La difesa della rupia non dovrebbe comportare il rapido esaurimento delle riserve valutarie dell’India, ha dichiarato il 27 ottobre 2026 l’ex governatore della Reserve Bank of India Raghuram Rajan. Ha esortato i responsabili delle politiche ad accettare un ulteriore indebolimento della valuta, se necessario, anziché impegnarsi a proteggere un livello predeterminato del tasso di cambio.
Punti chiave
- Rajan ha esortato l’India a preservare le riserve anziché difendere un livello fisso della rupia.
- Nel 2026 la rupia si è deprezzata di circa il 6%, sotto la pressione dei prezzi del petrolio, dei rendimenti statunitensi e dei deflussi di capitali esteri dai mercati azionari.
- Rajan ha avvertito che prezzi del petrolio persistentemente elevati potrebbero ampliare il disavanzo delle partite correnti dell’India.
La difesa della rupia non dovrebbe puntare a un livello fisso
Intervenendo al Global Markets Forum, Rajan ha chiesto una valutazione di più lungo periodo dell’indebolimento della valuta, anziché una risposta dettata dal panico. I responsabili delle politiche dovrebbero valutare se le pressioni attuali siano eccezionali rispetto agli episodi precedenti, ha affermato.
Il suo avvertimento si è concentrato sul ritmo e sulle finalità dell’utilizzo delle riserve, in particolare dopo che l’India aveva mobilitato ingenti risorse in valuta estera all’inizio del 2026. L’India ha utilizzato circa la metà degli oltre 140 miliardi di dollari raccolti attraverso misure speciali per sostenere la rupia e assorbire l’eccesso di liquidità del sistema bancario.
Rajan ha affermato che sarebbe imprudente esaurire rapidamente i fondi raccolti tramite il canale FCNR(B) al solo scopo di proteggere un livello valutario che storicamente l’India non aveva cercato di mantenere a tutti i costi.
Le pressioni sulla valuta mettono alla prova i limiti degli interventi
Finora nel 2026 la rupia si è deprezzata di circa il 6%. La pressione è stata accompagnata da prezzi elevati del greggio, dall’aumento dei rendimenti dei Treasury statunitensi e da continui deflussi di capitali esteri dai mercati azionari, inducendo la RBI a intensificare gli interventi per contenere potenziali ricadute sull’inflazione e sulla stabilità finanziaria.
All’inizio di ottobre, il governatore della RBI Sanjay Malhotra aveva lasciato aperta la possibilità di ricorrere a misure di politica monetaria per stabilizzare la valuta. Le osservazioni di Rajan sono un consiglio di un ex governatore, non l’annuncio di un cambiamento nella politica della RBI.
La distinzione tra attenuare la volatilità e difendere un livello fisso ha un fondamento storico in termini di politica monetaria. La spiegazione della RBI del novembre 2024 sugli interventi sul mercato dei cambi descriveva la rupia come determinata dalla domanda e dall’offerta di mercato, precisando che gli interventi erano finalizzati ad attenuare la volatilità eccessiva e a mantenere ordinati i mercati. Tale spiegazione fornisce un contesto di politica monetaria, ma non verifica l’andamento della valuta nel 2026 né l’utilizzo recente delle riserve.
Rajan valuta i benefici per le esportazioni rispetto ai rischi legati al petrolio
Rajan ha sostenuto che il deprezzamento non deve necessariamente danneggiare sempre l’economia: una rupia più debole può rendere i beni indiani più competitivi a livello internazionale e sostenere le esportazioni.
Ha tuttavia avvertito che prezzi del petrolio persistentemente elevati potrebbero ampliare il disavanzo delle partite correnti dell’India. Una nuova escalation del conflitto in Medio Oriente, soprattutto se danneggiasse le infrastrutture energetiche del Golfo, potrebbe esercitare una pressione molto maggiore sulle economie emergenti importatrici di petrolio, ha affermato. Si trattava di un avvertimento condizionale sui rischi, non di una previsione che tali danni si sarebbero verificati.
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