Venerdì 16 ottobre 2026, le azioni statunitensi hanno chiuso nettamente in calo, mentre nuove preoccupazioni sui finanziamenti all’intelligenza artificiale hanno colpito i titoli tecnologici e i prezzi del petrolio sono balzati di oltre il 3%. Il Nasdaq Composite ha guidato il ribasso, perdendo il 2,15% secondo i dati preliminari, mentre il Dow Jones Industrial Average ha registrato una perdita più contenuta.
Punti chiave
- I titoli tecnologici hanno guidato il calo, con l’indice dei semiconduttori in flessione per l’ottava seduta consecutiva.
- Nel corso della settimana, i rendimenti delle obbligazioni di CoreWeave sono saliti oltre il 15%, mentre gli investitori si interrogavano sui finanziamenti alle infrastrutture per l’IA.
- L’aumento dei prezzi del petrolio e il persistere dell’inflazione hanno alimentato la cautela in vista dei principali risultati trimestrali.
Indice
- Le azioni statunitensi arretrano mentre i finanziamenti all’IA finiscono sotto esame
- Petrolio e inflazione alimentano i timori sulle valutazioni
- I risultati trimestrali diventano la prossima prova
- Conclusione
Le azioni statunitensi arretrano mentre i finanziamenti all’IA finiscono sotto esame
CoreWeave e Broadcom sono scese mentre gli investitori rivalutavano le esigenze finanziarie legate all’espansione delle infrastrutture per l’IA. Il dubbio era se gli operatori fortemente indebitati potessero diventare redditizi abbastanza presto da far fronte ai propri obblighi debitori, soprattutto in caso di aumento dei costi di finanziamento.
CoreWeave, sostenuta da Nvidia, ha inoltre prolungato le recenti perdite del titolo. Nel corso della settimana, le sue obbligazioni hanno subito forti vendite, spingendo i rendimenti oltre il 15%. La pressione si è quindi estesa oltre il mercato azionario, interessando anche i finanziamenti utilizzati per sostenere gli investimenti nei data center.
L’indice PHLX dei semiconduttori è sceso per l’ottava seduta consecutiva. La perdita percentuale più ampia del Nasdaq rispetto all’S&P 500 più generale e al Dow ha rispecchiato la maggiore pressione sui titoli tecnologici. I livelli di chiusura riportati di seguito erano preliminari e non rappresentavano i dati definitivi delle borse.
| Voce | Dettagli |
|---|---|
| S&P 500 | Chiusura preliminare: 7,658.62; in calo di 85.44 punti, pari all’1.10%. |
| Nasdaq Composite | Chiusura preliminare: 26,137.85; in calo di 572.99 punti, pari al 2.15%. |
| Dow Jones Industrial Average | Chiusura preliminare: 51,990.05; in calo di 189.01 punti, pari allo 0.36%. |
Petrolio e inflazione alimentano i timori sulle valutazioni
I prezzi del petrolio sono saliti di oltre il 3% tra i timori per le forniture dal Medio Oriente. Anche la pubblicazione dell’indice dei prezzi al consumo di settembre 2026 del Bureau of Labor Statistics ha evidenziato il persistere delle pressioni inflazionistiche: i prezzi al consumo sono aumentati dello 0.6% rispetto ad agosto e del 3.7% rispetto a un anno prima.
La benzina ha rappresentato oltre la metà dell’aumento mensile dell’indice generale, ma i rincari non si sono limitati all’energia. I costi delle abitazioni sono saliti dello 0.4%, mentre i prezzi al netto di alimentari ed energia sono aumentati dello 0.3%. L’inflazione generale su base annua ha accelerato dal 3.4% di agosto.
Rob Haworth, senior investment strategist presso U.S. Bank Wealth Management, ha affermato che i prezzi elevati del petrolio tendono a pesare sui multipli prezzo/utili delle azioni. Ha descritto gli investitori come orientati alla cautela in vista del fine settimana, anziché disposti ad assumersi maggiori rischi.
I mercati si aspettavano sempre più che la Federal Reserve lasciasse i tassi invariati a ottobre. Barclays, nel frattempo, prevedeva aumenti di un quarto di punto percentuale a dicembre e gennaio. Si trattava di aspettative, non di decisioni di politica monetaria annunciate.
I risultati trimestrali diventano la prossima prova
La stagione dei risultati del terzo trimestre avrebbe dovuto entrare nel vivo la settimana successiva, con le pubblicazioni di Tesla, Meta Platforms e Procter & Gamble.
I dati di LSEG indicavano che la previsione media degli analisti per la crescita degli utili trimestrali superava il 30%, trainata dalle megacap legate all’IA. Si trattava di una previsione, non di un risultato comunicato: le prossime pubblicazioni avrebbero mostrato se gli utili fossero in grado di sostenere tali aspettative.
Conclusione
La svendita ha lasciato i finanziamenti all’IA e l’inflazione tra le preoccupazioni immediate. La prossima prova prevista erano i risultati della settimana successiva di Tesla, Meta Platforms e Procter & Gamble; gli investitori attendevano i dati effettivi, non le previsioni.
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