Definizione
Un ETF (exchange traded fund) è un fondo di investimento le cui quote sono negoziate in borsa come una singola azione, mentre il fondo stesso detiene un paniere di attività come azioni, obbligazioni o materie prime.
Come funziona
La maggior parte degli ETF segue una regola, come replicare un indice di mercato, un settore, il prezzo di una materia prima o una strategia definita. Il fondo detiene le attività sottostanti, o strumenti che ne replicano i rendimenti, e suddivide la proprietà in quote. Gli investitori comprano e vendono queste quote durante l'orario di negoziazione a prezzi di mercato, proprio come le azioni.
Il valore delle attività del fondo per quota si chiama valore patrimoniale netto (NAV). Il prezzo di mercato resta vicino al NAV grazie al meccanismo di creazione e rimborso: grandi istituzioni finanziarie chiamate partecipanti autorizzati (authorized participant) possono consegnare attività al fondo in cambio di nuove quote dell'ETF, oppure restituire quote in cambio delle attività sottostanti. Se il prezzo si allontana dal NAV, questo processo rende conveniente colmare il divario.
I costi si presentano in due forme principali. Il TER (expense ratio) è una commissione annua, espressa come percentuale del patrimonio e dedotta gradualmente dal fondo. Lo spread denaro-lettera si paga quando si negozia e tende a essere più ampio per gli ETF piccoli o poco scambiati. Gli ETF a leva e inversi puntano a un multiplo, o all'opposto, del rendimento giornaliero. Poiché si ribilanciano ogni giorno, i loro risultati su settimane o mesi possono discostarsi molto da quel multiplo del rendimento dell'indice.
Esempio (numeri ipotetici)
Supponiamo che tu detenga $10.000 nell'ETF X, che replica un indice e ha un TER dello 0,20% annuo.
Costo annuo ≈ $10.000 × 0,20% = $20, prelevato gradualmente dal patrimonio del fondo anziché addebitato direttamente a te.
L'ETF Y punta a 2× il rendimento giornaliero dello stesso indice. In 2 giorni l'indice passa da 100 a 110 (+10%) e poi a 99 (−10%), con una variazione totale del −1%.
L'ETF Y passa da 100 a 120 (+20%) e poi a 96 (−20%), con una variazione totale del −4%, non di 2 × −1% = −2%.
Commissioni e ribilanciamento giornaliero fanno entrambi sì che il risultato di un ETF nel tempo si discosti dal semplice rendimento dell'indice.
Errori comuni
- Pensare che ogni ETF sia un fondo indicizzato ampio e a basso rischio, qualunque cosa detenga.
- Tenere un ETF a leva o inverso per mesi aspettandosi esattamente 2× o −1× il rendimento dell'indice.
- Ignorare lo spread denaro-lettera quando si negoziano ETF poco scambiati.
- Confrontare gli ETF in base al prezzo per quota invece che in base a composizione, costi e qualità della replica.
Calcolatori correlati
Questo glossario ha scopo esclusivamente didattico e non costituisce consulenza in materia di investimenti. Gli esempi usano numeri ipotetici.