Il commercio di fauna selvatica in India è nuovamente sotto esame dopo che, nel settembre 2026, cinque cuccioli di orango sono stati trovati in una piantagione dell’Odisha. Il ritrovamento ha spinto l’Indonesia a chiederne il rimpatrio e ha richiamato l’attenzione sui controlli delle importazioni di animali esotici.
Punti chiave
- L’Indonesia invierà esperti per verificare la provenienza dei cinque oranghi e valutarne lo stato di salute.
- Secondo i dati commerciali CITES, tra il 2021 e il 2024 l’India ha importato 41 oranghi.
- Una struttura privata per la fauna selvatica ha contestato l’affermazione di un esperto riguardo all’importazione di un orango e ha dichiarato che la precedente catena di custodia è ancora da chiarire.
Il commercio di fauna selvatica in India e le lacune nei controlli
Gli abitanti di un villaggio hanno trovato i tre oranghi maschi e le due femmine, di età compresa tra sei e otto mesi, in una foresta di casuarine nell’India orientale. Gli animali, il cui habitat naturale è limitato al Borneo e a Sumatra, si trovano ora in uno zoo indiano.
Il Ministero delle Foreste indonesiano ha dichiarato che stava adottando misure concrete per riportare a casa i cinque animali. Invierà esperti per accertarne la provenienza e verificarne lo stato di salute.
La ricercatrice sul traffico di fauna selvatica Uttara Mendiratta ha affermato che la domanda di animali rari da parte di collezionisti facoltosi ha contribuito ad alimentare il commercio dal Sud-est asiatico. Uno studio del 2026 condotto da ricercatori della National University of Singapore ha stimato il valore del commercio illegale globale di fauna selvatica a 34 miliardi di dollari l’anno.
Nel 2020 l’India ha consentito ai proprietari di registrare animali esotici senza doverne dimostrare la provenienza. Mendiratta ha dichiarato che le limitate risorse e competenze per le ispezioni lasciano spazio alla possibilità di presentare animali trafficati come se fossero registrati. Un inasprimento delle leggi sulla fauna selvatica nel 2022 ha conferito alle autorità poteri più chiari per sequestrare gli animali esotici commerciati illegalmente e perseguire i trafficanti.
Dubbi sulle importazioni a Vantara
La maggior parte del commercio a fini commerciali di oranghi è vietata, sebbene siano previste eccezioni per gli animali nati in cattività. Secondo la CITES, la convenzione che disciplina il commercio di specie selvatiche minacciate, tra il 2021 e il 2024 l’India ha importato 41 oranghi. Sinan Serhadli dell’Orangutan Information Centre indonesiano ha messo in dubbio che gli animali siano stati legittimamente allevati in cattività. La Segreteria CITES ha dichiarato che la questione è al vaglio e ha rifiutato di commentare.
Vantara, struttura privata per la fauna selvatica gestita dalla famiglia del miliardario Mukesh Ambani, è stata oggetto di verifiche per l’acquisizione di animali. Nel settembre 2026, 27 organizzazioni per la conservazione e il benessere degli animali hanno chiesto alla struttura di porre fine alle importazioni di animali selvatici. Nel 2025 la Corte Suprema indiana ha scagionato Vantara dalle accuse di traffico di fauna selvatica e maltrattamento di animali.
L’inventario di Vantara relativo al 2024–25 elenca un orango di Tapanuli, una specie presente in una piccola area di Sumatra. I dati commerciali CITES mostrano che l’animale ha lasciato l’Indonesia nel 2024 ed è arrivato in India passando per gli Emirati Arabi Uniti. Serhadli ha dichiarato che il trasferimento non avrebbe potuto avvenire legalmente. Vantara ha contestato tale affermazione, sostenendo che l’animale è stato importato legalmente in India, mentre la precedente catena di custodia deve ancora essere chiarita con gli Emirati Arabi Uniti.
Il Ministero delle Foreste indonesiano ha dichiarato di non poter confermare la specie, la provenienza o il percorso seguito dall’animale per arrivare in India. Ha affermato che un’indagine richiederebbe i registri dei permessi e dei trasferimenti, oltre a esami scientifici.
Un altro orango restituito all’Indonesia
Un altro orango è stato restituito all’Indonesia il 19 ottobre 2026, dopo 19 mesi trascorsi a Vantara. Le autorità ne avevano disposto il trasferimento da uno zoo pubblico per preoccupazioni riguardo alle cure ricevute; l’animale è stato curato per un’infezione respiratoria e una polmonite.
Un funzionario federale per la fauna selvatica ha scritto che le autorità federali indiane competenti e l’autorità CITES non erano state informate del trasferimento a Vantara. La struttura ha dichiarato di aver sostenuto il successivo rimpatrio e di aver collaborato con le autorità competenti per facilitarlo.
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