In 90 giorni, tra maggio e agosto 2026, uno strumento della campagna Stand With Crypto UK ha raccolto 10.092 reclami da 9.803 persone sui trasferimenti di criptovalute nel Regno Unito. I dati mettono in evidenza le difficoltà segnalate nel finanziare conti in criptovalute tramite le banche, ma non indicano con quale frequenza le singole banche abbiano respinto i pagamenti.

Punti chiave

  • I reclami riguardavano tutte le 650 circoscrizioni parlamentari, inclusi i trasferimenti verso imprese di criptovalute registrate presso la FCA.
  • Il regime più ampio sulle criptovalute entrerà in vigore il 25 ottobre 2027, ma non imporrà automaticamente alle banche di elaborare pagamenti in criptovalute.

Trasferimenti di criptovalute nel Regno Unito: cosa mostrano i reclami

Lloyds Banking Group, Barclays e NatWest Group hanno totalizzato 5.144 reclami, circa il 51% del totale. Lloyds Banking Group comprende Halifax e Bank of Scotland.

I dati provengono da uno strumento online di un gruppo di advocacy e non da un sondaggio rappresentativo o da una banca dati verificata in modo indipendente sui pagamenti respinti. Non sono stati corretti in base al numero di clienti o ai volumi delle transazioni, quindi il totale più elevato di reclami non dimostra che il tasso di rifiuto sia il più alto.

Dall’analisi delle policy pubblicate, aggiornata al 28 agosto 2026, Stand With Crypto non ha rilevato alcuna restrizione generale dichiarata pubblicamente da Lloyds, nonostante il gruppo abbia raccolto il maggior numero di reclami. La distinzione è importante: un cliente può vedersi rifiutare un pagamento anche se la banca non ha pubblicato un divieto valido per l’intero settore.

VoceDettagli
Lloyds Banking Group2.297 reclami durante i 90 giorni della campagna
Barclays1.569 reclami durante i 90 giorni della campagna
NatWest Group1.278 reclami durante i 90 giorni della campagna

I limiti ai pagamenti e i divieti totali sono diversi

L’analisi delle policy condotta dalla campagna ha individuato approcci diversi tra le banche. Barclays ha fissato un limite di £2.500 per trasferimento in criptovalute e di £10.000 nell’arco di 30 giorni. Chase UK, Starling Bank, TSB, Metro Bank, Virgin Money e Co-operative Bank sono state indicate come banche che vietano i trasferimenti legati alle criptovalute.

Le banche hanno citato i rischi di frode, truffe e riciclaggio di denaro per giustificare le restrizioni ai pagamenti. Anche i controlli antifrode sui singoli casi, le destinazioni non supportate o i problemi operativi possono spiegare il rifiuto di un trasferimento; il totale dei reclami non rivela quanti casi riguardassero sospetti di frode né quante restrizioni siano state revocate.

Stand With Crypto chiede policy pubblicate più chiare e procedure efficaci per contestare i blocchi dei trasferimenti. Secondo il gruppo, le banche dovrebbero valutare i singoli clienti e le singole transazioni anziché imporre restrizioni generalizzate al settore.

Il regime del 2027 riguarda l’autorizzazione, non l’accesso garantito

Le linee guida della FCA sul futuro regime per le cripto-attività spiegano quali attività potrebbero richiedere un’autorizzazione, tra cui la gestione di piattaforme di negoziazione, la negoziazione e l’organizzazione di operazioni, la custodia delle cripto-attività e l’emissione di stablecoin idonee. Il regime entrerà in vigore il 25 ottobre 2027.

L’ampliamento della regolamentazione è distinto dall’accesso ai pagamenti bancari. L’autorizzazione non annullerà automaticamente le policy delle banche in materia di prevenzione delle frodi e gestione dei rischi, né introdurrà un obbligo generale di elaborare trasferimenti in criptovalute. Inoltre, la registrazione attuale presso la FCA non va confusa con l’autorizzazione prevista dal futuro quadro normativo.

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