JPMorgan Asset Management ha pubblicato per la prima volta una fascia di rendimenti di lungo periodo per il bitcoin, prevedendo nello scenario di base un guadagno annualizzato del 10% nel prossimo decennio. Il dato supera le previsioni per azioni statunitensi, obbligazioni e oro. Tuttavia, queste prospettive non costituiscono un’approvazione del bitcoin come strumento di diversificazione del portafoglio: il gestore patrimoniale continua a definirlo speculativo e indica nella volatilità e nelle correlazioni instabili ostacoli a un impiego più ampio negli investimenti.

Punti chiave

  • Nello scenario di base, il bitcoin supera gli asset tradizionali messi a confronto nel rapporto di JPMorgan Asset Management.
  • Gli scenari per il bitcoin vanno da una perdita annua del 9,7% nello scenario ribassista a un guadagno annuo del 17% in quello rialzista.
  • Il gestore patrimoniale considera il bitcoin principalmente un’esposizione speculativa e una copertura contro l’allentamento monetario, piuttosto che un elemento strategico di diversificazione del portafoglio.

Sommario

I rendimenti del bitcoin guidano il confronto tra le previsioni

Le proiezioni compaiono nel rapporto 2027 Long-Term Capital Market Assumptions di JPMorgan Asset Management, pubblicato il 20 ottobre. La novità consiste nell’esplicitazione di una fascia di possibili risultati per il bitcoin, invece di una valutazione dell’asset puramente qualitativa.

Nello scenario di base, il rendimento annualizzato previsto per il bitcoin, pari al 10%, si confronta con il 7,5% delle azioni statunitensi a grande capitalizzazione e il 7,7% di quelle a piccola capitalizzazione. Le previsioni per le obbligazioni statunitensi vanno dal 5,6% al 6,6%, mentre per l’oro è previsto un rendimento del 5,5%.

Questi dati rappresentano aspettative di lungo periodo, non risultati d’investimento effettivamente conseguiti. Anche gli scenari ribassista e rialzista del bitcoin mostrano chiaramente che la stima centrale è solo una parte delle prospettive: gli scenari del gestore patrimoniale comprendono sia perdite annue protratte sia guadagni nettamente superiori.

VoceDettagli
Scenario di base del bitcoinRendimento annualizzato del 10% nel prossimo decennio
Scenario ribassista del bitcoinPerdita annua del 9,7%
Scenario rialzista del bitcoinGuadagno annuo del 17%
Azioni statunitensiPrevisione del 7,5% per le large cap; del 7,7% per le small cap
Obbligazioni statunitensiRendimenti previsti dal 5,6% al 6,6%
OroRendimento previsto del 5,5%

Un rendimento atteso più elevato non giustifica la diversificazione

La distinzione è importante per interpretare il confronto dal punto di vista degli investitori. JPMorgan Asset Management ha attribuito al bitcoin un rendimento di base superiore a quello degli altri asset elencati, senza però sostenere che vada utilizzato per diversificare il portafoglio.

La portfolio manager Dr Sheena Shah e il responsabile della strategia sugli asset digitali Dennis Cristallo descrivono il bitcoin come un «asset speculativo e una copertura contro l’allentamento monetario». La loro valutazione collega il suo potenziale ruolo a una scommessa sull’espansione delle valute fiat o sul futuro scambio di asset su blockchain, piuttosto che a una più ampia allocazione strategica.

La cautela espressa nel rapporto si fonda sulla volatilità del bitcoin e sulle sue relazioni incoerenti con gli altri asset. Queste caratteristiche continuano a ostacolarne l’inclusione su vasta scala nei portafogli, nonostante la previsione di rendimento relativamente elevata.

Perché è difficile elaborare un modello per le prospettive di lungo periodo

Shah e Cristallo affermano che il bitcoin si comporta perlopiù come un asset rischioso ad alto beta, che segue la crescita dell’offerta di moneta globale, sebbene talvolta venga considerato oro digitale. Questi comportamenti diversi aiutano a spiegare perché le sue correlazioni rappresentino una difficoltà per la modellizzazione.

Individuano inoltre una difficoltà di valutazione distinta: i fondamentali del bitcoin non sono rappresentati da flussi di cassa. La sua economia può dipendere tanto dall’adozione, dalla regolamentazione e dalla liquidità quanto dalla tecnologia, rendendo la previsione un esercizio diverso dalla valutazione di asset che generano flussi di cassa.

Ne risulta un rapporto che propone messaggi distinti sui rendimenti attesi e sull’idoneità per il portafoglio. La prima fascia quantificata per il bitcoin offre un parametro di riferimento per i confronti di lungo periodo, ma non elimina le riserve del gestore patrimoniale riguardo alla sua detenzione.

Conclusione

La prima fascia di rendimenti per il bitcoin pubblicata da JPMorgan Asset Management colloca lo scenario di base al di sopra degli asset tradizionali messi a confronto. Il giudizio sul suo impiego in portafoglio resta più prudente: a rendimenti attesi superiori si accompagnano una volatilità significativa, difficoltà di modellizzazione e dubbi sulla diversificazione.

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