I prezzi del petrolio sono scesi il 27 ottobre 2026, mentre la ripresa degli sforzi diplomatici per porre fine alla guerra tra Stati Uniti e Iran ha alimentato le speranze di un’attenuazione delle minacce alle forniture energetiche del Medio Oriente. I future sul greggio Brent con consegna a dicembre hanno perso lo 0,87%, a 114,80 dollari al barile, mentre i future sul West Texas Intermediate statunitense sono scesi dello 0,86%, a 100,88 dollari.

Il petrolio arretra mentre riprendono i colloqui

Il calo è seguito ai colloqui del 26 ottobre a Teheran, con la partecipazione di Arabia Saudita, Turchia, Pakistan e funzionari iraniani. L’iniziativa diplomatica ha offerto una prospettiva di riduzione delle tensioni regionali, senza tuttavia confermare un accordo di pace o la fine dei rischi per le forniture.

La dichiarazione del ministero degli Esteri saudita sulla visita a Teheran ha descritto lo scopo della visita come quello di allentare le tensioni e incoraggiare il dialogo e le soluzioni diplomatiche. L’obiettivo dichiarato aiuta a comprendere la portata dell’iniziativa, ma non dimostra che i colloqui abbiano prodotto una svolta.

Secondo i media statali iraniani, i quattro Paesi hanno concordato di proseguire il dialogo per promuovere la pace e la sicurezza regionali. Il 25 ottobre, anche rappresentanti del Qatar, che ha contribuito a mediare tra Washington e Teheran, hanno visitato la capitale iraniana.

I continui attacchi mantengono incerto il quadro

L’iniziativa diplomatica è coincisa con il perdurare dell’incertezza militare. Nel fine settimana, i militanti Houthi sostenuti dall’Iran hanno attaccato l’Arabia Saudita, sottolineando che i negoziati non avevano posto fine alle ostilità regionali.

In un’intervista del 25 ottobre, il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato di essere vicino a decidere se raggiungere un accordo con l’Iran o intensificare le operazioni militari. Anche mentre proseguivano i contatti diplomatici, ulteriori attacchi restavano quindi una possibilità.

La flessione dei prezzi rifletteva le speranze di una de-escalation, non la prova che le forniture energetiche fossero ormai al sicuro. I continui attacchi e la decisione ancora in sospeso degli Stati Uniti lasciavano incerta la prospettiva di un accordo duraturo.

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