Nel trimestre conclusosi il 30 settembre 2026, ICICI Bank ha registrato una crescita degli utili, dei prestiti e dei depositi più rapida di HDFC Bank, mentre entrambi gli istituti indiani hanno segnalato una contrazione dei margini di interesse. I risultati del secondo trimestre dell’esercizio 2027 portano gli investitori a valutare la maggiore crescita operativa di ICICI rispetto alle prospettive di HDFC per una ripresa dei margini e dei costi di finanziamento.
Punti chiave
- L’utile trimestrale di ICICI è aumentato del 20,1%, a fronte di una crescita di circa il 5% per HDFC.
- I depositi in valuta estera hanno sostenuto i prestiti di ICICI, sebbene la crescita sia rimasta più forte anche escludendo i finanziamenti correlati.
- Entrambe le banche devono affrontare pressioni sui margini; le prospettive di ripresa di HDFC restano un’aspettativa, non un miglioramento già segnalato.
Indice
- ICICI Bank amplia il divario nella crescita operativa
- Gli afflussi di depositi comportano un compromesso sui margini
- La ripresa di HDFC dipende da finanziamenti meno costosi
- La qualità del credito offre un quadro eterogeneo
- Conclusione
ICICI Bank amplia il divario nella crescita operativa
L’utile netto dopo le imposte di ICICI ha raggiunto ₹14,843 crore, rispetto a ₹12,359 crore dell’anno precedente. L’utile trimestrale di HDFC è aumentato di circa il 5%, attestandosi a circa ₹19,500 crore. HDFC ha mantenuto utili superiori, ma ICICI ha registrato l’incremento più rapido.
La revisione dei risultati di ICICI per il trimestre di settembre ha mostrato un aumento dei prestiti totali del 30,0% su base annua e dei depositi a fine periodo del 27,1%. I prestiti di HDFC sono cresciuti del 16,4%, mentre i depositi sono aumentati del 18,8%.
I dati principali sui prestiti sono stati sostenuti dai depositi bancari in valuta estera di non residenti, noti come depositi FCNR(B). Escludendo i prestiti concessi dalle filiali internazionali a fronte di tali depositi, la crescita dei prestiti di ICICI è stata del 24,1%. La crescita di HDFC, al netto dei finanziamenti legati a FCNR(B), è stata del 14,4%: anche dopo la rettifica, il divario resta considerevole.
| Voce | Dettagli |
|---|---|
| Rapporto tra attività deteriorate lorde e totale delle attività | HDFC: 1,11%; ICICI: 1,20% al 30 settembre 2026. |
| Rapporto tra attività deteriorate nette e totale delle attività | HDFC: 0,37%; ICICI: 0,30% al 30 settembre 2026. |
| Costo del credito trimestrale | HDFC: 0,46%; ICICI: 0,20%. |
| Accantonamenti contingenti di HDFC | Circa ₹49,500 crore, pari a circa l’1,5% dei prestiti. |
Gli afflussi di depositi comportano un compromesso sui margini
ICICI ha raccolto circa $18 miliardi in depositi FCNR(B) e ne ha impiegato una quota considerevole nell’attività di prestito, compresi i prestiti all’estero. Queste attività hanno ampliato il bilancio, ma hanno generato margini inferiori rispetto ai prestiti domestici.
Il margine di interesse netto di ICICI è sceso al 4,18% dal 4,36% del trimestre precedente. Nel trimestre precedente era inoltre incluso un beneficio di otto punti base derivante dagli interessi su un rimborso fiscale; pertanto, l’intera contrazione riportata non va attribuita alla variazione della composizione dei prestiti.
La dirigenza prevede un’ulteriore moderazione dei margini nel terzo trimestre dell’esercizio 2027, prima di una ripresa a partire dal quarto trimestre. Si tratta di una previsione, non di un miglioramento già conseguito.
Il margine di interesse netto sulle attività riportato da HDFC è stato del 3,16%, in calo di 10 punti base su base sequenziale. Le pressioni sui costi di finanziamento includevano i flussi FCNR(B), i costi di finanziamento e una quota inferiore di depositi in conto corrente e di risparmio.
La ripresa di HDFC dipende da finanziamenti meno costosi
Anand Rathi ha affermato che HDFC ha faticato a ridurre il divario operativo con ICICI formatosi dopo la fusione. Poiché la crescita dei depositi in conto corrente e di risparmio è inferiore a quella dei prestiti, la società di intermediazione prevede che ci vorrà più tempo per colmare lo svantaggio nei costi di finanziamento.
La società di intermediazione ritiene tuttavia che i margini di HDFC possano aver toccato il minimo. Gli analisti si aspettano un sostegno dall’impiego dei depositi FCNR(B) e dal rimborso graduale dei prestiti ad alto costo. Questi potenziali benefici devono ancora emergere nei risultati successivi.
Il quadro dei prezzi azionari è nettamente diverso. Alla data della rilevazione del 19 ottobre 2026, le azioni ICICI avevano registrato un rendimento del 3,5% dall’inizio dell’anno, mentre quelle HDFC avevano perso il 28%. La correzione ha spinto JM Financial a promuovere HDFC da «add» a «buy», ma il giudizio resta una valutazione della società di intermediazione, non la prova che la ripresa operativa sia completa.
La qualità del credito offre un quadro eterogeneo
Nessuno dei due istituti è risultato superiore su tutti gli indicatori della qualità del credito. HDFC ha registrato un rapporto inferiore tra attività deteriorate lorde e totale delle attività, mentre ICICI ha avuto un rapporto netto e un costo del credito inferiori.
Il costo del credito di ICICI ha beneficiato di minori passaggi a deteriorato e di un importante recupero da un cliente corporate. Il costo del credito di HDFC è aumentato leggermente, sebbene i nuovi crediti deteriorati lordi e netti siano diminuiti su base sequenziale. HDFC disponeva inoltre di un consistente cuscinetto di accantonamenti contingenti.
Conclusione
I risultati del trimestre di settembre mostrano una crescita più rapida di ICICI, mentre la ripresa di HDFC dipende ancora da condizioni di finanziamento più favorevoli. Il prossimo periodo di rendicontazione metterà alla prova le previsioni della dirigenza di ICICI di un’ulteriore moderazione dei margini e chiarirà se HDFC inizierà a realizzare il miglioramento atteso dagli analisti.
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