Nell’ottobre 2026 i credit default swap sono diventati più costosi per i principali debitori legati all’IA e per la Francia, segnalando crescenti preoccupazioni sul finanziamento del debito. I dati aggiornati al 22 ottobre mostrano che gli investitori chiedevano una maggiore protezione contro il default, mentre le società tecnologiche finanziano l’espansione delle infrastrutture e la Francia è sotto pressione per le sue finanze pubbliche.
Punti chiave
- I costi della protezione contro il default sono aumentati per CoreWeave, Oracle e SoftBank, mentre gli investitori esaminavano con attenzione il finanziamento delle infrastrutture per l’IA.
- Lo spread CDS a cinque anni della Francia ha superato quello dell’Italia, mentre il rendimento dei titoli di Stato francesi a 10 anni ha oltrepassato il 5%.
- La revisione di Moody’s prevista per il 23 ottobre è il prossimo banco di prova a breve termine per il debito sovrano francese.
Indice
- I credit default swap evidenziano le pressioni sul finanziamento dell’IA
- L’onere del debito francese rende più ardua la prova per il debito sovrano
- I mercati del credito più ampi mostrano un ampliamento più moderato
- Conclusione
I credit default swap evidenziano le pressioni sul finanziamento dell’IA
La questione centrale per i debitori che realizzano infrastrutture per l’IA è se l’accesso al capitale possa tenere il passo con la domanda di capacità di calcolo. CoreWeave, Oracle e SoftBank sono esposte a questa espansione attraverso i servizi cloud, i data center e i finanziamenti agli investimenti.
I loro spread dei credit default swap a cinque anni si sono ampliati in misura significativa. Lo spread di Oracle è più che raddoppiato rispetto ai 141 punti base del 2 gennaio, mentre quello di SoftBank è salito dai 284 punti base del 5 gennaio, avvicinandosi al massimo degli ultimi quattro anni. I costi della protezione per CoreWeave erano considerevolmente più elevati rispetto a quelli di entrambe le società.
Uno spread CDS più ampio significa che gli acquirenti pagano di più per proteggersi dal default di un debitore. Può indicare maggiori preoccupazioni sulla solvibilità, ma non costituisce di per sé un default né una misura diretta del tasso d’interesse che una società pagherà sulla sua prossima obbligazione.
Il 22 ottobre, Jensen Huang, amministratore delegato di Nvidia, ha descritto la domanda per i fornitori specializzati di servizi cloud per l’IA come «fuori scala», avvertendo al contempo di una «carenza di capitale». Ha affermato che la domanda di capitale superava la sua disponibilità, aggiungendo che il problema sarebbe stato risolto. Le sue osservazioni sottolineano la distinzione tra una forte domanda da parte dei clienti e il finanziamento necessario per soddisfarla.
| Voce | Dettagli |
|---|---|
| CoreWeave | CDS a cinque anni: 1,065.84 punti base il 21 ottobre 2026. |
| Oracle | CDS a cinque anni: 308.25 punti base il 21 ottobre 2026. |
| SoftBank | CDS a cinque anni: 432 punti base il 20 ottobre 2026. |
| Francia | CDS a cinque anni: 89.8 punti base il 21 ottobre 2026. |
| Italia | CDS a cinque anni: 67.1 punti base il 22 ottobre 2026. |
| Germania | CDS a cinque anni: 12.15 punti base il 22 ottobre 2026. |
L’onere del debito francese rende più ardua la prova per il debito sovrano
Anche i costi della protezione contro il default della Francia sono aumentati nettamente, dai 29.74 punti base del 2 gennaio. L’ultimo spread quotato si è attestato sopra quello dell’Italia, sebbene le rilevazioni siano state effettuate in giorni consecutivi e non alla stessa chiusura di mercato. È aumentato anche lo spread della Germania, ma è rimasto molto più basso.
Il contesto fiscale è rilevante. La pubblicazione dell’INSEE sul debito pubblico del secondo trimestre 2026 ha indicato un debito francese secondo Maastricht pari a €3,595.5 miliardi, ovvero il 119.0% del PIL, in aumento dal 117.5% del primo trimestre. Questo dato ufficiale offre un contesto alle preoccupazioni sul finanziamento, ma non dimostra la causa dei movimenti di mercato di ottobre.
Le pressioni erano visibili anche sui titoli di Stato. Il rendimento decennale francese ha superato il 5% per la prima volta dal 2002, mentre il differenziale di rendimento rispetto ai titoli tedeschi comparabili ha raggiunto 1.6 punti percentuali. Tale differenziale rappresenta il rendimento aggiuntivo che gli investitori chiedono per detenere titoli di Stato francesi anziché tedeschi.
Le divisioni politiche e l’incertezza sul bilancio complicano gli sforzi volti a risanare le finanze francesi. Ciononostante, l’ampliamento degli spread non dimostra di per sé che sia in corso una vera e propria crisi del debito; inoltre, durante la crisi del debito sovrano dei primi anni 2010, i differenziali dei costi di finanziamento nell’area euro erano notevolmente più ampi.
I mercati del credito più ampi mostrano un ampliamento più moderato
Le pressioni non erano limitate ai singoli debitori legati all’IA o alla Francia. I dati LSEG indicavano che lo spread a metà mercato a cinque anni dell’indice CDX High Yield nordamericano era pari a 355.35 punti base il 20 ottobre, circa 39 punti base sopra il livello di fine 2025.
L’indice misura i costi della protezione contro il default su un paniere di società speculative. Il suo ampliamento segnala un aumento più generale del premio richiesto dagli investitori per il rischio di credito, ma non indica che tutti gli emittenti affrontino gli stessi vincoli di finanziamento.
Le vicende delle società e del debito sovrano condividono una preoccupazione relativa al finanziamento, non un modello di business identico né una causa comune dimostrata. I debitori legati all’IA hanno bisogno di capitale per espandersi; la Francia deve finanziare un ingente stock di debito pubblico e, al tempo stesso, affrontare pressioni fiscali persistenti.
Conclusione
Il prossimo banco di prova previsto è la revisione del 23 ottobre 2026 da parte di Moody’s del rating sovrano Aa3 della Francia, con outlook negativo. La revisione è ancora in corso; l’ampliamento degli spread del credito non consente di stabilire quale decisione sul rating seguirà.
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