Gli investimenti delle utility nei dati supportano più applicazioni di quelle inizialmente previste, ma le aziende devono ancora colmare il divario tra la raccolta delle informazioni e il loro impiego nelle decisioni quotidiane. In uno studio pubblicato da Itron il 19 ottobre 2026, il 93% delle utility intervistate ha affermato che importanti investimenti in dati e intelligence avevano consentito almeno due utilizzi aggiuntivi rispetto alla finalità originaria.

Punti chiave

  • Quasi la metà delle utility intervistate ha segnalato almeno quattro utilizzi aggiuntivi dei principali investimenti nei dati.
  • Sebbene l’86% utilizzi dati provenienti da infrastrutture di misurazione avanzate, solo il 41% afferma che questi sono pienamente integrati e scalabili nei flussi di lavoro quotidiani.
  • L’integrazione tecnica è il principale ostacolo, mentre l’integrazione aziendale è in cima alle priorità delle utility per i prossimi tre anni.

Indice

Gli investimenti delle utility nei dati vanno oltre la finalità originaria

L’annuncio del Resourcefulness Report 2026 di Itron descrive un sondaggio condotto nel giugno 2026 su 700 dirigenti di utility elettriche, in collaborazione con Blackstone Group. Gli intervistati erano manager di livello intermedio o superiore, coinvolti nelle decisioni operative in sette Paesi.

Oltre al 93% che ha segnalato almeno due applicazioni aggiuntive, il 47% ne ha indicate almeno quattro. I risultati suggeriscono che le utility riutilizzano le tecnologie esistenti per diverse esigenze operative, anziché limitarle a un unico compito. Circa il 58% ha dichiarato di scegliere deliberatamente gli investimenti in dati e intelligence in base alla loro capacità di supportare molteplici utilizzi attuali e futuri.

Si tratta delle valutazioni degli intervistati sull’impiego delle tecnologie, non di misurazioni dei rendimenti finanziari. I risultati non quantificano i risparmi sui costi né il ritorno sugli investimenti.

VoceDettagli
Integrazione tecnicaIl 53% l’ha indicata come un ostacolo all’utilizzo dei dati per le decisioni.
Mancanza di automazioneIl 47% l’ha indicata come un ostacolo.
Qualità dei datiIl 44% l’ha indicata come un ostacolo.
Integrazione aziendaleIl 28% l’ha indicata come priorità per i prossimi tre anni.
Supporto alle decisioni dei dirigentiIl 23% l’ha indicato come priorità per i prossimi tre anni.
Automazione dei flussi di lavoroIl 20% l’ha indicata come priorità per i prossimi tre anni.

I flussi di lavoro quotidiani restano l’anello mancante

Il sondaggio ha rilevato un’ampia diffusione dei dati provenienti da infrastrutture di misurazione avanzate, o AMI: l’86% delle utility li utilizza a livello aziendale o in flussi di lavoro specifici. Tuttavia, solo il 41% ha dichiarato che sono pienamente integrati e scalabili nei flussi di lavoro quotidiani, con un divario di 45 punti percentuali.

È emersa una divisione analoga nel modo in cui le utility valutano l’impatto dei propri dati. Sebbene il 93% fosse convinto che gli insight stessero modificando le decisioni, il 54% ha riferito di disporre di solidi circuiti di feedback che ne confermano l’impatto. La fiducia nell’utilità della tecnologia supera quindi la capacità dichiarata di verificarne l’influenza.

L’intelligence edge quasi in tempo reale era pienamente operativa presso il 59% delle utility intervistate. Le applicazioni comprendevano il rischio di incendi boschivi e della vegetazione, il rilevamento e il ripristino delle interruzioni, la gestione del carico e l’individuazione dei guasti. La gestione e il ripristino delle interruzioni e la manutenzione predittiva si sono classificati a pari merito come gli ambiti in cui le analisi operative hanno generato il maggior valore, con il 33% ciascuno.

La crescita del carico elettrico porta l’integrazione all’ordine del giorno

La crescita del carico elettrico è stata la pressione sulla rete citata più frequentemente, con il 43%, seguita dall’aumento delle aspettative dei clienti, al 36%. Di fronte a tali pressioni, le utility hanno indicato il collegamento dei sistemi e l’automazione del lavoro come lacune importanti da colmare.

Marina Donovan, vicepresidente di Itron per il marketing globale, i temi ESG e gli affari pubblici, ha affermato che le utility possono valorizzare le infrastrutture e i dati già disponibili man mano che le loro esigenze evolvono. Le priorità indicate nel sondaggio per i prossimi tre anni puntano a rendere queste capacità esistenti più fruibili all’interno delle organizzazioni.

Il campione comprendeva 400 intervistati negli Stati Uniti, 100 in Canada, 100 in Australia e Nuova Zelanda e 100 in Svezia, Norvegia e Finlandia. I risultati rispecchiano la composizione del campione, non un censimento del settore globale delle utility.

Conclusione

Il sondaggio indica una fase successiva concreta: collegare le capacità esistenti in materia di dati alle decisioni di routine. Le priorità dichiarate dalle utility per i prossimi tre anni mettono al primo posto l’integrazione aziendale, seguita dal supporto alle decisioni dei dirigenti e dall’automazione dei flussi di lavoro.

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