Il titolo Nike si avvia alla settimana di contrattazioni dal 19 al 23 ottobre 2026 a 37,13 $, circa il 16,1% sopra il minimo intraday delle ultime 52 settimane, toccato il 2 ottobre. La ripresa ha fatto risalire le azioni senza un corrispondente miglioramento delle previsioni annuali sugli utili della dirigenza, lasciando gli investitori a valutare un controllo dei costi più efficace a fronte del persistente calo delle vendite.

Punti chiave

  • Le azioni hanno guadagnato circa il 7% nella settimana conclusasi il 16 ottobre, ma sono rimaste oltre il 47% al di sotto del massimo delle ultime 52 settimane.
  • Il margine lordo più elevato e le spese più contenute hanno sostenuto gli utili trimestrali, mentre diverse importanti attività hanno continuato a ridursi.
  • I risparmi previsti dalla ristrutturazione di Nike si distribuiranno su diversi anni e comporteranno oneri aggiuntivi e possibili reinvestimenti.

Indice

Il recupero del titolo Nike precede il miglioramento operativo

Il 15 ottobre Nike è salita del 5,21% a 37,14 $, per poi chiudere il 16 ottobre a un centesimo in meno, nonostante il calo dell’1,09% dell’indice S&P 500. Il massimo intraday di venerdì è stato di 37,87 $. Il rimbalzo è seguito a una brusca flessione dopo la pubblicazione degli utili, che aveva portato il titolo a 31,97 $ il 2 ottobre.

Il rialzo del 15 ottobre non è coinciso con un importante nuovo annuncio di Nike né con una revisione al rialzo delle stime sugli utili. Le informazioni disponibili non individuano un’unica causa degli acquisti e una sola seduta di sovraperformance non dimostra un cambiamento duraturo nell’orientamento verso i marchi di consumo.

Le preoccupazioni sul credito sono rimaste. Il 15 ottobre Moody’s Ratings ha modificato l’outlook di Nike da stabile a negativo, confermando il rating A2 e citando una svolta più lunga del previsto e il persistente andamento sfavorevole degli utili. La modifica dell’outlook non ha comportato un declassamento del rating.

VoceDettagli
Massimo delle ultime 52 settimane70,44 $, rispetto al prezzo di chiusura del 16 ottobre, pari a 37,13 $.
Dettaglio di Nike DirectNel primo trimestre, i ricavi digitali sono diminuiti del 13%; i ricavi dei negozi di proprietà di Nike sono scesi del 5%.
Nord AmericaNel primo trimestre i ricavi sono aumentati del 2% sia su base dichiarata sia a cambi costanti.
Liquidità e investimenti a breve termine8,4 miliardi di dollari al 31 agosto 2026, in calo di circa 200 milioni di dollari su base annua.

I miglioramenti dei costi non hanno fermato il calo delle vendite

I risultati del primo trimestre dell’esercizio 2027 di Nike hanno evidenziato ricavi pari a 11,21 miliardi di dollari nei tre mesi conclusi il 31 agosto 2026, in calo del 4% su base annua. L’utile diluito è stato di 0,48 $ per azione. Il margine lordo è aumentato di 60 punti base, al 42,8%, soprattutto grazie alla riduzione dei costi di magazzinaggio e logistica.

Le spese di vendita e amministrative sono diminuite del 3%, a 3,9 miliardi di dollari, mentre le scorte sono scese del 3% su base annua, a circa 7,8 miliardi di dollari. Questi miglioramenti indicano una gestione più rigorosa dei costi e delle scorte, ma non dimostrano una ripresa della domanda.

I ricavi nella Grande Cina sono diminuiti del 26% a cambi costanti. I ricavi di Nike Direct sono calati dell’8% su base dichiarata e quelli di Converse del 28%. L’amministratore delegato Elliott Hill ha affermato che Nike ha ancora del lavoro da fare in Nike Sportswear, Jordan Brand e nella Grande Cina.

I risparmi di Pace comportano costi e tempi lunghi

La trasformazione del modello operativo Pace di Nike mira a generare risparmi cumulativi per circa 2,5 miliardi di dollari entro l’esercizio 2031. In questo periodo la società prevede oneri aggiuntivi ante imposte per circa 1 miliardo di dollari, oltre a circa 300 milioni di dollari di costi per indennità di fine rapporto contabilizzati nell’esercizio 2026.

La stima dei risparmi non include questi oneri né eventuali reinvestimenti futuri. Non va quindi considerata un aumento equivalente e immediato degli utili. Nike prevede di contabilizzare nell’esercizio 2027 circa 300 milioni di dollari di oneri relativi al programma; i costi e i risparmi effettivi potrebbero differire dalle stime.

Le previsioni della dirigenza per l’esercizio 2027 indicano ancora un calo dei ricavi nell’ordine delle alte singole cifre e un utile diluito rettificato compreso tra 1,15 e 1,35 $ per azione. Questo intervallo esclude circa 0,15 $ per azione di spese di ristrutturazione legate a Pace.

Restano al centro dell’attenzione gli utili e l’Investor Day

A 37,13 $, il titolo Nike tratta a circa 27,5–32,3 volte la previsione della dirigenza per l’utile annuo rettificato. Il prezzo più basso, dunque, non dimostra di per sé che il titolo sia conveniente rispetto agli utili di breve termine.

Il dividendo trimestrale di 0,41 $ equivale a 1,64 $ per azione su base annualizzata e a un rendimento di circa il 4,42% al prezzo di chiusura del 16 ottobre. Tale distribuzione annualizzata supera le previsioni sugli utili rettificati, anche se, per valutare la copertura del dividendo, contano anche la generazione di cassa, le esigenze di investimento e la liquidità.

Il prossimo importante evento strategico confermato di Nike è l’Investor Day del 16 e 17 novembre. La dirigenza intende presentare la prossima fase di crescita, il piano finanziario e il contributo atteso da Pace. La questione operativa centrale è se i guadagni di efficienza potranno accompagnarsi a una stabilizzazione delle attività che continuano a perdere vendite.

Conclusione

Il rimbalzo di Nike non ha modificato le previsioni della dirigenza, che indicano un altro anno di calo dei ricavi. L’Investor Day del 16 e 17 novembre rappresenta la prossima occasione confermata per spiegare in che modo la strategia di prodotto e il piano di ristrutturazione potranno ripristinare la crescita.

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