La Corea del Sud sta valutando un quarto rinvio della tassazione delle plusvalenze crypto, che potrebbe spostarne l’entrata in vigore al 2029 mentre le autorità lavorano per migliorare l’accesso ai dati sulle negoziazioni all’estero. Al 26 ottobre 2026, il rinvio non è stato approvato: la data di entrata in vigore prevista dalla legge resta il 1° gennaio 2027.
Punti chiave
- Il prelievo previsto combina un’imposta nazionale sul reddito del 20% e un’imposta locale sul reddito del 2%, con una deduzione annuale di base pari a 2,5 milioni di won.
- Un disegno di legge del 16 ottobre subordinerebbe l’entrata in vigore allo scambio internazionale di informazioni sulle transazioni crypto.
- Lo slittamento al 2029 richiede una modifica di legge; le valutazioni dell’ufficio presidenziale non cambiano la scadenza attuale.
Come cambierebbe la tassazione delle plusvalenze crypto
Le norme vigenti riguardano i redditi imponibili derivanti dal trasferimento o dal prestito di attività virtuali. Introdotto con una modifica del 2020 alla legge sull’imposta sul reddito, il prelievo avrebbe dovuto inizialmente entrare in vigore nel 2022. Tre rinvii successivi hanno spostato l’inizio al 2023, al 2025 e a gennaio 2027.
Un disegno di legge presentato il 16 ottobre dal deputato Park Min-gyu del Partito Democratico e da altri 13 colleghi propone di subordinare l’entrata in vigore allo scambio internazionale di informazioni sulle transazioni in cripto-attività. In base al meccanismo proposto, i primi scambi pertinenti nel 2027 sposterebbero al 2029 l’entrata in vigore dell’imposta.
L’ufficio presidenziale sta valutando un altro rinvio insieme ai legislatori. La proposta riguarda la data di avvio del regime, non una modifica già approvata dell’aliquota o della deduzione.
Perché sono importanti i dati sulle negoziazioni all’estero
La principale criticità in termini di applicazione riguarda la capacità delle autorità di identificare in modo coerente le plusvalenze imponibili sulle piattaforme nazionali e internazionali. Storici delle transazioni e dati sui costi di acquisto incompleti potrebbero rendere più difficile la dichiarazione per gli investitori e offrire alle autorità una visione disomogenea dell’attività di negoziazione.
L’ accordo della Corea del Sud del 2024 per lo scambio di informazioni sulle cripto-attività ha fissato l’obiettivo di avviare gli scambi reciproci entro il 2027. Il ministero delle Finanze ha dichiarato che gli scambi effettivi dipenderanno dalla legislazione nazionale e da accordi individuali con le giurisdizioni partner.
Il Crypto-Asset Reporting Framework dell’OCSE, noto come CARF, prevede scambi automatici tra autorità fiscali; non stabilisce un’aliquota fiscale globale. Il rinvio proposto in Corea avvicinerebbe l’entrata in vigore alla partecipazione prevista degli Stati Uniti nel 2029.
Questa differenza di tempistica riguarda l’accesso tramite il quadro di scambio automatico, non l’eventuale indisponibilità delle informazioni sulle transazioni statunitensi attraverso ogni altro canale legale. Inoltre, CARF non risolverebbe da solo tutte le questioni relative ai costi di acquisto, alla classificazione delle transazioni o ai dati mancanti.
Cosa dovrebbero distinguere gli investitori e gli exchange
Un rinvio darebbe a investitori ed exchange più tempo per prepararsi agli obblighi di segnalazione e alla riconciliazione dei dati. Tuttavia, finché i legislatori non modificheranno la legge, la data proposta del 2029 non dovrebbe essere considerata una scadenza effettiva.
Il Servizio tributario nazionale aveva previsto di ultimare entro il 30 ottobre una bozza di comunicazione amministrativa sulla tassazione delle criptovalute. Questa preparazione è distinta dalla decisione legislativa: una comunicazione amministrativa non può, da sola, approvare il rinvio proposto.
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