Il 23 ottobre 2026 Moody’s ha lasciato invariato ad Aa3 il rating creditizio della Francia, mantenendo però un outlook negativo e avvertendo che la frammentazione politica potrebbe compromettere gli sforzi volti a risanare le finanze pubbliche. La decisione è arrivata dopo una settimana di disordini civili e di aumento dei rendimenti dei titoli di Stato, lasciando intatto il rating di fascia elevata della Francia senza eliminare il rischio di un futuro declassamento.

Punti chiave

  • Moody’s ha confermato il rating Aa3 della Francia, avvertendo che le divisioni politiche minacciano i progressi sul fronte dei conti pubblici.
  • Nel corso della settimana, il rendimento dei titoli di Stato francesi a 10 anni ha superato il 5%, raggiungendo il livello più alto dal 2002.
  • La proposta di bilancio del governo per il 2027 punta a un deficit del 5%, ma deve ancora ottenere l’approvazione del Parlamento.

Indice

Il rating creditizio della Francia resta invariato, ma persistono i rischi di bilancio

Moody’s ha dichiarato che la frammentazione del panorama politico francese rischia di compromettere il funzionamento delle istituzioni legislative. L’agenzia ha avvertito che l’instabilità e le tensioni sociali potrebbero ostacolare la risposta del governo a un deficit elevato, a un debito in crescita e a costi di finanziamento persistentemente più alti.

Queste pressioni potrebbero indebolire gli indicatori creditizi della Francia più rapidamente di quanto Moody’s preveda attualmente. L’agenzia ha affermato che potrebbe riportare l’outlook a stabile se le istituzioni francesi dimostrassero di essere in grado di ridurre il deficit.

La distinzione tra rating e outlook è importante: Aa3 resta una valutazione di fascia elevata, mentre l’outlook negativo segnala la direzione di una potenziale pressione e non un declassamento immediato.

VoceDettagli
Deficit attualeCirca il 5,5% del PIL
Limite UE al deficit3% del PIL
Debito in scadenza entro il 2030Oltre 1.000 miliardi di dollari
Proiezione del ministero delle Finanze sul debitoIl rapporto debito/PIL dovrebbe raggiungere il 121,7% nel 2027

I rendimenti obbligazionari evidenziano le difficoltà di rifinanziamento

Nella settimana della decisione, il rendimento di riferimento dei titoli di Stato francesi a 10 anni ha superato il 5% per la prima volta dal 2002. Anche il differenziale di rendimento rispetto ai titoli di Stato tedeschi ha raggiunto il livello più alto da 15 anni.

Rendimenti di mercato più elevati aumentano il costo dell’emissione di nuovo debito e del rifinanziamento delle obbligazioni in scadenza; non modificano immediatamente il costo degli interessi su tutto il debito in essere. Le ingenti esigenze di rifinanziamento della Francia rendono particolarmente rilevante per i conti pubblici il perdurare di rendimenti più alti.

La revisione del rating è inoltre avvenuta dopo che, nel fine settimana precedente, oltre 500.000 persone avevano manifestato contro il deterioramento dei servizi pubblici e l’elevato costo della vita. Moody’s ha indicato le tensioni sociali tra i fattori di instabilità politica che complicano la politica di bilancio.

Il governo cerca l’approvazione del bilancio 2027

Nella risposta del ministero delle Finanze alla decisione di Moody’s, il ministro dell’Economia e delle Finanze Roland Lescure ha descritto la conferma del rating come un riconoscimento della resilienza economica e della credibilità della proposta di bilancio 2027. Questa è stata la valutazione del governo, non una revoca degli avvertimenti di Moody’s sui conti pubblici.

Lescure ha invitato i parlamentari ad approvare entro la fine del 2026 un bilancio che ridurrebbe il deficit al 5% del PIL. L’obiettivo fa ancora parte di un piano di bilancio proposto e non rappresenta né una riduzione già conseguita né un bilancio approvato.

Conclusione

La conferma del rating lascia irrisolta la principale sfida di bilancio. L’attenzione si sposta ora sull’esame parlamentare della proposta di bilancio 2027: il governo punta alla sua approvazione entro la fine dell’anno, mentre Moody’s attende prove della capacità della Francia di ridurre il deficit.

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