I guadagni dello yuan hanno portato giovedì la valuta cinese onshore al livello più forte contro il dollaro da giugno 2022, poiché la debolezza generalizzata del dollaro ha prevalso sugli sforzi della banca centrale per frenare il ritmo dell’apprezzamento. La valuta ha toccato quota 6.6740 per dollaro.
Punti chiave
- Lo yuan onshore ha raggiunto quota 6.6740 per dollaro, prima di attestarsi a 6.6749 alle 02:38 GMT.
- La domanda di valuta legata alle esportazioni ha sostenuto lo yuan, mentre gli investitori attendevano le riunioni delle principali banche centrali della prossima settimana.
Indice
- I guadagni dello yuan superano le indicazioni della banca centrale
- L’avanzata della valuta è accompagnata da scambi contenuti
- Le attese sui tassi statunitensi restano al centro dell’attenzione
- Conclusione
I guadagni dello yuan superano le indicazioni della banca centrale
La Banca popolare cinese ha fissato il cambio mediano di giovedì a 6.7195 per dollaro prima dell’apertura degli scambi. La valuta onshore può oscillare entro un margine del 2% per ciascun lato rispetto al fixing giornaliero.
Gli analisti di Maybank hanno analogamente affermato che il fixing evidenziava una resistenza al ritmo del calo del dollaro contro lo yuan. Hanno aggiunto che la distanza limitata tra il tasso spot e il cambio mediano suggeriva che le autorità stessero consentendo alla valuta di proseguire nella direzione intrapresa.
L’avanzata della valuta è accompagnata da scambi contenuti
Lo yuan offshore si attestava a 6.6744 per dollaro, in rialzo di circa lo 0,01% durante gli scambi asiatici. L’attività onshore è rimasta contenuta nonostante il massimo pluriennale: i tassi spot si sono mossi in un intervallo di circa 20 pip, mentre il volume degli scambi è sceso a circa 10,6 miliardi di dollari.
Gli operatori valutari hanno indicato le forti esportazioni e il persistente regolamento in valuta estera come fattori di sostegno per lo yuan quest’anno. Gli analisti di China Merchants Bank hanno affermato che la continua conversione in yuan dei proventi delle esportazioni potrebbe mantenere stabile la valuta o sostenerne un ulteriore apprezzamento, anche se l’indice del dollaro rimanesse resiliente.
Le attese sui tassi statunitensi restano al centro dell’attenzione
La più ampia debolezza del dollaro si è verificata mentre gli investitori rivalutavano le prospettive dei tassi d’interesse statunitensi, in un contesto di rinnovate preoccupazioni per l’inflazione alimentata dal petrolio. Nel frattempo, il differenziale dei rendimenti tra Cina e Stati Uniti è rimasto vicino al livello più ampio mai registrato, mantenendo l’attenzione sulla politica monetaria statunitense.
Era ampiamente previsto che la Federal Reserve, la Bank of Japan e la Banca centrale europea lasciassero invariati i tassi nelle riunioni della prossima settimana, mantenendo al contempo un orientamento restrittivo. Gli operatori attribuivano una probabilità esigua a un rialzo della Fed nella prossima riunione, mentre il successivo aumento era atteso a dicembre.
Conclusione
L’avanzata dello yuan ha combinato il sostegno legato alle esportazioni con un dollaro più debole, mentre il fixing della PBOC indicava una preferenza per un apprezzamento più lento anziché per un’inversione di tendenza.
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