L’utile di Regions disponibile per gli azionisti ordinari è aumentato dell’11% su base annua, raggiungendo 611 milioni di dollari nel terzo trimestre del 2026, grazie al sostegno alla redditività offerto dai maggiori ricavi e dal miglioramento della qualità del credito. La banca ha annunciato i risultati preliminari il 16 ottobre per il trimestre conclusosi il 30 settembre, comunicando un utile diluito di 0,71 dollari per azione, in aumento del 16% su base annua.
Punti chiave
- L’utile rettificato ha raggiunto 622 milioni di dollari, pari a 0,73 dollari per azione diluita.
- I proventi da interessi e le commissioni dei mercati dei capitali sono aumentati, mentre le spese operative sono rimaste sostanzialmente stabili.
- Le perdite sui prestiti sono diminuite, ma i depositi medi sono calati dell’1,2% rispetto al trimestre precedente.
Indice
- L’utile di Regions migliora sia su base dichiarata sia rettificata
- I proventi da interessi e le commissioni dei mercati dei capitali sostengono i ricavi
- I prestiti alle imprese crescono mentre i depositi diminuiscono
- Le perdite su crediti diminuiscono, mentre il capitale resta una stima
- Conclusione
L’utile di Regions migliora sia su base dichiarata sia rettificata
La comunicazione degli utili di Regions per il terzo trimestre del 2026 ha mostrato un aumento dell’utile disponibile per gli azionisti ordinari, dai 549 milioni di dollari del secondo trimestre. L’utile diluito è salito da 0,64 dollari per azione. L’utile rettificato, una misura non GAAP, è aumentato dai 583 milioni di dollari, mentre l’utile diluito rettificato è salito da 0,68 dollari.
I ricavi totali hanno raggiunto 1,973 miliardi di dollari, in aumento del 3,5% rispetto al trimestre precedente e del 3,0% su base annua. Le spese non per interessi sono state pari a 1,118 miliardi di dollari, in lieve calo rispetto al secondo trimestre e in aumento dell’1,4% su base annua. I ricavi sono quindi cresciuti più rapidamente delle spese rispetto a entrambi i periodi di confronto.
L’amministratore delegato John Turner ha attribuito i risultati alla solidità della qualità del credito, allo slancio delle attività basate sulle commissioni e agli investimenti in competenze, tecnologia e crescita.
| Voce | Dettagli |
|---|---|
| Costo dei depositi fruttiferi | 1,70% nel terzo trimestre del 2026. |
| Indice di efficienza dichiarato | 56,2%, rispetto al 58,3% del secondo trimestre. |
| Copertura dei prestiti deteriorati tramite accantonamenti | 275%, in aumento rispetto al 241% del secondo trimestre. |
| Rendimento medio delle attività | 1,55% su base annualizzata, rispetto all’1,42% del secondo trimestre. |
I proventi da interessi e le commissioni dei mercati dei capitali sostengono i ricavi
Il margine di interesse netto è aumentato a 1,298 miliardi di dollari, rispetto agli 1,277 miliardi del secondo trimestre. Regions ha attribuito l’incremento principalmente al rinnovo degli attivi a tasso fisso, alla crescita dei prestiti medi, ai maggiori proventi da coperture, ai recuperi di interessi su crediti e alla gestione dei costi dei depositi, parzialmente compensati dall’aumento dei costi di finanziamento diversi dai depositi.
Il margine di interesse netto su base equivalente a piena imponibilità fiscale si è ampliato di due punti base, raggiungendo il 3,68%. Questo indicatore misura il reddito netto da interessi della banca rispetto alle attività fruttifere di interessi.
I proventi non per interessi sono aumentati del 7,1% rispetto al trimestre precedente, raggiungendo 675 milioni di dollari. I proventi dei mercati dei capitali sono saliti del 27,4%, a 107 milioni di dollari, sostenuti dai maggiori ricavi derivanti dalle consulenze in materia di fusioni e acquisizioni, dalle commissioni di sottoscrizione e collocamento, dai proventi degli swap commerciali e dai ricavi da sindacazione.
Il miglioramento dichiarato dei proventi da commissioni ha risentito anche delle minori perdite su titoli: 15 milioni di dollari nel terzo trimestre, contro 41 milioni nel secondo. I proventi non per interessi rettificati, che escludono voci specifiche, sono aumentati in misura più contenuta, del 3,0%.
I prestiti alle imprese crescono mentre i depositi diminuiscono
I prestiti medi sono aumentati dello 0,5% rispetto al trimestre precedente, raggiungendo 99,183 miliardi di dollari. I prestiti alle imprese sono cresciuti, mentre quelli al consumo hanno registrato una lieve contrazione; la crescita ha interessato diverse categorie commerciali e industriali, tra cui il settore pubblico, il commercio all’ingrosso e i servizi finanziari.
I depositi medi sono scesi a 129,140 miliardi di dollari, dai 130,691 miliardi. Regions ha dichiarato che un numero limitato di grandi clienti commerciali ha trasferito saldi fruttiferi in prodotti d’investimento fuori bilancio tramite il gruppo di servizi per gli investimenti istituzionali.
I depositi medi non fruttiferi sono comunque aumentati leggermente. La distinzione è importante: il calo complessivo dei depositi non ha riguardato tutte le categorie di finanziamento.
Le perdite su crediti diminuiscono, mentre il capitale resta una stima
Le cancellazioni nette di crediti sono scese a 72 milioni di dollari, rispetto ai 102 milioni del secondo trimestre. Il tasso annualizzato delle cancellazioni è diminuito di 13 punti base, allo 0,29% dei prestiti medi, mentre i prestiti deteriorati sono scesi allo 0,59% del totale dei prestiti, dallo 0,67%.
L’accantonamento per perdite su crediti è rimasto invariato rispetto al trimestre precedente, a 68 milioni di dollari. La diminuzione delle perdite realizzate sui prestiti non si è quindi tradotta in un accantonamento trimestrale più contenuto.
Regions ha stimato al 10,8% il coefficiente patrimoniale Common Equity Tier 1 di fine trimestre, rispetto al 10,7% di giugno. Nel corso del trimestre ha riacquistato circa tre milioni di azioni ordinarie per 95 milioni di dollari e ha dichiarato dividendi ordinari per 255 milioni di dollari.
Conclusione
Regions ha registrato un utile trimestrale più elevato, con ricavi più solidi e minori perdite sui prestiti, nonostante il calo dei depositi. Le successive comunicazioni finanziarie permetteranno di verificare l’evoluzione di queste tendenze; i coefficienti patrimoniali al 30 settembre restano stime.
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