A partire dal 2028, gli stress test della Fed incideranno sui buffer di capitale delle banche attraverso risultati mediati, in base alle modifiche finalizzate dal Board della Federal Reserve il 30 settembre 2026. Le regole richiedono inoltre consultazioni pubbliche annuali sugli scenari e sulle modifiche sostanziali ai modelli, mentre le banche con ampi portafogli di negoziazione saranno sottoposte a calcoli alternativi degli shock di mercato. Il Board prevede che, nel complesso, le modifiche riducano di circa il 50 percento la volatilità annuale dei requisiti patrimoniali, senza incidere in misura sostanziale sui requisiti aggregati.
Punti chiave
- A partire dal 2028, per le società sottoposte ai test in entrambi gli anni, il calcolo del buffer di capitale per lo stress testerà la media dei risultati dei due più recenti stress test di vigilanza annuali.
- Le banche con ampi portafogli di negoziazione saranno sottoposte ogni anno a due shock globali di mercato; per ciascuna società verrà utilizzato il risultato che comporta le perdite maggiori.
- Il Board ha finalizzato i requisiti di trasparenza e i modelli per il test del 2027, ma una revisione separata del modello dei ricavi da commissioni rimane una proposta.
Indice
- Come gli stress test della Fed modificheranno i buffer di capitale
- Le banche con attività di negoziazione saranno esposte alla maggiore tra due perdite da shock
- Le consultazioni pubbliche diventano un requisito annuale
- Il modello dei ricavi da commissioni resta aperto ai commenti
- Conclusione
Come gli stress test della Fed modificheranno i buffer di capitale
Le modifiche alla regola sui buffer di capitale cambiano il modo in cui i risultati dei test annuali si traducono in requisiti. Per una società soggetta agli stress test di vigilanza in entrambi gli anni pertinenti, il Board calcolerà la media dei risultati dei due test più recenti, invece di basarsi su un unico risultato annuale.
La media verrà applicata a partire dal 2028, così che nel calcolo rientrino soltanto modelli che incorporano le consultazioni pubbliche. Questa tempistica distingue la politica finalizzata dalla sua attuazione: il nuovo metodo di mediazione non entrerà in vigore immediatamente.
La stima del Board, secondo cui la volatilità da un anno all’altro si ridurrà di circa il 50 percento, riguarda le oscillazioni dei requisiti patrimoniali, non una riduzione del capitale richiesto di pari entità. Il Board non prevede che le modifiche incidano in misura sostanziale sui requisiti aggregati.
| Voce | Dettagli |
|---|---|
| Media dei buffer di capitale | Finalizzata; entrerà in vigore nel 2028 e utilizzerà i risultati dei due test annuali più recenti per le società testate in entrambi gli anni. |
| Shock globali di mercato | Due componenti all’anno per le banche con ampi portafogli di negoziazione; la perdita maggiore determina il risultato di ciascuna società. |
| Partecipazione pubblica | Consultazione annuale richiesta sugli scenari e sulle modifiche sostanziali ai modelli. |
| Modelli di stress test | Modelli adottati per lo stress test del 2027. |
| Modello dei proventi non da interessi | Revisione proposta, con commenti da presentare entro 60 giorni dalla pubblicazione nel Federal Register. |
Le banche con attività di negoziazione saranno esposte alla maggiore tra due perdite da shock
Per le banche con ampi portafogli di negoziazione, il quadro rivisto modifica la componente degli shock globali di mercato, che applica shock a specifiche componenti di mercato. Queste società saranno ora sottoposte ogni anno a due componenti di shock globali di mercato.
Nel calcolo dei risultati, il Board utilizzerà per ciascuna società lo shock che genera le perdite maggiori. La scelta è quindi specifica per ogni società, anziché basarsi su un unico shock selezionato per tutte le banche interessate. Questa selezione dello scenario con perdite maggiori si affianca alla distinta modifica che prevede di calcolare la media dei risultati annuali per i buffer di capitale.
Le consultazioni pubbliche diventano un requisito annuale
La regola sulla trasparenza impone al Board di invitare ogni anno il pubblico a esprimersi sugli scenari degli stress test e su eventuali modifiche sostanziali ai modelli. Aggiorna inoltre il quadro di riferimento per la definizione di scenari ipotetici e adotta i modelli da utilizzare per lo stress test del 2027.
La regola apporta anche diversi adeguamenti al calendario dei test. Il rapporto fornito non li specifica e, pertanto, non definisce un calendario rivisto completo.
Le regole finali sono in larga misura simili alle proposte pubblicate nel 2025. Fanno seguito all’annuncio del Board del dicembre 2024, secondo cui avrebbe modificato il test per migliorarne la resilienza. Il Board descrive lo scopo del test come la verifica che le grandi banche possano mantenere una capitalizzazione adeguata e continuare a erogare prestiti durante una grave recessione.
Il modello dei ricavi da commissioni resta aperto ai commenti
Una proposta separata rivedrebbe il modello dei proventi non da interessi per rappresentare meglio le differenze tra i modelli di business delle banche che generano ricavi da commissioni. Se adottata, sostituirebbe il modello attualmente utilizzato per stimare i ricavi da commissioni di ciascuna banca in condizioni di stress.
A differenza delle regole finalizzate sulla trasparenza e sui buffer di capitale, questa revisione non è ancora stata adottata. I commenti devono essere presentati entro 60 giorni dalla pubblicazione nel Federal Register, anziché entro una scadenza fissa indicata nel rapporto fornito.
Conclusione
Il quadro finalizzato combina un maggiore controllo pubblico con un metodo meno volatile per determinare i buffer di capitale legati agli stress test. La distinzione fondamentale riguarda la tempistica: i modelli sono stati adottati per il 2027, la media dei risultati inizierà nel 2028 e la modifica separata del modello dei ricavi da commissioni è ancora in esame.
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