È ampiamente previsto che la decisione della Fed sui tassi del 28 ottobre 2026 lasci invariato l’intervallo obiettivo dei federal funds al 3,75%–4,00%. Un sondaggio condotto dal 16 al 20 ottobre ha rilevato che 94 economisti su 100 si aspettavano nessuna variazione, mentre tutti e 100 prevedevano un aumento a dicembre. La questione centrale è quindi se la pausa di ottobre sarà accompagnata da un chiaro segnale che un ulteriore inasprimento resta probabile.
Punti chiave
- Gli economisti si aspettano in larghissima maggioranza una pausa a ottobre, ma prevedono all’unanimità un aumento a dicembre.
- A ottobre non sono previste nuove proiezioni economiche, quindi la dichiarazione e la conferenza stampa avranno maggiore rilevanza.
- I dati sul PIL e sull’inflazione PCE, in uscita il 29 ottobre, offriranno una verifica immediata del messaggio della Fed.
Indice
- La decisione della Fed sui tassi segue una netta revisione delle aspettative
- In assenza di nuove proiezioni, l’attenzione si concentra su Warsh
- I prezzi dell’energia complicano la valutazione dell’inflazione
- I dati di giovedì saranno pubblicati dopo l’annuncio di politica monetaria
- Conclusione
La decisione della Fed sui tassi segue una netta revisione delle aspettative
Le aspettative incorporate nei prezzi di mercato sono cambiate sostanzialmente dal 23 settembre, quando CME FedWatch indicava una probabilità di circa il 73% di un aumento a ottobre. Al 23 ottobre, le stime erano scese a circa il 7%–10%. Queste probabilità descrivono le aspettative in momenti specifici, non un impegno da parte dei responsabili della politica monetaria.
La dichiarazione di politica monetaria di settembre della Federal Reserve riporta un voto unanime di 12–0 per aumentare l’intervallo obiettivo di 25 punti base, al 3,75%–4,00%, il 16 settembre 2026. I funzionari hanno descritto l’attività economica come in espansione a un ritmo sostenuto e l’inflazione come elevata.
Un tasso invariato a ottobre manterrebbe in vigore l’aumento di settembre. Di per sé, non stabilirebbe che il ciclo di inasprimento è terminato. Le previsioni degli economisti per dicembre sottolineano la differenza tra fare una pausa in una riunione e escludere un altro aumento.
| Voce | Dettagli |
|---|---|
| Annuncio di politica monetaria di ottobre | 28 ottobre 2026, alle 14:00 ET. |
| Conferenza stampa del presidente | 28 ottobre 2026, alle 14:30 ET. |
| Pubblicazione dei dati su PIL e PCE | 29 ottobre 2026, alle 8:30 ET. |
| Prossime proiezioni programmate | Riunione del FOMC dell’8–9 dicembre 2026. |
In assenza di nuove proiezioni, l’attenzione si concentra su Warsh
La riunione di ottobre non include una nuova Sintesi delle proiezioni economiche. Le prossime proiezioni programmate saranno pubblicate in occasione della riunione dell’8–9 dicembre, quindi questa settimana gli investitori non riceveranno un nuovo insieme di previsioni sui tassi dei funzionari.
Il presidente Kevin Warsh ha dichiarato a Bangkok il 16 ottobre che non avrebbe anticipato la decisione né della riunione di ottobre né di quella di dicembre. La dichiarazione di politica monetaria e la conferenza stampa successiva alla decisione restano quindi le principali occasioni per chiarire come i funzionari valutano l’inflazione, la crescita e le condizioni finanziarie.
Una continua enfasi sull’inflazione elevata e sulla resilienza dell’attività economica potrebbe essere compatibile con un ulteriore inasprimento. Una valutazione più prudente della crescita o delle condizioni finanziarie potrebbe rendere meno certo l’esito di dicembre. Nessuna delle due interpretazioni va confusa con un annuncio della decisione sui tassi.
I prezzi dell’energia complicano la valutazione dell’inflazione
Il Brent ha chiuso a 116,72 dollari al barile il 23 ottobre, in rialzo del 3,14% nella giornata e di circa il 6% nella settimana, tra le preoccupazioni per le interruzioni delle forniture in Medio Oriente. L’aumento dei costi energetici fa da sfondo alla riunione, anche se un rialzo dei prezzi del petrolio, da solo, non determina la politica monetaria.
Dopo l’aumento di settembre, Warsh ha distinto tra uno shock relativo a una singola materia prima, che la politica monetaria non può controllare, e più ampi effetti inflazionistici di secondo livello, ai quali la Fed può rispondere. La questione rilevante è se le pressioni sui prezzi dell’energia si estendano, provocando aumenti dei prezzi più persistenti.
Questa distinzione è importante anche per gli investitori in oro e bitcoin: una pausa a ottobre non deve necessariamente attenuare le preoccupazioni per tassi restrittivi, se le aspettative di un aumento a dicembre restano inalterate.
I dati di giovedì saranno pubblicati dopo l’annuncio di politica monetaria
Il Bureau of Economic Analysis dovrebbe pubblicare il 29 ottobre la stima preliminare del PIL del terzo trimestre e i dati di settembre su redditi e spese personali, compresi gli indici dell’inflazione PCE. Entrambe le pubblicazioni arriveranno dopo la decisione della Fed di ottobre.
Secondo il sondaggio tra gli economisti, la crescita attesa del terzo trimestre è di circa il 3,2% su base annualizzata, rispetto al 2,2% del secondo trimestre. Si tratta di una previsione, non di un dato pubblicato. I dati sulla crescita e sull’inflazione potrebbero modificare rapidamente le aspettative per dicembre, anche se la decisione di mercoledì corrispondesse al consenso prevalente.
Conclusione
La decisione della Fed sui tassi a ottobre dovrebbe comportare una pausa, non una conferma della fine dell’inasprimento. Le prossime tappe programmate sono la dichiarazione del 28 ottobre e la conferenza stampa di Warsh, seguite dai dati su PIL e PCE del 29 ottobre.
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