Una causa crypto contro Trump, depositata il 22 ottobre 2026, accusa il presidente Donald Trump e l’attività di famiglia nel settore finanziario, World Liberty Financial, di aver beneficiato di accordi su asset digitali collegati a soggetti stranieri, in violazione della Costituzione. L’azione civile federale, presentata a Washington da un azionista di Circle Internet Group, contesta un accordo azionario da 500 milioni di dollari e l’acquisto di stablecoin per 2 miliardi di dollari. World Liberty e la Casa Bianca respingono le accuse.

Punti chiave

  • La denuncia contesta due operazioni di World Liberty collegate al consigliere per la sicurezza nazionale degli Emirati Arabi Uniti.
  • La causa è stata intentata dall’azionista di Circle J. Benjamin Greenberg; Circle afferma di non aver autorizzato né preso parte al deposito dell’atto.
  • L’attore chiede la divulgazione delle informazioni e la restituzione degli utili che ritiene illeciti, non soltanto una dichiarazione di violazione.

Indice

La causa crypto contro Trump verte su due accordi collegati agli Emirati Arabi Uniti

La denuncia si concentra su operazioni che coinvolgono World Liberty e lo sceicco Tahnoon bin Zayed Al Nahyan, consigliere per la sicurezza nazionale degli Emirati Arabi Uniti. Secondo l’accusa, gli accordi avrebbero garantito a Trump vantaggi stranieri vietati.

Pochi giorni prima dell’insediamento di Trump nel gennaio 2025, un’entità sostenuta da Tahnoon ha accettato di acquistare una partecipazione del 49% in World Liberty per 500 milioni di dollari. World Liberty ha dichiarato che Trump non era coinvolto nell’accordo. Le dichiarazioni finanziarie di Trump indicavano che, una volta entrato in carica, avrebbe ricevuto milioni di dollari derivanti dall’acquisto.

La seconda operazione è stata l’acquisto, nel 2025, di 2 miliardi di dollari della stablecoin USD1 di World Liberty da parte di un fondo di investimento di Abu Dhabi presieduto da Tahnoon. La denuncia definisce tale acquisto un meccanismo volto a gonfiare il valore delle partecipazioni crypto di Trump. Si tratta di un’accusa, non di una conclusione del tribunale.

VoceDettagli
Data di deposito22 ottobre 2026
TribunaleTribunale distrettuale degli Stati Uniti a Washington
Tipo di azioneDenuncia civile federale presentata in via derivativa per conto di Circle
Base giuridica invocataViolazione della clausola costituzionale sugli emolumenti stranieri

La causa è stata intentata da un azionista di Circle, non da Circle stessa

J. Benjamin Greenberg, azionista di Circle ed ex dipendente, ha presentato la denuncia in via derivativa per conto della società crypto quotata in borsa, concorrente di World Liberty. Circle ha preso esplicitamente le distanze dall’azione.

«Circle non ha avviato, diretto, autorizzato né preso parte al deposito dell’atto», ha dichiarato la società tramite un portavoce. Circle ha rifiutato di commentare una causa pendente.

La distinzione è importante: sebbene Greenberg affermi di agire per conto di Circle, il deposito dell’atto non costituisce una contestazione legale annunciata dalla società. Tra i convenuti figurano Trump, World Liberty, l’inviato speciale degli Stati Uniti per il Medio Oriente Steve Witkoff e quattro società a responsabilità limitata collegate.

La contestazione costituzionale e i rimedi richiesti

Greenberg sostiene che le operazioni violino la clausola costituzionale sugli emolumenti stranieri, che limita l’accettazione di benefici da governi stranieri senza il consenso del Congresso.

Un’interpretazione della clausola sugli emolumenti del 1982 del Dipartimento di Giustizia spiega che i dipendenti pubblici non possono accettare pagamenti da governi stranieri senza il consenso del Congresso. Tale parere riguarda un diverso accordo di consulenza e fornisce un inquadramento giuridico; non valuta Trump, World Liberty né le operazioni contestate in questo caso.

L’attore chiede al tribunale di dichiarare incostituzionali i profitti di Trump, di imporre la divulgazione di altri benefici crypto stranieri e di ordinare la restituzione degli utili ritenuti illeciti. Il suo avvocato, Matt Pelikan di Evergreen Legal, ha dichiarato che la causa mira a fermare la condotta contestata e a restituire i profitti ai contribuenti americani.

World Liberty e la Casa Bianca respingono le accuse

Bill Burck, legale di World Liberty, ha descritto la denuncia come simile a un comunicato stampa di parte e l’ha definita infondata. Il portavoce della società, David Wachsman, ha affermato che World Liberty rispetta le leggi e i regolamenti statunitensi e che le accuse saranno risolte in tribunale.

«Nessuno in World Liberty Financial lavora per il governo degli Stati Uniti», ha dichiarato Wachsman. La portavoce della Casa Bianca, Anna Kelly, ha a sua volta liquidato la causa come infondata e ha affermato: «Non vi sono conflitti di interesse».

World Liberty è stata lanciata nel 2024 con la partecipazione di membri delle famiglie Trump e Witkoff. Un’entità affiliata a Trump e alla sua famiglia possiede circa il 38% dell’attività, rendendo il trattamento dei suoi interessi finanziari un elemento centrale della controversia.

Conclusione

Il deposito dell’atto porta davanti a un tribunale federale due operazioni di World Liberty e gli interessi finanziari di Trump, ma le accuse sono contestate. La questione centrale del contenzioso è se i benefici contestati costituiscano emolumenti stranieri vietati e se gli eventuali profitti debbano essere restituiti.

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