Le prospettive d’inflazione della BOJ potrebbero giungere a un punto di svolta nella riunione di politica monetaria che si concluderà il 30 ottobre 2026: si prevede che la Bank of Japan giudichi che l’inflazione di fondo abbia sostanzialmente raggiunto il suo obiettivo del 2%. Tuttavia, è ampiamente previsto che i responsabili della politica monetaria mantengano il tasso di riferimento all’1,25%, lasciando un possibile rialzo a dicembre come prossima decisione di rilievo.
Punti chiave
- La valutazione attesa sull’inflazione sposterebbe l’attenzione dalla generazione di una crescita dei prezzi al suo mantenimento intorno al 2%.
- Una pausa sui tassi a ottobre darebbe ai responsabili della politica monetaria più tempo per valutare gli effetti dei precedenti rialzi.
- Gli economisti prevedono un rialzo all’1,5% a dicembre, ma la BOJ non si è impegnata a rispettare questa tempistica.
Indice
- Le prospettive d’inflazione della BOJ si avvicinano a un punto di svolta nella politica monetaria
- Una pausa a ottobre lascerebbe aperta la possibilità di un rialzo a dicembre
- L’incertezza sul tasso neutrale complica un ulteriore inasprimento
- Conclusione
Le prospettive d’inflazione della BOJ si avvicinano a un punto di svolta nella politica monetaria
Secondo persone che conoscono il pensiero della banca centrale, le sue previsioni trimestrali dovrebbero indicare che l’inflazione di fondo ha sostanzialmente raggiunto l’obiettivo e apportare un lieve aumento alla previsione d’inflazione per il prossimo anno fiscale. Si tratta di aspettative in vista della riunione, non di una valutazione annunciata dalla BOJ.
L’obiettivo della BOJ per la stabilità dei prezzi è definito come un aumento su base annua del 2% dell’indice dei prezzi al consumo ed è stato adottato nel gennaio 2013. Questo parametro di riferimento di lunga data spiega l’importanza del cambiamento atteso, ma non dimostra di per sé che l’inflazione si trovi ora stabilmente al livello obiettivo.
Gli aumenti salariali si sono consolidati e le aspettative d’inflazione si attestano intorno al 2%. Il cambiamento atteso riguarderebbe quindi la tenuta della crescita dei prezzi, non semplicemente il superamento di una soglia numerica da parte dell’inflazione complessiva.
| Voce | Dettagli |
|---|---|
| Decisione di politica monetaria di ottobre | La riunione si conclude il 30 ottobre 2026; è ampiamente prevista una pausa. |
| Tasso di riferimento attuale | 1,25%. |
| Previsione degli economisti per dicembre | 1,5%; non è una decisione annunciata dalla BOJ. |
| Stima del tasso neutrale dello staff | Dall’1,1% al 2,5%. |
Una pausa a ottobre lascerebbe aperta la possibilità di un rialzo a dicembre
Mantenere il tasso di riferimento all’1,25% consentirebbe di avere più tempo per esaminare gli effetti dei precedenti rialzi sulle condizioni di credito e sull’attività economica. La BOJ ha aumentato i tassi a giugno e settembre, riducendo l’intervallo tra le mosse rispetto al ritmo di circa due volte l’anno seguito nel 2024 e nel 2025.
Gli economisti interpellati prima della riunione prevedono che il tasso salga all’1,5% a dicembre, seguito da aumenti trimestrali. Resta una previsione: si attende che i responsabili della politica monetaria evitino indicazioni esplicite sulla tempistica e sul ritmo di un ulteriore inasprimento.
Naomi Muguruma, responsabile della strategia obbligazionaria presso Mitsubishi UFJ Morgan Stanley Securities, ha dichiarato che la BOJ esaminerà i nuovi dati economici e le dinamiche dei mercati prima di decidere se aumentare i tassi a dicembre o attendere gennaio.
L’incertezza sul tasso neutrale complica un ulteriore inasprimento
All’1,25%, il tasso di riferimento rientra nell’intervallo stimato dallo staff della BOJ per il tasso neutrale, compreso tra l’1,1% e il 2,5%. Un tasso neutrale non stimola né frena l’attività economica; l’ampiezza di questa stima lascia incerto quanto ulteriore inasprimento l’economia possa assorbire.
Si prevede che la solidità dei prestiti bancari rafforzi la valutazione della BOJ secondo cui le condizioni finanziarie restano accomodanti. Allo stesso tempo, i costi energetici persistentemente elevati e i maggiori prezzi delle importazioni associati alla debolezza dello yen hanno accresciuto le pressioni inflazionistiche.
Di conseguenza, la sfida per la politica monetaria sta cambiando. Invece di concentrarsi principalmente sul superamento della deflazione, la BOJ deve soppesare il rischio che l’inflazione superi il livello obiettivo rispetto alla possibilità che rialzi dei tassi più rapidi indeboliscano la crescita o destabilizzino i mercati finanziari.
Conclusione
La decisione del 30 ottobre e le previsioni trimestrali sono le prossime scadenze confermate. La distinzione fondamentale sarà capire se la BOJ modificherà la propria valutazione sull’inflazione lasciando invariati i tassi e quanto chiaramente manterrà aperta la possibilità di un ulteriore inasprimento.
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