni nell’ambito di flussi di lavoro specifici. Solo il 21% ha riferito di aver raggiunto una diffusione significativa dell’intelligence a livello aziendale.
Oltre all’automazione, gli intervistati hanno indicato l’integrazione tecnica, al 49%, e la qualità dei dati, al 43%, come ostacoli all’utilizzo dei dati nelle decisioni. I silos organizzativi, al 41%, e la governance, al 40%, indicano che la sfida va oltre il solo software.
Benjamin Chasles, vicepresidente vendite EMEA di Itron, ha affermato che il passo successivo consiste nel far confluire gli insight nei flussi di lavoro di routine, affinché le utility possano agire su di essi con continuità.
| Voce | Dettagli |
|---|---|
| Crescita del carico | Indicata dal 47% degli intervistati nordici come fattore di stress per la rete. |
| Aspettative dei clienti | Indicate dal 38%. |
| Crescita delle risorse energetiche distribuite | Indicata dal 38%. |
| Nuove costruzioni | Indicate dal 36%. |
| Accessibilità economica | Indicata dal 34%. |
Gli investimenti esistenti consentono più utilizzi operativi
I risultati suggeriscono che le utility stanno estendendo i sistemi esistenti, anziché affidarsi esclusivamente a nuove infrastrutture. Il 62% ha scelto deliberatamente investimenti in dati e intelligence per la loro capacità di sostenere molteplici utilizzi attuali e futuri, mentre un altro 32% ha preso in considerazione tale potenziale.
In pratica, l’87% ha dichiarato che i principali investimenti avevano consentito almeno due utilizzi aggiuntivi oltre allo scopo originario; il 47% ha riferito di averne resi possibili almeno quattro. Si tratta di valutazioni degli intervistati sull’utilità più ampia degli investimenti, non di rendimenti finanziari quantificati.
La gestione delle interruzioni e il ripristino del servizio sono stati l’ambito di valore citato più frequentemente per l’analisi dei dati resa operativa, al 35%. Seguono il servizio clienti e la comunicazione proattiva, al 32%, mentre la manutenzione predittiva e la sicurezza delle squadre sul campo si attestano entrambe al 31%.
Le pressioni sulla rete determinano le prossime priorità di investimento
L’aumento della domanda di elettricità è stato il fattore di stress per la rete citato più comunemente, insieme alle pressioni provenienti dai clienti e dalle risorse energetiche distribuite. L’indagine ha individuato le seguenti principali criticità tra gli intervistati nordici.
Per i prossimi tre anni, l’analisi dei dati nel cloud è stata la priorità principale per l’impiego operativo dell’intelligence, al 24%, seguita dal supporto alle decisioni dei dirigenti, al 22%, e dall’integrazione aziendale, al 21%. La vicinanza dei risultati indica la presenza di diverse priorità concorrenti, anziché di un unico passo successivo dominante.
Su un orizzonte temporale distinto di cinque anni, il coinvolgimento dei consumatori ha guidato le priorità di investimento tecnologico, al 27%, seguito dalla gestione degli incendi boschivi, al 26%, dai sistemi di gestione delle risorse energetiche distribuite, al 24%, e dall’analisi dei dati di back office, al 23%.
Che cosa comprende l’indagine
La metodologia del Resourcefulness Report 2026 descrive 700 sondaggi online condotti nel giugno 2026 in collaborazione con Blackstone Group. Gli intervistati erano dirigenti di utility elettriche di livello intermedio o superiore coinvolti nelle decisioni operative, tra cui 100 partecipanti in Svezia, Norvegia e Finlandia.
Il campione nordico comprendeva 34 intervistati in Svezia e 33 ciascuno in Norvegia e Finlandia. I risultati rilevano capacità, ostacoli e intenzioni di investimento dichiarati; non attestano impegni di spesa già assunti né miglioramenti operativi misurati in modo indipendente.
Conclusione
La prossima fase di investimento dichiarata dall’indagine è incentrata, nell’arco di tre anni, sull’analisi dei dati nel cloud, sul supporto alle decisioni e sull’integrazione. La questione pratica è se tali priorità aiuteranno le utility a passare da utilizzi isolati dei dati a un’azione più sistematica nelle operazioni quotidiane.
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